la frenata dell’economia

In Germania doccia fredda dagli ordini all’industria in calo dello 0,4%

L’inattesa debolezza provocata dal mercato interno. Su base annuale la diminuzione è stata pari al 5,5 per cento. Il Pil dell’Eurozona nel terzo trimestre (+0,2%) trainato da export e consumi

di Roberta Miraglia

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Un impianto Porsche a Stoccarda

L’inattesa debolezza provocata dal mercato interno. Su base annuale la diminuzione è stata pari al 5,5 per cento. Il Pil dell’Eurozona nel terzo trimestre (+0,2%) trainato da export e consumi


2' di lettura

L’ultimo dato sugli ordini all’industria tedesca raffredda le speranze sullo stato di salute della prima economia dell’Eurozona dopo che una serie di segnali positivi hanno fatto pensare all’uscita dal tunnel del rallentamento e nel terzo trimestre la recessione è stata evitata per un soffio. A ottobre, invece, gli ordinativi hanno subìto un calo, destagionalizzato, pari allo 0,4% rispetto al mese precedente. In confronto all’ottobre del 2018, la diminuzione è stata del 5,5 per cento.

Fattori esterni e interni
Positivo l’andamento degli ordini dall’estero, aumentati dell’1,5 per cento. La componente export non è riuscita tuttavia a compensare il forte calo di quella domestica (-3,2%). Un dato particolarmente preoccupante se si considera che la domanda interna, spinta da piena occupazione e aumento dei salari, ha sostentuo negli ultimi anni la crescita della Germania. Secondo gli economisti a determinare l’ennesima frenata sono i soliti fattori che ormai pesano sulle economie: tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e il resto del mondo; incertezza sull’andamento della crescita globale soprattutto legata a Brexit e crisi del settore automobilistico. Il dato di ottobre segnala che la strada per la ripresa, in frenata da quasi un anno, è ancora lunga. Secondo Bundesbank l’economia tedesca rimarrà stagnante nel trimestre e anche nel 2020 segnerà il passo con una crescita stimata al di sotto dell’1 per cento.

Eurozona: migliorano export e consumi
Positivo l’andamento del prodotto interno l0rdo della zona euro nel terzo trimestre. Confermando che nell’area il Pil è cresciuto dello 0,2% e l’occupazione dello 0,1%, Eurostat ha attribuito l’espansione a esportazioni e spese per consumi. Il lieve peggioramento del commercio netto è stato determinato dall’incremento delle importazioni. Nell’Eurozona la spesa delle famiglie è aumentata nel terzo trimestre dello 0,5% rispetto allo 0,2 precedente. L’export ha visto un incremento dello 0,4% raddoppiando il ritmo del secondo trimestre e le importazioni hanno fatto un balzo pari allo 0,6 per cento. Per l’Europa peraltro è difficile che un supporto arrivi dalla crescita globale che, secondo Bloomberg Economics, «sta faticando a trovare il modo di uscire dalla corsia lenta».

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