lotta al coronavirus

In Germania norme più severe sui macelli: somministrazine di manodopera vietata

La decisione del Governo per migliorare le condizioni di lavoro nell’industria della lavorazione della carne dove ci sono stati numerosi focolai di Covid-19

di R.Mi.

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(AFP)

La decisione del Governo per migliorare le condizioni di lavoro nell’industria della lavorazione della carne dove ci sono stati numerosi focolai di Covid-19


2' di lettura

I focolai di Covid-19 che si sono verificati nei macelli in Germania hanno spinto il Governo di Angela Merkel a varare norme più severe di tutela delle condizioni di lavoro nell’intero settore della lavorazione della carne, con il divieto di subappalto delle operazioni e di somministrazione di manodopera e l’aumento di sanzioni e delle ispezioni. La decisione è stata presa dal Consiglio del ministri. Le nuove diposizioni dovrebbero essere operative dall’inizio dell’anno prossimo.

I focolai scoperti a maggio
Sono stati numerosi gli episodi di contagio all’interno di macelli e stabilimenti per la lavorazione della carne che utilizzano spesso manodopera proveniente dall’Est Europa e costringono i lavoratori in dormitori comuni dai quali vengono trasportati sul luogo di lavoro su autobus affollati. L’ultimo caso è stato scoperto lunedì 18 maggio in uno stabilimento per la lavorazione della carne nella città di Osnabrûck in Bassa Sassonia: 92 dipendenti sono risultati positivi al tampone e l’impianto Westfleisch è stato chiuso per due giorni; ha riaperto mercoledì con nuove regole e soprattutto annunciando che verranno assunti direttamente 350 lavoratori. L’azienda si occuperà della loro sistemazione abitativa e del trasporto. All’inizio di maggio uno stabilimento di trasformazione a Coesfeld, in Renania Settentrionale Vestfalia, aveva contato ben 262 lavoratori contagiati. E poi il macello di Bad Bramstedt, nel Land Schleswig-Holstein, aveva riportato 100 casi. Sessanta, invece, i contagiati in Baviera. In totale si sono avuti 600 infezioni in questo settore in Germania.

Il ministro del Lavoro: urgenti più tutele
Secondo il ministro del Lavoro, il socialdemocratico Hubertus Heil, «è urgente dare maggiore protezione ai lavoratori nell’industria della lavorazione della carne. Non si tratta più di casi individuali ma esistono problemi strutturali da correggere». Nel settore, secondo l’esponente dle Governo, si verificano frequenti violazioni della legislazione sul salario minimo ed inoltre i dipendenti sono spesso costretti a condizioni abitative di sovraffollamento (con prezzi esosi per l’affitto). Ora sembrano essersi aggiunte le violazioni delle regole anti contagio. «Si tratterebbe di situazioni gravi anche senza una pandemia in corso - ha continuato il ministro tedesco - ma in tempi di coronavirus sono diventate un rischio per la salute dei lavoratori e dell’intera popolazione».

Le nuove misure
Dopo le decisioni del Consiglio dei ministri di mercoledì 20 maggio, dunque, i ministri del Lavoro e dell’Agricoltura metteranno a punto un disegno di legge che verrà sottoposto per l’approvazione al Parlamento. La prescrizione chiave sarà il divieto di subappaltare a società esterne allo stabilimento la manodopera. Una pratica denunciata in passato dai sindacati perché tende a scaricare su terzi le responsabilità del trattamento dei lavoratori. Sono spesso cittadini assunti in Paesi dove il costo del lavoro è più basso (Europa dell’Est, Romania in particolare). «La somministrazione di manodopera per la macellazione e la trasformazione della carne sarà vietata» ha annunciato Heil. Le ispezioni aumentate e anche le multe per le violazioni. La ministra dell’Agricoltura Julia Kloeckner ha detto che «alcune condizioni nel settore non sono sostenibili e le aziende spesso si nascondono dietro i subappaltatori ». Secondo i rappresentanti dell’industria, invece, il problema non è sistemico ma si tratta soltanto di casi isolati ai quali è stato dato un significato oltre le vere proporzioni.

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