viaggi botanici

In giro per fiere per scoprire la filosofia nascosta nei fiori d’autunno

Da Orticolario sul lago di Como fino a Piacenza e all’Orto Botanico di Palermo, itinerario fra gli eventi che dimostrano come l’autunno è la stagione giusta per immaginare il proprio giardino. E stabilire un contatto più profondo con la natura

di Chiara Beghelli


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Visitatori a Orticolario, che si tiene a Villa Erba di Cernobbio (Co) (photo credit: Luciano Movio)

3' di lettura

È l’autunno la stagione che rivela i veri colori degli alberi: così notava Marguerite Yourcenar nel suo “Scritto in un giardino”, libretto agile e perfetto da mettere in tasca per visitare una delle fiere botaniche di questa stagione. Eventi che sono forse ancora più interessanti di quelli, più tradizionali, di primavera, perché offrono di liberare l'immaginazione, di vedere in un oscuro bulbo il fiore che ne nascerà.

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«In primavera è troppo tardi, è l'autunno è la stagione giusta per immaginare il proprio giardino. Per questo organizziamo Orticolario in ottobre», racconta Moritz Mantero , fondatore dell'evento che per l'undicesima volta, dal 4 al 6 ottobre, porterà a Villa Erba a Cernobbio, sul lago di Como, la sua filosofia sulla natura e il suo rapporto con l'essere umano. Conferma che le fiere di questa stagione, diffuse in tutto il Paese, sono percorsi esistenziali più che esposizioni, progetti culturali più che mercatini.

Prendersi cura della natura è anche farlo con se stessi, come sa bene ogni giardiniere che viene curato a sua volta dal giardino dove pota, semina e piantuma. «Ogni volta che parlo con un sapiente sono sicuro che la felicità non è possibile. Eppure, quando parlo con il mio giardiniere, sono convinto del contrario», notava Bertrand Russell. «Nelle passate edizioni abbiamo ospitato Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale, con cui parleremo del benessere che deriva dallo stare a contatto con le piante - aggiunge Mantero -. E c’è stato anche Marco Nieri, ecodesigner e bio-ricercatore che ha ideato i percorsi del benessere fra gli alberi dell'Oasi Zegna a Trivero e della Tenuta de l'Annunziata a Uggiate Trevano - prosegue -: gli alberi agiscono beneficamente sul nostro corpo anche grazie al rilascio di monoterpeni, particelle volatili. Per questo li abbracciamo e il forest bathing è sempre più praticato, anche dalle aziende che organizzano meeting nella natura».

Questa benefica calamita vegetale attrae sempre più persone, come dimostrano le ben 26mila presenze all'edizione 2018 di Orticolario. Un dato coerente con la crescente passione degli italiani, e soprattutto dei più giovani, per il verde: secondo i dati dalla start-up di e-commerce di fiori Colvin, il 58% dei Millennial compra fiori, e chi lo fa è mediamente più istruito e preferisce leggere un libro al fare shopping. Sono loro a supportare la battaglia di Greta Thunberg, in un periodo storico in cui la vicinanza alla natura sta diventando anche scelta politica. «Domenica 6 parleremo anche di antropocene, dunque dell'impatto dell'umanità sulla vita sul pianeta, e nei tre giorni organizzeremo laboratori per i bambini. È anche per loro che abbiamo dato vita a tutto questo. Nella cura con cui piantumano una talea, rimettono in ordine gli strumenti di lavoro, nel piacere di toccare la terra e salire sugli alberi vediamo un'attenzione che i loro genitori e i loro nonni non avevano».

E la lezione “politica” delle piante è racchiusa anche nel tema di Orticolario 2019, il viaggio. Che sia stata opera del vento, dell'acqua o delle esplorazioni umane, si parlerà di come nei secoli semi, talee e bulbi abbiamo viaggiato e si siano mescolati fra loro, dando vita a nuove armonie con le varietà autoctone in piccoli giardini o interi paesaggi. «Grazie ai viaggi degli uccelli, del vento e gli uomini abbiamo la biodiversità - prosegue Mantero -. Certo, a volte anche con esiti problematici, come dimostra l'avvento nel nostro Paese del batterio della xylella o della popilia, dannoso coleottero giapponese. Ma le piante si aiutano fra loro, comunicano. Emilio Trabella, paesaggista molto apprezzato anche da Renzo Piano, suggeriva di non piantare mai una siepe fatta solo di lauro ceraso, perché un solo tipo di parassita l'avrebbe distrutta tutta, ma di intercalarla con alloro o altre piante, i cui parassiti avrebbero distrutto gli altri. A Villa Erba ci sono sei cipressi calvi molto vicini l'un altro: Trabella era certo che parlassero con le loro radici, anzi, che avessero ormai una radice sola».

RADIO24 - Moritz Mantero a “Il Giardino Segreto”: i consigli sui piccoli frutti da far crescere nei nostri vasi di città.

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