NEI GIARDINI DEI MORTI

In gita al cimitero, l’altra faccia di Halloween

di Chiara Beghelli


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Vista del cimitero di Staglieno di Genova, amato da Hemingway e Twain

4' di lettura

«Il mio sogno sarebbe aprire una sala da tè», dice sorridendo Amanda Thursfield, da dieci anni direttrice del cimitero acattolico di Roma, uno dei luoghi della città più amati dai romantici, che fra camelie, pini e gatti rendono omaggio alle tombe dei poeti Shelley e Keats. Alle centinaia di visitatori del cimitero, la tea room offrirebbe ristoro dopo la passeggiata «insieme alle panchine: ne abbiamo aggiunte molte negli ultimi anni, proprio per fare del cimitero un luogo dove trovare un momento di pace, di riflessione e anche relax in mezzo al caos della città e nel frastuono delle cose quotidiane – prosegue la direttrice –. E i nostri visitatori sono in costante aumento».

Una statua al cimitero Monumentale di Milano, che quest’anno ha organizzato 380 eventi.

È quello che accade in tutti i cimiteri monumentali italiani, e non solo a pochi giorni da Halloween: chi ama visitarli, trovandoli oasi di pace e bellezza, ricchi di panorami, tesori d’arte e di storie di umanità, non è più considerato bizzarro, ma un praticante di “necroturismo” o tombstone tourism (cioè fra le lapidi). Secondo una ricerca di Jfc, nel 2016 i visitatori di 90 cimiteri italiani di interesse storico-artistico sono stati 102mila, in aumento del 56% dal 2013. A confermare il successo di questo movimento è stato il lancio, l’anno scorso, del primo «Atlante dei cimiteri», un progetto digitale del ministero per i Beni culturali e di Sifit-Servizi Funerari, una guida ai cimiteri più importanti del Paese, che uscirà in versione aggiornata a metà novembre.

Oltre a essere luoghi di memorie e pensieri, i cimiteri sono anche parte del patrimonio culturale “minore”, una sorta di musei a cielo aperto che raccolgono opere d’arte, sculture, ma che documentano anche modi di vivere del passato, dall’abbigliamento ai rapporti sociali. L’Italia è peraltro il Paese europeo che ne è più ricco, ed è proprio a Bologna che nel 2001 è nata l’Associazione dei cimiteri significativi in Europa, che si occupa della loro promozione anche curando la “Rotta dei cimiteri europei”, un percorso fra i più importanti siti del continente.

«Sto ricevendo sempre più richieste dai tour operator per organizzare itinerari nei cimiteri artistici – spiega Sara Zugni, 38 anni, che vive sul lago d’Iseo e che nel 2014 ha dato vita al sito necroturismo.it –. Offro percorsi basati sulla storia dell’arte, per esempio per scoprire le tombe scolpite da Antonio Canova, da Roma a Vienna, oppure da scultori molto importanti di fine Ottocento. Partecipano persone di cultura medio-alta, in cerca di un modo nuovo per apprezzare l’arte. E c’è ancora molto da scoprire: per esempio, il primo cimitero monumentale d’Italia, il Vantiniano di Brescia, le tombe contemporanee come la Brion di Carlo Scarpa in provincia di Treviso, o i cimiteri di campagna, come quello di Tirolo, vicino Merano».

Vista della “Scogliera del Monte” del Verano a Roma, con stele inserite in blocchi di tufo

Le guide necroturistiche si stanno moltiplicando e, come Sonia, spesso sono donne trentenni: a Torino, per esempio, Manuela Vetrano, 37 anni, dal 2013 conduce visite guidate nel cimitero Monumentale della città, lungo percorsi a tema come la passione per l’Egitto. A Milano un’altra trentenne, Valeria Celsi, organizza esperienze simili con i suoi “Percorsi d’arte funeraria”. Ma anche i cimiteri stessi sono sempre più organizzati, con programmi simili a quelli dei grandi musei: al Verano di Roma, per esempio, esistono 11 percorsi tematici attraverso gli 83 ettari di verde e sculture, per scoprire i volti della borghesia romana dell’Ottocento, ma anche l’ultima dimora dei divi del cinema e degli eroi del Risorgimento. Oltre alle classiche passeggiate, si organizzano anche concerti (musica classica soprattutto, ma anche serate come quella dedicata a Fabrizio de André nel cimitero di Staglieno a Genova, dove è sepolto), pièce teatrali (ispirate alla Divina Commedia di Dante al Monumentale di Trento) e letture (come alla Certosa di Bologna), cacce al tesoro fra statue di animali e di angeli per bambini (al Monumentale di Milano) e per i più grandi anche urban game con app dedicata (al Verano). Per visite 2.0 si possono scaricare la app Artour, messa a punto dall’Associazione dei cimiteri significativi, e la OneMemory Tours.

Visita serale fra le tombe della Certosa di Bologna

E i visitatori, finalmente liberi da quell’aura da “strani” affibbiata loro da chi vede i cimiteri come luoghi spaventosi, aumentano: quest’anno il calendario estivo della Certosa di Bologna ha offerto 42 eventi seguiti da 3.800 persone, nel 2009 erano stati 28 per 2.450 partecipanti. Il Monumentale di Milano chiuderà il 2018 con 380 eventi che hanno accolto finora 8mila visitatori.

Nel 1900 su un quotidiano di Denver, Colorado, apparve un articolo contro la moda dei “graveyard picnic”, che lasciavano i cimiteri pieni di spazzatura. Un tempo erano gli unici spazi simili a parchi nelle città, spazi dove si poteva celebrare la vita, vedendo quelle vissute dagli altri, magari bevendo un tè come si sogna oggi di fare a Roma,a volte arrivando persino ad avvertire la sottile ironia tessuta nel filo dell’esistenza. Come diceva Sonia la Russa, sepolta nel cimitero di Spoon River di Edgar Lee Masters: «Penso che la mia polvere rida, pensando a quella cosa umoristica che è la vita».

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