Effetto Brexit

Gran Bretagna a corto di camionisti: scarseggia la benzina, assalto alle pompe

La causa è la carenza di autisti e camionisti dopo la Brexit che sta provocando problemi nella catena logistica per i beni di prima necessità

di Nicol Degli Innocenti

Una pompa di benzina a Londra chiusa per carenza di carburante (Epa)

2' di lettura

Centinaia di benzinai chiusi e lunghe code alle stazioni di rifornimento aperte: è aria di crisi in Inghilterra. La carenza di camionisti, che da settimane ha ridotto le consegne di prodotti alimentari a supermercati e ristoranti, ora ha colpito i distributori di benzina e rischia di creare il panico nel Paese, nonostante l'invito alla calma del Governo.

Grandi gruppi come Esso, BP e Tesco hanno avvertito che le mancate consegne di rifornimenti li hanno costretti a chiudere numerose aree di servizio ormai “a secco”. Il ministro dei Trasporti Grant Shapps ha assicurato oggi che «muoverà cielo e terra» per risolvere il problema e che potrebbe utilizzare l'esercito per risolvere la crisi nella catena di approvigionamento. Il Governo potrebbe anche concedere centinaia di visti d'ingresso e permessi di lavoro temporanei a cittadini Ue.

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«Governo inerte»

La Road Haulage Association ha accusato il Governo di «inerzia totale». L'associazione di settore aveva avvertito oltre un mese fa che la Gran Bretagna ha bisogno urgente di 100mila conducenti di camion a causa del “vuoto” causato da Brexit e in parte anche dalla pandemia. Catene di supermercati, negozi e importatori hanno aderito all'appello nelle ultime settimane, avvertendo di scaffali sempre più vuoti per l'aggravarsi del problema e arrivando a fare fosche previsioni di un “Natale rovinato” per i consumatori britannici.

Logistics UK aveva chiesto al Governo di concedere almeno 10mila visti temporanei a cittadini Ue, dato che migliaia di autotrasportatori soprattutto rumeni e polacchi hanno perso il diritto di lavorare dopo Brexit e sono tornati in patria, esacerbando una situazione già critica.

Camionisti britannici cercansi

Il Governo aveva respinto la richiesta, dichiarando che le imprese devono addestrare personale britannico e non continuare ad affidarsi a camionisti stranieri. Shapps era però intervenuto, velocizzando le procedure per ottenere la patente di autotrasportatore, aumentando il numero di esami di guida e innalzando da nove a dieci ore il periodo massimo che un camionista può passare alla guida. Misure che non hanno risolto il problema.

In arrivo visti stagionali

Ora quindi, di fronte alle code ai benzinai, il Governo sembra avere cambiato idea. Pur assicurando gli automobilisti che «non c'è ragione di allarme e che il problema sarà sicuramente risolto in tempi brevi», il ministro dei Trasporti ha per la prima volta ammesso che verrà esplorata l'opzione di visti stagionali o temporanei per permettere ai camionisti Ue di lavorare in Gran Bretagna. «Non escludo nulla», ha detto Shapps. L'opposizione laburista ha criticato il Governo per non avere ammesso la gravità del problema nonostante i numerosi avvertimenti del settore e per la sua strategia di «mettere cerotti su una ferita aperta».

Riserve in calo

BP e altre società del settore hanno chiesto un incontro urgente con il Governo per delineare una strategia, avvertendo che le stazioni di rifornimento «hanno due terzi delle riserve consuete di benzina e che anche queste stanno calando precipitosamente». Il portavoce del premier Boris Johnson ha dichiarato che «non ci sono carenze di benzina». Affermazione vera, ma poco rassicurante: a scarseggiare infatti non è il carburante, ma i camionisti che possono recapitarlo a destinazione.

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