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In Israele duemila contagi al giorno, tornano restrizioni al Santo sepolcro

Le autorità religiose cristiane che gestiscono IL luogo santo hanno stabilito la chiusura ai visitatori il venerdì e il sabato, giorni in cui c’era un maggiore afflusso di turisti, perlopiù interni al paese

di Carlo Marroni

Israele, manifestazione a Gerusalemme degenera in violenza

Le autorità religiose cristiane che gestiscono IL luogo santo hanno stabilito la chiusura ai visitatori il venerdì e il sabato, giorni in cui c’era un maggiore afflusso di turisti, perlopiù interni al paese


2' di lettura

La seconda ondata di contagi da Covid-19 in Israele, e in parte anche in Palestina, porta a nuove restrizioni nei movimenti in arrivo nel paese che si ripercuotono negli accessi ai luoghi santi, primo tra tutti il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Già prima che si registrasse nel paese il nuovo picco del contagio con 1.889 casi in 24 ore le autorità religiose cristiane che gestiscono il Sepolcro - cristiani ortodossi, cattolici latini e armeni - hanno stabilito la chiusura del luogo santo ai visitatori il venerdì e il sabato, giorni in cui c’era un maggiore afflusso di turisti, perlopiù interni al paese. Negli altri giorni nessuna limitazione, per ora, anche perché di fatto si registra la presenza dei soli religiosi.

In Israele i casi positivi sono saliti a 58.559 dall’inizio della pandemia. Al momento sono in quarantena 32.226 persone. I malati gravi sono 302, i decessi 446.

Visite limitate a 50 persone, con mascherine e guanti

La chiesa era stata chiusa per decisione delle autorità israeliane dal 7 aprile al 25 maggio - non accadeva dal 1349 - ma la riapertura non ha significato certo il ritorno alla normalità. Per motivi di sicurezza era stato stabilito un numero massimo di presenze di 50 persone, dopo aver superato il controllo il controllo della temperatura e la verifica di mascherine a guanti. Ora con la nuova ondata del coronavirus sono arrivate, appunto, nuove limitazioni, ma questa volta gestite dalle autorità religiose, almeno per ora. Chiusura anche alla Natività.

Maggiori poteri al governo israeliano in materia di restrizioni

Limitazioni anche per la Basilica della Natività di Betlemme. Dal 23 fino a fine luglio chiuderà nel fine settimana, in linea con il Sepolcro, proprio perché l’afflusso aumenta in quei due giorni. La chiusura sarà esattamente dalle 12 del giovedì fino alle 8 di mattina della domenica, per il resto rimarrà aperta per la preghiera personale e le messe, con le solite regole di distanziamento. Per settimane è stata chiusa la Porta dell’Umiltà, piccolo ingresso che dalla piazza permette di entrare nella basilica, mentre è sempre rimasta aperta l'attigua Chiesa di Santa Caterina, affidata ai francescani della Custodia. Anche in Cisgiordania l’andamento del contagio è preoccupante, specie nella zona di Hebron.

La pandemia in Israele si intreccia con la sempre complicata situazione politica interna e la posizione del premier Benjamin Netanyahu. La Knesset ha approvato la legge che dà al governo maggiori poteri in materia di misure restrittive: entrerà in vigore il 10 agosto e permetterà all'esecutivo di bypassare il potere di controllo della Knesset stessa.

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    Carlo Marroni

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: Vaticano, Banca d'Italia, Ue

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