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In Israele Netanyahu dichiara vittoria, Likud in testa

Nel terzo voto in meno di un anno gli israeliani hanno confermato la fiducia al premier. Tra due settimane inizierà il processo per corruzione

di Roberta Miraglia

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Nel terzo voto in meno di un anno gli israeliani hanno confermato la fiducia al premier. Tra due settimane inizierà il processo per corruzione


2' di lettura

«È una notte di grande vittoria. Ancora più dolce se pensiamo che avevano detto che l’era di Netanyahu era finita». Con queste parole, nella notte tra lunedì e martedì, il premier uscente Benjamin Netanyahu ha rivendicato la vittoria nelle elezioni che hanno portato gli israeliani per la terza volta al voto in meno di un anno. Il Likud di Netanyahu, sotto processo per corruzione, quando è stato scrutinato il 34 per cento delle schede, si conferma al primo posto con il 28,7 per cento delle preferenze, seguito dai centristi di Blu Bianco con il 23,3 per cento. Al terzo posto c’è la Lista Araba unita, con il 12,4 per cento. I risultati arriveranno nella serata di martedì ma potrebbero ritardare a mercoledì.

L’alleanza delle destre vicina alla maggioranza
Secondo gli exit poll “aggiustati” con i primi risultati usciti dai seggi, il blocco dei nazionalisti e dei religiosi fedeli a Netanyahu dovrebbe ottenere 59 seggi sui 120 del Parlamento, solo due in meno del minimo necessario per la maggioranza. Il primo ministro conta sulla defezione di eletti nel partito del suo rivale, Benny Gantz. Lo sconfitto ha commentato che Israele «ha bisogno di un periodo di convalescenza, di unità e di riconciliazione». Gantz ha ricordato che fra due settimane inizierà il processo al premier Netanyahu, incriminato per corruzione, frode e abuso di potere. La verifica della fondatezza delle accuse, ha aggiunto, «è prerogativa solo e soltanto del tribunale», un riferimento polemico, quest’ultimo, a quanti nel Likud dichiarano di aver perso fiducia nella giustizia.

Il processo per corruzione
Il 17 marzo inizierà il procedimento penale nei confronti di Netanyahu e questo porterebbe ad avere, per la prima volta, un premier sotto processo. Lo scontro tra i sostenitori del primo ministro e la magistratura, è aperto. Mentre Netanyahu rivendicava la vittoria, nella notte, la folla cantava “Mandelblit vai a casa” riferendosi al procuratore generale Avihai Mandelblit che ha incriminato il primo ministro lo scorso novembre.

Un margine stretto per governare
Un Governo con una maggioranza risicata, come quello che va profilandosi, dovrà affrontare mari agitati, considerando anche le difficoltà legali derivanti dal processo. Non solo. All’orizzonte ci sono questioni molto delicate da gestire, come il confronto con l’Iran e le proposte per il piano di pace con i palestinesi messe sul tavolo dall’amministrazione Trump.

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