il mercato 2018

In Italia crescono le automobili ibride e a gas

di Pier Luigi del Viscovo


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2' di lettura

Nel 2018 sono state immatricolate 87mila vetture ibride, il 30% più dell’anno precedente. I numeri assoluti non sono tuttavia indicativi quanto lo è il loro peso sugli acquisti totali: 4,5%, ossia quasi uno su venti. Questi propulsori rappresentano la vera innovazione nella motoristica da tanti anni a questa parte e tutto lascia supporre che il fenomeno diventerà sempre più di massa nel prossimo futuro, sotto la spinta delle frequenti e diffuse limitazioni al traffico nei centri urbani, che inopinatamente colpiscono anche i motori benzina e diesel di ultimissima generazione.

Per ibrida si intende un’auto spinta alternativamente da due motori, uno termico e uno elettrico, con un distinguo: mentre le ibride più comuni si ricaricano da sole durante la marcia, recuperando l’energia cinetica, le ibride plug-in consentono anche di attaccarsi alla rete elettrica e ricaricare il pacco batterie, che ha una capacità superiore e dunque consente più chilometri in modalità elettrica. Meglio queste ultime, dunque, senza dubbio. Eppure, negli ultimi tre anni la quota delle ibride è più che raddoppiata, passando dal 2,1 al 4,3%, laddove le plug-in hanno chiuso il 2018 allo 0,2% (comunque il doppio dell’anno precedente). È vero che sono più recenti e i modelli disponibili sono davvero pochi, ma non è solo questo. In termini di prezzo, costano intorno a diecimila euro più della corrispondente vettura ibrida, se parliamo di auto fino a 30.000 euro, mentre per quelle da 40/60.000 euro in su il maggior prezzo può superare facilmente i 15mila euro. Si tratta di macchine destinate a una clientela insieme abbiente e sensibile all’ambiente, tanto che l’offerta appare più sbilanciata sull’alto di gamma che non sulle utilitarie.

Diverso il discorso per i motori a gas. Sono ritenuti più eco-friendly, ma non è a questo che debbono la loro quota di mercato, in buona salute sopra l’8% negli ultimi anni. Il driver della domanda è essenzialmente il prezzo del carburante: un terzo in meno per il metano e meno della metà nel caso del GPL, rispetto alla benzina. Sono tanti soldi, che consentono di recuperare in fretta il maggior costo iniziale, contenuto in poche migliaia di euro.

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