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In Italia è boom di birrifici artigianali: triplicati in dieci anni

Coldiretti: le esportazioni di birra crescono del 12%- La produzione nazionale di malto copre solo il 40% del fabbisogno

di Micaela Cappellini

(Adobe Stock)

3' di lettura

Piace sempre di più la birra 100% made in Italy. Negli ultimi dieci anni, i birrifici artigianali sono triplicati e oggi se ne contano 1.085. Certo, è un manipolo che conta poco più del 3% del mercato nazionale, considerato che la stragrande maggioranza dei marchi di birra in Italia è nelle mani dei grandi gruppi stranieri: l'olandese Heineken, la danese Carlsberg, la belga AbInBev, la giapponese Asahi.Eppure, è un manipolo che si sta facanedo sempre più interessante e che, lungo tutta la filiera, dà lavoro a 93mila addetti, molti dei quali sono giovani.

I dati arrivano dalla Coldiretti, che insieme al Consorzio di tutela e promozione della birra artigianale italiana ha istituito la prima giornata nazionale della birra 100% made in Italy. Stando ai dati Istat sui primi sette mesi del 2022, le esportazioni di birra artigianale sono aumentate del 12%. Una crescita, questa, che ha fatto anche salire la domanda di materie prime 100% italiane: la produzione nazionale di luppolo è passata in pochi anni da zero a un milione di metri quadrati coltivati, mentre quella di malto d’orzo ha raggiunto i 300 milioni, pari a 83mila tonnellate, che però coprono solo il 40% del fabbisogno nazionale. Quest'anno i consumi nazionali di birra sono destinati a superare il record storico di oltre 35 litri pro capite per un totale, per un fatturato totale che, considerando tutte le produzioni, vale 9,5 miliardi di euro.

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L’artigianalità delle birre italiane ha parecchie declinazioni regionali: dalla birra ligure affumicata con le castagne a quella al riso Carnaroli del Piemonte, dalla birra con le arance di Sicilia a quella con il miele di erica. «Il successo della birra italiana dimostra la capacità innovativa dei nostri imprenditori di investire e conquistare nuovi settori valorizzando le qualità e la biodiversità del made in Italy», ha detto il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini. Certo, come tutti i comparti, anche questo settore da un anno a questa parte ha visto lievitare i costi: il Consorzio di tutela e promozione della birra artigianale italiana e la Coldiretti stimano in un balzo del 200% i costi dell’energia rispetto a due anni fa, cui va aggiunto il +45% degli imballaggi, il +40% delle bottiglie, il +10% delle lattine e il +22% dei tappi, mentre i cambiamenti climatici nel 2022 hanno tagliato di un terzo il raccolto dell'orzo per il malto. Alle difficoltà di produzione si aggiunge anche la carenza sul mercato di anidride carbonica CO2 ad altissimo grado di purezza utilizzata per l'imbottigliamento.

In questo scenario, sostiene la Coldiretti, è necessario sostenere i piccoli produttori di birra artigianale italiana con la stabilizzazione del taglio delle accise e con la costruzione di una filiera 100% made in Italy per il luppolo, l'orzo e il malto con investimenti in ricerca, macchinari e varietà coltivate, creando un rapporto più solido tra i produttori di birra e i coltivatori delle materie prime. «La filiera del luppolo che porta alla produzione di birra artigianale è un’eccellenza italiana e rappresenta una ricchezza che va protetta - ha risposto il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida - il nostro impegno sarà intanto di omogeneizzare la fiscalità italiana a quella europea sulla vicenda delle accise e di sostenere la promozione dei marchi artigianali immaginando filiere che possano permettere anche agli imprenditori che producono birra di venderla in modo semplice e anche nelle aree dove viene prodotta».

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