oltre il pil

In Italia migliora l’indice di benessere: in testa Trento e Bolzano

Nel report Bes 2019 dell’Istat i livelli più bassi si registrano in Calabria e in Sicilia. Liguria, Lombardia, Marche e Molise hanno registrato i progressi più accentuati, mentre la Puglia evidenzia il peggioramento più forte

di Nicoletta Cottone

Migliora l’indice di benessere: in testa Trento e Bolzano

Nel report Bes 2019 dell’Istat i livelli più bassi si registrano in Calabria e in Sicilia. Liguria, Lombardia, Marche e Molise hanno registrato i progressi più accentuati, mentre la Puglia evidenzia il peggioramento più forte


3' di lettura

In Italia è migliorato il livello di benessere. Lo segnala il Rapportodell’Istat sul Bes 2019, il benessere equo e sostenibile. Secondo il report «oltre il 50% del totale dei circa 110 indicatori per cui è possibile il confronto (115 per il totale Italia e 108 per le ripartizioni) registra un miglioramento in tutte le aree del Paese, con valori più elevati al Nord (59,3%) e più bassi al Centro (50,9%)».

In testa le province autonome di Bolzano e Trento
Le province autonome di Bolzano e Trento si confermano quelle con i livelli più alti di benessere mentre i livelli più bassi si registrano in Calabria e in Sicilia. Tra le regioni, Liguria, Lombardia, Marche e Molise hanno registrato i progressi più accentuati, mentre la Puglia evidenzia il peggioramento più forte.

Target raggiunto sulle rinnovabili
Nel report l’Istat rileva che è stato raggiunto in anticipo l’obiettivo comunitario sulla quota del consumo di energia elettrica coperto da fonti rinnovabili, pari al 34,3% nel 2018, dunque tre punti in più dell’anno precedente. Sul fronte “green” si registra il miglioramento degli indicatori della qualità dell’aria nei comuni capoluogo e il rallentamento del consumo di suolo.

In ritardo sui rifiuti
Sul fronte dei rifiuti l’Istat nel Report Bes segnala progressi «significativi», ma «ancora insufficienti». Il traguardo del 65% sulla raccolta differenziata che doveva essere raggiunto nel 2012 è ancora lontano: siamo al 58,1 per cento.

Titoli di studio, salute, occupazione e casa contano più del reddito
Sui livelli di benessere la componente economica, in primis il reddito familiare, ma «in misura minore rispetto ad altre caratteristiche come il
titolo di studio, le condizioni di salute, l'occupazione e le condizioni abitative». Il report rivela che la propensione a essere molto soddisfatti
della vita è circa il triplo tra i laureati rispetto a coloro che posseggono al massimo la licenza secondaria inferiore, mentre all’aumentare del reddito familiare la propensione a essere molto soddisfatti cresce in misura minore.

Un ragazzo su tre insufficiente in italiano
Allarme sul fronte dell’italiano. Tra i ragazzi del secondo anno delle
scuole superiori la quota di coloro che non raggiunge la sufficienza (low performer) nelle competenze è del 30,4% per l'italiano e del 37,8% per la matematica. «Nelle regioni del Mezzogiorno la quota di studenti che non
raggiungono un livello sufficiente sale - spiega il report - al 41,9% per le competenze in italiano e al 53,5% per quelle in matematica».

Aumenta la fiducia nelle istituzioni. Altissima nei Vigili del fuoco
Nel 2018, la fiducia in alcune istituzioni «è migliorata ma il voto medio rimane sotto la sufficienza»: 4,4 per il sistema giudiziario, 3,8 per il
parlamento nazionale e solo 2,7 per i partiti politici. «Permane su livelli elevati, ma stabili nell'ultimo anno, la fiducia nelle Forze dell'ordine (voto medio 6,6) e nei Vigili del Fuoco (voto medio 8)».

Omicidi: l’81,2% delle donne viene uccisa da un conoscente, il 55% dal partner o da un ex
Sul fronte degli omicidi il report segnala che nel 2018 nel 54,9% dei casi le donne sono state uccise dal partner attuale o da ex. Restano. spiega il report Istat, «forti differenze di genere nella relazione tra autore e vittima dell'omicidio: l'81,2% delle donne uccise è vittima di una persona conosciuta (64% nel 2004)». Nel 2018 si sono verificati 212 omicidi di uomini e 133 di donne (corrispondenti rispettivamente a 0,7 e 0,4 omicidi per 100mila abitanti dello stesso sesso). «L’ultimo anno - segnala l’Istat - conferma la tendenza alla diminuzione del tasso di omicidi degli uomini (0,8 nel 2017), ma non di quello delle donne che rimane stabile (0,4 nel 2017)».

Una famiglia su 10 ha irregolarità nell’erogazione dell’acqua
Nel 2018 il 10,4% delle famiglie ha denunciato irregolarità nell'erogazione dell'acqua nella propria abitazione, un livello stabile rispetto all’anno precedente ma in costante aumento negli ultimi 5 anni.

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