Accoglienza e integrazione

In Italia i minori ucraini inseriti nelle scuole hanno già raggiunto quota 12mila

Il ministro Bianchi, nei giorni scorsi, ha sottolineato che se le iscrizioni di minori ucraini nelle scuole dovessero proseguire, serviranno altri finanziamenti

di Redazione Scuola

(ANSA)

2' di lettura

Proseguono senza sosta gli arrivi dall'Ucraina, sono 79.047, ad oggi, le persone in fuga dal conflitto giunte in Italia, 1.026 in più rispetto a ieri, per l'esattezza 40.780 donne, 7.800 uomini e 30.467 minori. Tra questi sono già 12mila i ragazzi iscritti nelle scuole italiane. Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, in audizione alla Camera, nei giorni scorsi, ha sottolineato che se le iscrizioni di minori ucraini nelle scuole dovessero proseguire, serviranno altri finanziamenti, soprattutto in vista del prossimo anno scolastico e di numeri che saranno con ogni probabilità in costante crescita.

L’accoglienza

Per l'accoglienza dei profughi sono stati messi in campo anche i beni confiscati, sono 1.800 i posti letto in numerosi appartamenti, «alcuni immediatamente fruibili», ha spiegato il 1° aprile a Napoli la ministra dell'interno Luciana Lamorgese. In alcune realtà però si sta procedendo a dei trasferimenti. È il caso di Rimini, la città italiana con il più alto numero di persone fuggite dalla guerra, da dove alcuni profughi sono stati spostati fuori regione. Questa mattina un pullman è partito da un hotel della città, ma non si sa bene per dove. Quando oramai tutti i profughi erano stati fatti salire a bordo, l'autista era ancora in attesa di istruzioni sulla destinazione. Si parlava di un Cas del Piemonte, ma sono state menzionate anche altre regioni. Molti non hanno accettato di lasciare il posto in cui si trovavano, altri hanno dovuto firmare un documento su cui dichiaravano di rifiutare l'aiuto dello Stato. «Ieri sera alle 8 ci hanno detto che dovevamo preparare le valige», raccontano fuori dall'hotel due donne giunte con figli e nipoti, una da Kiev, l'altra da Dnipro. Sulla meta «nessuno sa niente, è davvero terribile, veniamo trattati peggio dei prigionieri». A Porto San Giorgio, in provincia di Fermo, invece, è arrivata una famiglia composta da un bimbo di appena 3 mesi, dalla mamma, dalla nonna e dalla bisnonna di 74 anni. Quattro generazioni in fuga dalla guerra. Facevano parte del gruppo di 40 persone che l'associazione culturale Marchemagiche ha prelevato ai confini del Paese sotto attacco della Russia e portato in Italia. Sei delle 40 persone si sono fermate a Mestre, a casa di parenti e amici, le altre 34 hanno raggiunto le Marche. Il bimbo con mamma e nonne ha trovato alloggio a Falerone, piccolo borgo del Fermano. «Timyr gioca e sorride spensierato, nei suoi occhi si può leggere il futuro», racconta chi lo ha visto. L'Unhcr sottolinea che dopo cinque settimane di guerra oltre 4 milioni di persone sono fuggite dall'Ucraina, alle quali bisogna aggiungere ben 6,5 milioni di civili ucraini che sono sfollati interni, il 90% dei quali sono donne e bambini. «Siamo di fronte a una crisi umanitaria gigantesca, che cresce ogni secondo», ha scritto l'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati.

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