Sanità

In Italia nascono 30mila prematuri l’anno: dai neonatologi i nuovi standard assistenziali

Il tasso di sopravvivenza è in continuo miglioramento, ma per la nascita pretermine esistono grandi disomogeneità nelle cure. Da sanare

di N.Co.

Postbiotici nuova frontiera della nutrizione non solo per neonati

2' di lettura

Ogni anno nascono nel mondo circa 15 milioni di neonati prematuri: in Italia sono più di 30mila (il 6,9% delle nascite), tasso che è aumentato all’11,2% nei parti da donne con infezione da Sars-Cov-2. Sebbene il loro tasso di sopravvivenza sia in continuo miglioramento, la nascita pretermine rimane una sfida sempre attuale ed esistono grandi disomogeneità nelle cure. L’Efcni, la European Foundation for the Care of Newborn Infants ha realizzato il progetto degli European Standards of Care for Newborn Health, alla cui stesura ha collaborato anche la Sin (Società italiana di neonatologia), per assicurare cure neonatali eque e di elevata qualità.

Arrivano gli standard assistenziali europei

Gli Standard assistenziali europei per la salute del neonato, presentati oggi al ministero della Salute insieme agli Standard organizzativi per l’assistenza perinatale, sono un progetto interdisciplinare per la cura dei neonati prematuri, realizzato, da un gruppo di lavoro internazionale ed interdisciplinare di 220 esperti provenienti da più di 30 Paesi ed è stato supportato da 108 società e associazioni sanitarie e da 50 organizzazioni di genitori.

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Speranza: «Rafforzare la qualità dell’assistenza, a partire dai neonati»

«Per costruire un Servizio sanitario nazionale più forte, più radicato, più prossimo ai cittadini - ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza - dobbiamo rafforzare e migliorare, laddove necessario, la qualità dell'assistenza e delle cure ed iniziare dai più fragili, i neonati, che dobbiamo preservare e tutelare perché costituiscono la base del nostro futuro. Gli Standard organizzativi per l'assistenza perinatale e gli Standard europei per la salute del neonato realizzati dalla Società italiana di neonatologia vanno esattamente in questa direzione e costituiranno per noi delle fondamentali linee di indirizzo da seguire».

Undici argomenti chiave: dalla nascita ai controlli

Sono stati affrontati undici argomenti chiave, fornendo nuove idee e soluzioni per risolvere le disparità nelle cure dei neonati e quindi nelle loro opportunità future. Gli elementi affrontati vanno dalla sicurezza del paziente e pratiche di igiene alle procedure per prendersi cura; dalla nascita e trasferimento del neonato al controllo e alle cure post dimissione. L’Italia è stato il primo Paese europeo che ha tradotto gli standard nella propria lingua, grazie alla collaborazione tra la Sin e Vivere Onlus Coordinamento Nazionale delle Associazioni per la Neonatologia e al coordinamento della neonatologa Gina Ancora.

Garantire omogeneità nelle cure ai più piccoli

«Per noi neonatologi oggi è una data importante, portare in questa sede i nostri due documenti, ci fa essere ottimisti sulle decisioni che saranno prese nel prossimo futuro per la tutela di tutti i neonati italiani», ha commentato Fabio Mosca, past president Sin. «L'adozione e l'attuazione di questi nuovi Standard - ha aggiunto Luigi Orfeo, presidente della Sin - sono finalizzate a garantire omogeneità nelle cure per tutti i nostri bambini. Da questo punto di vista sarà strategica la collaborazione con le istituzioni centrali e regionali. Il Pnnr rappresenta una grande opportunità per il Sssn e per il rafforzamento dei servizi legati al percorso nascita e all'assistenza ai neonati più fragili, come i prematuri e quelli con patologie gravi».

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