IMPRESA

In lieve crescita il tasso per il credito agevolato

di Alessandro Spinelli

(Serena Campanini)

2' di lettura

Nuova inversione di tendenza, a marzo, nei valori del tasso di riferimento per il credito agevolato ad industria, commercio, artigianato, editoria, industria tessile e zone sinistrate del Vajont (settore industriale), la cui misura in vigore dal primo del mese si porta sul valore di 2,18% con un incremento complessivo dello 0,05 % rispetto al 2,13 % mantenuto a febbraio.

La tabella completa dei tassi agevolati

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Analogo andamento presentano pertanto i tassi agevolati delle leggi che dipendono dal tasso di riferimento nazionale anche se, stante l’entità minima della variazione segnalata, molti dei tassi in questione fanno segnare una stabilità sugli stessi valori dello scorso mese o presentano incrementi d’intensità decisamente contenuta.

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A tale proposito si deve tenere presente che gli attuali valori dei tassi di riferimento, e di conseguenza dei tassi agevolati ad essi collegati, sono stati calcolati in base alle commissioni onnicomprensive a favore degli istituti di credito in vigore per il 2016. Pertanto, in caso di variazione di dette commissioni per l’anno 2017, anche i valori dei tassi di riferimento e dei tassi agevolati ad essi collegati varieranno retroattivamente dal primo gennaio.

Si rileva una diminuzione nel tasso di riferimento comunitario da applicare per le operazioni di attualizzazione e rivalutazione per concessione di incentivi alle imprese. Il livello di questo indicatore resta fissato sul valore dello 0,92%, (-0,08 tasso base maggiorato di 100 punti) con decorrenza dal 1° marzo 2017, con un decremento dello 0,01%, rispetto al valore di 0,93% in vigore in precedenza.

Rimane invariato il tasso di sconto comunitario dopo l’ultima modifica decisa dalla Banca centrale europea (Bce), che ha azzerato il livello del tasso minimo d’offerta sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema, con validità a partire dall’operazione con regolamento 16 marzo 2016.

La diminuzione del valore del parametro rispetto alla precedente misura dello 0,05% è stata dello 0,05 per cento. Si rileva un andamento analogo a quello già riscontrato per il parametro di riferimento anche nell’evoluzione dei rendimenti effettivi lordi dei titoli pubblici, che presentano anch’essi un incremento ancorché di intensità estremamente limitata. Il dato per gennaio 2017 del Rendistato si fissa allo 1,165% con una variazione in aumento pari allo 0,042% rispetto al valore di 1,165% fatto segnare a dicembre.

Rammentiamo che all’andamento del Rendistato è direttamente legato il valore del tasso di riferimento di cui rappresenta la componente variabile, unitamente al valore della commissione onnicomprensiva a favore degli istituti di credito che, al contrario, resta fissa per tutto l’anno.

Indicatori finanziari nazionali

Per quanto concerne, ancora, gli indicatori finanziari nazionali si segnala una nuova diminuzione, di intensità contenuta, anche a gennaio nell’evoluzione dei valori medi mensili dell’Euribor; le misure medie mensili relative all’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) tre mesi, tasso di riferimento per il mercato interbancario si portano infatti sul valore negativo di 0,328% per l’indicatore a base 360 e 0,333% per l’indicatore a base 365, con una diminuzione rispettivamente dello 0,003% e dello 0,004 % rispetto ai precedenti dati relativi al mese di gennaio.

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