Indagine di Bankitalia

In Liguria cresce il terziario ma calano industria e occupati

di Raoul de Forcade

(LaPresse)

2' di lettura

L’economia ligure nel 2016 ha segnato una leggera crescita, grazie ai consumi e al positivo risultato delle esportazioni. Calano però il fatturato dell’industria in senso stretto e l’occupazione. I dati provengono dalla sede genovese della Banca d’Italia, che ha stilato l’annuale rapporto sull’economia regionale. L’indagine spiega che «il fatturato industriale si è ridotto del 7,6% in termini reali». A questo «ha contribuito la situazione di difficoltà di aziende in fase di ristrutturazione o di riposizionamento competitivo, in parte ubicate in aree industriali destinatarie di interventi pubblici».

Inoltre, «l’accentuata eterogeneità delle performance aziendali è rilevabile anche dalle anticipazioni fornite dalle imprese sulla chiusura dei conti annuali: rispetto al 2015, è aumentata la quota sia dei bilanci in utile (che sono l’80%), sia di quelli in perdita (15%), a fronte di una netta riduzione di quelli in sostanziale pareggio (5%)». Per l’anno in corso, poi, «gli operatori prevedono un fatturato in linea con il 2016».

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La spesa per investimenti fissi, ha sottolineato il direttore della sede di Genova di Bankitalia, Mario Venturi, «che nel 2015 si era ridotta quasi del 5%, ha conseguito un pieno recupero (6,3%)». Mentre anche l’attività delle imprese edili è rimasta debole, «nel terziario – si legge nello studio - la crescita dei consumi e lo sviluppo dei flussi turistici (le presenze sono aumentate del 5,4%) hanno favorito i settori del commercio e, in particolare, dell’accoglienza e della ristorazione». A questo si è sommata «la ripresa delle transazioni sul mercato immobiliare».

Riguardo ai consumi, nel 2016 gli acquisti di beni durevoli da parte delle famiglie liguri, evidenzia l’indagine, «hanno continuato a crescere (+3,7%) ed è proseguito il recupero delle compravendite nel mercato immobiliare residenziale (+23,8%), sia pure a fronte di prezzi ancora in lieve discesa (-0,6%)».

Tuttavia, evidenzia Venturi, la moderata crescita economica «non si è riflessa sull’occupazione ligure, che, dopo un parziale recupero nel 2015, è marginalmente diminuita dello -0,4%; a questo si è accompagnato l’aumento del tasso di disoccupazione, dal 9,2 al 9,7%. Sta di fatto che, a fronte dei progressi riportati dal Nordovest e dal complesso del Paese, in Liguria non si è così prodotto alcun recupero rispetto al 2008, ultimo anno prima del dispiegarsi degli effetti della crisi, e si registra uno scarto nel numero di occupati ancora pari al 4%».

Il traffico commerciale dei porti, infine, dice Venturi, «ha subito una lieve riduzione che ha interessato per lo più lo scalo di La Spezia e non quello di Genova. Quindi la valutazione complessiva di crescita dell’economia fa essenzialmente riferimento al settore terziario mentre l’industria subisce una flessione».

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