produzione industriale a confronto

In luglio il rimbalzo italiano batte quelli di Francia e Germania. Resta l’incognita sull'intero anno

Nel settimo mese dell'anno la produzione industriale italiana è aumentata di nuovo bruscamente, dopo il rimbalzo iniziale di maggio, con il 7,4% mese su mese e -8,0% anno su anno. Ma è ancora presto per capire come andrà il 2020

di Davide Colombo

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Nel settimo mese dell'anno la produzione industriale italiana è aumentata di nuovo bruscamente, dopo il rimbalzo iniziale di maggio, con il 7,4% mese su mese e -8,0% anno su anno. Ma è ancora presto per capire come andrà il 2020


3' di lettura

Sarà una ripresa a forma di U o di V? Oppure ancora sarà il fatidico swoosh, con una curva del Pil che dopo la caduta recupera lentamente su una linea di uscita dalla crisi come quella del simbolo della Nyke? Il dibattito resta apertissimo dopo il dato Istat di ieri sulla produzione industriale di luglio. Un dato positivo, che farà cantare vittoria agli ottimisti ma che non ci dice nulla sul settore dei servizi, dove le dinamiche sono ben diverse. Nel settimo mese dell'anno la produzione industriale italiana è aumentata di nuovo bruscamente, dopo il rimbalzo iniziale di maggio, con il 7,4% mese su mese e -8,0% anno su anno.

La variazione trimestrale in Italia

La variazione trimestrale mostra un aumento del 15,0%. Come ha fatto notare Lorenzo Codogno, di LC Macro Adviser, «da gennaio ad aprile, la produzione industriale ha perso 43,2 punti e da maggio a luglio ha già recuperato l'85% della contrazione, con il livello che ora è di soli 6,6 punti percentuali sotto quello di gennaio. Se i livelli di produzione di agosto e settembre dovessero rimanere invariati, il terzo trimestre 2020 registrerebbe comunque un balzo del 25% su base trimestrale». Codogno per il momento non risponde alla domanda fino a che punto andrà il rimbalzo e quanto sarà la perdita in termini di livello e trend. «Finora – spiega - la ripresa rimane in linea con la mia previsione di un aumento del 7,8% su base trimestrale nel terzo trimestre e del -10,9% per l'intero anno, con forse un potenziale di rialzo».

In Germania e Francia rimbalzi modesti

Nell'incertezza del momento vale come (magra) consolazione un raffronto con le performance degli altri due paesi europei di riferimento: Germania e Francia. La prima manifattura d'Europa ha registrato in luglio un modeto +1,2% per la produzione industriale, meno della metà di quanto si aspettavano gli analisti di mercato. Su base annua il calo resta al 10%, livello preoccupante per le aziende italiane legate alle catene di valore germaniche. Evidentemente a Berlino continua a pesare la crisi dell'auto, già in sofferenza per l'ibrido, e che con Covid19 ha subito il colpo di grazia.In Francia, dove il calendario delle chiusure è stato diverso e dove purtroppo a preoccupare è ora la curva in ripresa dei contagi, la produzione di luglio ha segnato un +3,8% mensile e un -8,3% annuale, anche in questo caso meno di quanto atteso degli analisti (+5% e -8,0%). Secondo l'Istituto nazionale di statistica (Insee) il Pil francese dovrebbe segnare un mega-rimbalzo nel terzo trimestre (+17%) ma anche questa stima è stata corretta al ribasso Mentre a fine anno l'arretramento del Pil del 9%, con un'attività economica che a fine anno sarà sotto I livelli pre-crisi di almeno 4 punti. Per la Germania la previsione più recente è dell'Istituto di ricerca Diw, che ora stima una contrazione del Pil del 6% quest'anno; molto meglio dl -9,4% indicato a giugno.

I dati del Regno Unito

Stamane l'Ufficio nazionale di Statistica del Regno Unito ha comunicato una crescita del Pil del 6,6% in luglio dopo l'8,7% registrato in giugno. Nonostante il rimbalzo siamo ancora l'11,7% al di sotto dei livelli pre-Covid19 di febbraio. Anche nel Uk la produzione industriale di luglio è stata inferiore a quella italiana: +5,2%.In attesa di nuovi dati vale ricordare che nel secondo trimestre l'Italia aveva fatto peggio della media dell'Euro area: il Pil è arretrato del 12,8% contro il -12,1 dell'area monetaria, mentre il tenzenziale si è fermato su un -17,7 contro il -15% dell'Uem. Franca e Germania hanno fatto, rispettivamente, -13,8 e -9,7% trimestre su trimestre e -11,3 e -19% a livello tendenziale.

Le previsioni Bce

Secondo le previsioni della Bce quest'anno il calo del Pil dell'eurozona sarà dell'8,0%, mentre il recupero atteso per il 2021 sarebbe del 5,0% e del 3,2% nel 2022. Insomma, due anni per recuperare il Pil perduto nel 2020: più che una ripresa a U la curva somiglia molto all'icona della Nyke.


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