space economy

In mostra a Milano il razzo Vega

Iniziativa all’avanguardia, l’impegno dell’Esa

di Leopoldo Benacchio


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3' di lettura

In pochi passi, dal profondo dei mari all’infinità degli spazi siderali. Succede a Milano, al Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci dove, accanto al sommergibile Enrico Toti, gettonatissimo dai visitatori, specie bambini e ragazzi, è stato piazzato un modello del razzo vettore europeo Vega, nella prima versione che volò nel 2012.

Il razzo Vega a Milano

L’impegno Esa
Forte impegno dell’Agenzia spaziale europea, Esa, che ha proposto questa realizzazione proprio a Milano, anche per il fatto che Vega è nella sostanza un vettore praticamente italiano, realizzato della Avio di Colleferro, che gestisce anche tutto il settore relativo al lancio nella base europea della Guyana francese. Il perfetto modello, realizzato in scala 1:1 dalla Euromod di Frosinone, è alto come il vero razzo, 30 metri, e largo 3 e sarà presentato, anche al pubblico l’8 novembre a partire dalle 19 e fino alle 21 in una suggestiva ambientazione luminosa. Per portarlo dal Lazio a Milano sono stati necessari tre camion di trasporto eccezionale e poi due giorni per montarlo in sicurezza.
Molto positivo il Direttore del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, Fiorenzo Galli, che conferma l’importanza del tema Spazio, considerato «un elemento fondamentale per lo sviluppo del Museo», che peraltro è in prima fila nelle celebrazioni del grande genio di Vinci, dato che è proprio intitolato a lui.

l razzo Vega a Milano

Lo Spazio a Milano
«Abbiamo già un’importante sezione spaziale, in continua evoluzione e arricchimento, e una mostra permanente, Fragility & Beauty, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea. Nel corso del prossimo anno presenteremo anche un nuovo e immersivo laboratorio tematico spaziale» aggiunge Galli. Oltre ad arricchire di un pezzo unico e molto significativo il Museo l’allestimento di Vega rappresenta per Milano un ulteriore passaggio per la riqualificazione urbanistica del quartiere, in accordo col Comune.

Questa realizzazione pone il già importante Museo Leonardo da Vinci di Milano fra i pochissimi al mondo in cui è possibile ammirare razzi vettori nella loro interezza e in posizione verticale e in Europa si affianca così al Musée de l’Air et de l’Espace a Le Bourget, Parigi, e la Cité de l’Espace di Tolosa.

Non meno entusiasti i responsabili di Avio: «Vega ci ha avvicinato allo spazio e ha cambiato la storia del trasporto dei satelliti che rendono migliore la vita di tutti noi sulla Terra» dice Giulio Ranzo, ad Avio. «Grazie al vettore europeo Vega, infatti, oggi non solo i Governi, ma anche Aziende, Pubbliche Amministrazioni, Centri di Ricerca e Università hanno la possibilità di accedere allo spazio per le attività di osservazione della Terra e della sua atmosfera, il controllo del traffico e per mille altri servizi di pubblica utilità». Ed effettivamente con Vega si possono mandare in orbita, fino ai 2000 chilometri di altezza dal suolo, sia un solo satellite di grandi dimensioni e massa sia costellazioni di satelliti più piccoli, spediti questi tutti assieme in un solo lancio nella loro orbita prescritta. Un passaggio tecnologico importantissimo che, diminuendo di molto il costo del lancio dei piccoli satelliti, permette anche a chi non ne aveva la possibilità, di accedere allo Spazio come a una facility qualunque. Con i due nuovi vettori in via di completamento, il Vega-C e il Vega E, avremo poi la possibilità, rispettivamente, di mandare in orbita satelliti ancora più pesanti o con costi ancora minori nel caso di micro satelliti “scatola da scarpe, che saranno espulsi e messi in orbita da una specie di dispenser spaziale posizionato nell’ultimo stadio. Scenari fino a 10 anni fa impensabili.

l razzo Vega a Milano

Il ruolo dell’Italia
Un passo in più per far capire che l’Italia, terzo Paese al mondo a lanciare un satellite dopo Unione Sovietica e Usa nei lontani anni ’60, è in ottima posizione nel settore spazio, sia con grandi industrie come Thales Alenia Space per la costruzione di satelliti, Telespazio per le comunicazioni da e per lo spazio, ma anche con quasi 300 Pmi di alta qualificazione nei settori più disparati, dall’hardware al software alla crittografia e analisi dati. Come Italia, insomma, abbiamo tutta la filiera della nuova Space Economy: lanciamo satelliti, li costruiamo, li gestiamo, ne raccogliamo i dati e li elaboriamo. La speranza è che il Vega meneghino aiuti i visitatori del Museo della Scienza e della Tecnica che non c’è solo Nasa, ma anche Esa e la nostra Agenzia Spaziale italiana, Asi, anch’essa sponsor di questa iniziativa.

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