Aerospazio

In orbita il secondo satellite Cosmo-Skymed, Giacomin (Difesa): «Osserviamo la Terra dallo spazio giorno e notte»

Partito dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida il secondo satellite italiano Cosmo SkyMed di nuova generazione con obiettivi dual use. Intervista all’ammiraglio Dario Giacomin (vice segretario generale DIfesa)

di Marco Ludovico

4' di lettura

Alle ore 00,11 ora italiana dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida, ora locale le 18,11 di ieri, è stato lanciato con un razzo Falcon 9 della SpaceX il satellite italiano Cosmo SkyMed, il secondo della nuova generazione della grande costellazione italiana per l’osservazione della Terra. Un progetto strategico del ministero della Difesa, guidato dal ministro Lorenzo Guerini. Il sistema satellitare, finanziato dall’Agenzia spaziale italiana con fondi assegnati dal ministero dell’Università e dal ministero della Difesa, rappresenta un fiore all’occhiello dell’industria spaziale italiana, con Leonardo e le sue joint venture Thales Alenia Space Italia e Telespazio e con il contributo di un gruppo di piccole e medie imprese. L’investimento attualmente stimato per il programma della seconda generazione Cosmo-SkyMed è di 1.234 M€, comprensivi degli oneri di mantenimento in condizioni operative dell'intera costellazione per i dieci anni di vita nominale (luglio 2021 – luglio 2031).

L’ammiraglio Giacomin: «Un grande traguardo per l’Italia»

Dario Giacomin, ammiraglio di squadra e vicesegretario generale della Difesa, racconta al Sole24Ore senso, strategia e obiettivi dell’operazione. «Parliamo di una costellazione di quattro satelliti (quello lanciato ieri è il secondo, n.d.r.) con sensore radar ad apertura sintetica in banda-X e copertura globale, in grado di osservare la Terra dallo spazio giorno e notte, in ogni condizione meteorologica. Sono satelliti in grado di “vedere” attraverso le nuvole e in assenza di luce solare, capaci di effettuare fino a 450 riprese/immagini della superficie terrestre al giorno per satellite, pari a 1.800 immagini radar, ogni 24 ore».

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«Strumento politico e strategico prezioso»

Non si tratta soltanto di una sfida scientifica e tecnologica ai più alti orizzonti. «Questi radar, ai massimi livelli mondiali, sono idonei a soddisfare le esigenze del Paese in chiave “duale”, cioè militare e civile». L’ammiraglio spiega come «disporre di un quadro informativo diretto e costantemente aggiornato, in grado di individuare potenziali fattori di rischio, conferisce infatti un’autonomia decisionale e prospettica globale preziosissima e rappresenta un elemento politico-strategico di grande rilevanza sia per formulare decisioni programmatiche, sia per fornire risposte tempestive, anche in ambito emergenziale».

La ricchezza del sistema “dual use”

Un satellite così concepito, sottolinea il vicesegretario generale della Difesa, consente di «valorizzare le capacità dello stesso sistema per una doppia categoria di utenti: quelli militari e quelli civili». Cioè «fornire prodotti che permettono un’autonoma valutazione di situazione su scala globale e usare il monitoraggio e la sorveglianza dallo spazio a fini strategici, ambientali, scientifici e commerciali». «Duale è anche il controllo dello stesso sistema, assicurato da enti militari e civili: il controllo a terra della costellazione – il cosiddetto segmento di terra – è affidato a Telespazio per la gestione orbitale delle macchine; quello invece del cosiddetto “carico pagante”, cioè la valorizzazione dei dati, è affidato ai centri specializzati della Difesa e dell’Asi».

Le applicazioni concrete: il settore militare

Nel campo della difesa le possibilità di uso sono moltissime. «Possiamo menzionare il monitoraggio e la sorveglianza a scopi informativi - spiega l’ammiraglio - il supporto alla prevenzione e gestione delle crisi internazionali, il controllo del disarmo e l’applicazione dei trattati internazionali, il concorso diretto in operazioni militari la valutazione dei danni al territorio causati da catastrofi ambientali o eventi bellici, il supporto al processo di controllo dell'immigrazione e dello spostamento dei flussi di profughi e rifugiati, la partecipazione agli interventi d'aiuto umanitario, lo sviluppo della cartografia digitale terrestre e marittima».

Le applicazioni concrete: il settore civile

Giacomin racconta poi come «in campo civile le principali applicazioni sono il monitoraggio del territorio, come eventi franosi e alluvionali, il rilevamento dell’inquinamento marino da idrocarburi, l'identificazione delle aree incendiate, l’ausilio alla sicurezza della navigazione, al censimento delle risorse agricole e all’identificazione delle discariche e dei siti contaminati, il supporto nazionale e internazionale (Unesco) per il controllo dei siti archeologici, la mappatura dei territori e la cartografi, la gestione delle risorse ambientali e marittime e le applicazioni informative e scientifiche». Una mole di dati ad alta attrazione commerciale: per questo è nata e-Geos, società costituita dall’Agenzia Spaziale Italiana e da Telespazio, che ha sviluppato accordi e contratti proprio per la commercializzazione dei servizi di COSMO-SkyMed Prima Generazione e che proseguirà con quelli della nuova costellazione.

La prospettiva militare

Il sistema COSMO-SkyMed è nato in seno al Segretariato generale della Difesa nei primi anni del 2000 «con una visione futuristica e lungimirante in un ufficio di programma dedicato: la centralità dell’aspetto tecnologico e industriale nazionale lo rendono infatti cardine essenziale per l’accrescimento delle capacità di difesa e sicurezza ma anche traino per la crescita e lo sviluppo tecnologico ed economico dell’intero sistema-paese italiano» sottolinea l’ammiraglio. Nella sinergia tra ministero della Difesa-Segreteriato generale e industria nazionale si sviluppa una capacità ad alta specializzazione e «la costellazione COSMO-SkyMed, ora Seconda Generazione, rappresenta quanto di meglio esista al mondo nei sistemi di osservazione della Terra basati su tecnologia radar ed esprime un’eccellenza della nostra industria nazionale da valorizzare e presidiare negli anni a venire, con Thales Alenia Space Italia e Telespazio insieme a un numero significativo di piccole e medie imprese».

Un futuro strategico

Quali sono le prospettive in questo settore? «Non ho dubbi: bisogna puntare su una sempre maggiore e stretta sinergia tra la nostra grande impresa - capace per struttura di portare avanti grandi attività in modo organizzato e con ampio respiro – e le nostre piccole e medie imprese, vere detentrici della tradizionale genialità italiana» spiega il vicesgretario generale della Difesa. «C’è un grande margine di crescita nella configurazione e nell’efficacia dei servizi basati sui dati radar, in particolare l’inserimento di moduli di intelligenza artificiale, con relative matrici multidimensionali e algoritmi, possa davvero dare grandi soddisfazioni». Resta però anche necessario «non porsi in modo frammentato, a livello di singola nazione europea, ma perseguire con rapidità e determinazione l’autonomia strategica del nostro continente». Un passaggio fondamentale per «una reale integrazione tecnologica, industriale, sistemica europea». Giacomin, infine, tiene a ricordare il colonnello del genio aeronautico Gerardo Petrone scomparso di recente: «Ha dedicato tutto se stesso alla divisione sistemi satellitari di telecomunicazione, navigazione e osservazione spazio. Il lancio odierno è anche merito suo».

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