VADEMECUM DI VIAGGIO

In partenza per Hong Kong? Ecco cosa è utile e necessario sapere

Presentarsi in aeroporto almeno tre ore prima della partenza e, in caso di proteste, utilizzare i mezzi privati

di Gianni Rusconi


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(Marka)

5' di lettura

Mesi di proteste, disordini urbani, divieti di vario genere: Hong Kong è al centro dell'attenzione globale e da meta turistica fra le più visitate al mondo (oltre 27,8 milioni gli arrivi internazionali registrati nel 2017) si sta trasformando in città problematica per i visitatori. Nell'ex colonia britannica, dallo scorso giugno, a fare notizia non sono le attrazioni dei suoi parchi divertimento, le spettacolari luci proiettate dai grattacieli del distretto finanziario verso Victoria Harbour o le curiosità del mercato notturno di Temple Street, ma soprattutto i sit-in che ne hanno bloccato l'aeroporto, le manifestazioni che hanno riempito le sue strade e la chiusura della rete ferroviaria.

I maggiori disagi nel week end
Per chi la vuole visitare in vacanza o deve raggiungerla per ragioni di lavoro, Hong Kong è diventata meno facile (soprattutto nei fine settimana quando si concentrano le manifestazioni) rispetto a mesi fa quando sono iniziate le marce pacifiche di migliaia di cittadini contro la presentazione di una legge, poi ritirata, che avrebbe concesso l'estradizione in Cina delle persone incriminate. Viaggiare verso questa città, che è delle tre “regioni speciali” (le altre sono Macao e Taiwan), può quindi risultare poco agevole in questa fase. Hong Kong però mantiene una sua autonomia e non è condizionata dalle restrizioni “digitali” imposte dal Great Firewall che impediscono di accedere a Facebook o a Google quando si atterra a Pechino o Shanghai. Bloomberg ha stilato una sorta di vademecum di cosa è bene sapere per spostarsi in città. Eccone alcuni estratti.

Meglio presentarsi 3 ore prima della partenza in aeroporto
Alcuni Paesi hanno pubblicato degli avvisi di viaggio che allertano sulle possibili difficoltà per chi è in partenza per Hong Kong. Australia, Canada e Irlanda, per esempio, invitano i propri connazionali a un “alto grado di cautela”. Il Governo di Singapore è più drastico e consiglia invece “di rinviare i viaggi non essenziali”. Per chi deve affrontare il viaggio di ritorno, valgono le misure di controllo introdotte dalle autorità aeroportuali di Hong Kong dopo la chiusura dello scalo avvenuta in agosto, quando i manifestanti provocarono la cancellazione di centinaia di voli. Chi deve prendere un aereo per tornare nel proprio Paese è quindi bene che sappia almeno due cose: solo i passeggeri con in tasca un biglietto o una carta d'imbarco per un volo nelle successive 24 ore (oltre che un documento di viaggio valido) sono ammessi negli edifici del terminal. Per passare attraverso i punti di controllo in tempo utile per l'imbarco è consigliabile arrivare in aeroporto almeno tre prima dell'orario previsto del decollo.

Come raggiungere e lasciare lo scalo
I treni Airport Express che collegano l'aeroporto con i principali quartieri del centro, in poco più di 20 minuti al prezzo di 12 euro circa, hanno registrato ritardi e interruzioni in coincidenza con le manifestazioni. In alternativa vi sono diverse linee di autobus che raggiungono altre zone (il molo dei traghetti North Point, le stazioni di Hung Hom e Lam Tin) durante gli orari di servizio regolari. Se non si vuole rischiare le soluzioni più accessibili sono però i taxi o le auto Uber: scegliendo la prima opzione, la corsa costa l'equivalente di circa 40 euro (370 dollari di Hong Kong), a cui vanno aggiunte le tasse supplementari definite dalle autorità aeroportuali e possibili rincari dei prezzi legati a eventuali disordini.

La metropolitana
È successo spesso, in questi mesi, che la MTR di Hong Kong abbia interrotto i propri servizi. In alcuni casi l'intera rete è stata completamente fermata e metà delle oltre 90 stazioni che la compongono chiuse. Altri problemi possono derivare dall'inattività dei distributori automatici di biglietti e dei tornelli danneggiati dai manifestanti. Per chi vuole spostarsi con la metro è quantomai utile consultare il sito ufficiale della MTR per le ultime informazioni su eventuali disservizi e lo stato di funzionamento delle varie linee.

Per chi si sposta in Cina
Fra le tante indicazioni che si leggono nella guida stilata da Bloomberg vi sono anche quelle che riguardano gli spostamenti verso la frontiera terrestre cinese: ebbene, è da sapere che gli agenti di presidio possano chiedere di sbloccare gli smartphone in modo da esaminare i messaggi di chat e i post pubblicati sui social media archiviati.

I punti caldi della protesta
Sulla mappa della città, avendone una cartacea fra le mani, è quantomai utile identificare le località diventate centro dei disordini legate alla protesta: Victoria Park, l'area dello shopping Causeway Bay-Wan Chai, le arterie cittadine più importanti (Causeway Road, Hennessy Road, Gloucester Road, Jaffe Road, Lockhart Road, Johnston Road, Harcourt Road), i Chater Garden, North Point e Fortress Hill, Tsim Sha Tsui, Yuen Long e villaggi circostanti. Altri obiettivi “sensibili” di Hong Kong sono inoltre alcuni edifici governativi, da evitare assolutamente in caso di manifestazione: il complesso e gli uffici del Governo Centrale e quelli del Consiglio legislativo, la sede del capo dell'esecutivo di Hong Kong, il quartier generale della polizia di Hong Kong (l'Arsenal House, a Wan Chai) e l'ufficio di collegamento del governo cinese (a Sai Ying Pun). Per chi è stato in città negli u

Come non vestirsi
Sembrerà un avvertimento forse eccessivo o lesivo della privacy ma anche l'abbigliamento può essere una forma preventiva da non trascurare. Le t-shirt e in genere le maglie nere sono infatti il “look” che spesso hanno identificato i manifestanti scesi in strada, al pari delle maschere facciali (ora vietate) indossate per coprire le proprie identità. Per sgombrare la folla, la polizia di Hong Kong è ricorsa a manganelli, spray al peperoncino, proiettili di gomma e gas lacrimogeni, servendosi anche di veicoli anti-sommossa dotati di cannoni ad acqua: inutile ribadire che, per evitare pericoli inutili, è preferibile scegliere le zone più tranquille della città.

Anche sul sito Viaggiaresicuri la Farnesina si raccomanda cautela: evitare dunque assembramenti, seguire le indicazioni delle autorità locali e monitorare lo stato dei voli e dei servizi pubblici, e la situazione in generale, attraverso i media locali. Per assistenza consolare, in caso di effettiva emergenza, è possibile contattare il numero del Consolato Generale d'Italia a Hong Kong:+852 91315535.

Finora non è stato coinvolto nessun turista e i prezzi sono calati
“La sicurezza dei visitatori è della massima importanza per noi”, ha dichiarato più volte l'Ente per il Turismo di Hong Kong. “La nostra è una città sicura e accogliente, e non vi sono state violenze o crimini commessi contro i turisti”. Per chi volesse sceglierla come meta nei prossimi mesi va sottolineato che gli effetti delle proteste hanno avuto anche un impatto (positivo) per i viaggiatori. L’occupazione degli hotel ,calata del 40% in agosto rispetto all’anno precedente, ha portato a un ritocco significativo delle tariffe di pernottamento e dei voli aerei, soprattutto per i last minute.

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