Elezioni ammistrative 2019

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In Piemonte vince il centrodestra di Alberto Cirio e Chiamparino lascia

di Filomena Greco


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4' di lettura

Che i giochi sono fatti anche in Piemonte lo si capisce intorno alle 17,30, più o meno a metà dello spoglio. Con il presidente uscente Sergio Chiamparino che prima fa i complimenti al nuovo presidente della Regione Alberto Cirio e poi in conferenza stampa sembra voler chiudere un ciclo politico. La partita nell’ultima regione del Nord governata dal centrosinistra si chiude con la vittoria del centrodestra, forte del 49, 8% dei voti, a tredici dieci punti di distacco dal presidente uscente, sostenuto da Pd, sinistra e liste civiche, che finisce la corsa con il 35,8% di preferenze.

Nella regione della Tav, dove il capoluogo è governato dalla maggioranza Cinque Stelle della sindaca Chiara Appendino, non entra in partita il candidato del Movimento, Giorgio Bertola, che si ferma al 13% dei voti, otto punti in meno rispetto al risultato ottenuto cinque anni fa dal candidato del Movimento alle regionali, Davide Bono, che raggiunse il 21,45% delle preferenze.

«Mi metterò subito a lavorare, il Piemonte ha bisogno di ripartire. Oggi è la Regione del Nord Italia che cresce di meno, è quella che ha purtroppo ancora i tassi di disoccupazione più elevati», queste le prime dichiarazioni del nuovo presidente del Piemonte. Alberto Cirio ha seguito l’andamento dei risultati da Alba, la sua città Natale, poi nel tardo pomeriggio si è spostato per un saluto al Comitato elettorale in centro, a Torino, e infine ha incontrato i giornalisti nella sede della Regione in Piazza Castello.

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«Il nostro motto era un0altra velocità per il Piemonte - ha detto Cirio - saremo veloci a metterci al lavoro, con una squadra fresca e dinamica». Parole chiare anche da parte del presidente uscente Chiamparino che parla di una «ultima battaglia persa» e fa presagire un addio alla politica. «Quando si perde è sempre il comandante dell’esercito che si assume la responsabilità - aggiunge - Quando sarà insediato il Consiglio, valuterò le modalità con cui lasciare il seggio in modo che si trovino soluzioni che aiutino a portare energia nuova».

Il risultato che si è delineato nel corso del pomeriggio, durante lo scrutinio delle 4.807 sezioni e le proiezioni sui voti ai partiti, è stato anticipato dagli Exit poll di domenica sera che davano il candidato Cirio tra il 45% e il 49% mentre per Sergio Chiamparino le preferenze erano comprese tra 36,5% e il 40,5%. Tanto che lo stesso Chiamparino aveva già ipotizzato una vittoria netta di Cirio, se lo spoglio avesse confermato le tendenze emerse con gli Exit Poll.

Nel confronto con le passate elezioni regionali, nelle quali il centrodestra aveva comunque corso con tre candidati diversi (Gilberto Pichetto per il centrodestra, Guido Crosetto per Fratelli d'Italia e Enrico Costa per il Nuovo centro destra) e vinte da Chiamparino con il 47% delle preferenze, il risultato è praticamente ribaltato.

Sullo sfondo delle amministrative, l’andamento del voto in Piemonte per le europee, tutt’altro che ininfluente nella dinamica e nella scelta del prossimo presidente della Regione Piemonte: qui la Lega ha conquistato il primo posto tra i partiti, con una percentuale del 37,14%, quasi 15 punti sopra il Pd che resta il secondo partito nella regione con il 23,9% di preferenze, mentre il Movimento Cinque Stelle è sceso al 13,26% e Forza Italia non ha raggiunto il 10%. E se è vero che Alberto Cirio è uomo di Forza Italia, è altrettanto vero che il nuovo presidente è molto vicino politicamente alla Lega che, di fatto, è la vincitrice delle elezioni in Piemonte.

Un discorso a parte merita invece la città di Torino città governata dal Movimento 5 Stelle – con la sindaca Chiara Appendino - che qui ha perso quasi dieci punti, passando dal 21,7% di cinque anni fa al 13,33 di domenica. Nel capoluogo piemontese il Pd è il primo partito con oltre il 33% delle preferenze, la Lega conquista il secondo posto con il 24,9, a quasi dieci punti dai Grillini. Forza Italia supera di poco il 7%. Se il confronto si fa con i risultati delle amministrative del 2016 per l'elezione del sindaco, emergono due aspetti: il Pd ha migliorato la sua posizione (era al 29,7% delle preferenze) mentre il Movimento 5 Stelle ha dimezzato la percentuale di voti a suo favore (era poco sopra il 30% di quota). Difficile fare il paragone all'interno delle forze del centrodestra che tre anni fa corsero divise con la Lega ferma al 6% delle preferenze.

Il Consiglio regionale del Piemonte è composto dal presidente della Giunta e da 50 consiglieri, 40 seggi sono assegnati nelle circoscrizioni provinciali col sistema proporzionale mentre gli altri dieci, corrispondenti ai candidati della lista regionale del Presidente eletto (listino regionale), sono assegnati con il sistema maggioritario. Assegnazione che comunque si dimezza a 5 seggi (i primi 5 candidati del listino) nel caso in cui le liste provinciali collegate al Presidente eletto abbiano già ottenuto 25 dei 40 seggi proporzionali. Secondo le proiezioni del Csi di ieri sera, al centrodestra andrebbero 31 seggi più il presidente, 14 al centrosinistra e 5 al Movimento Cinque Stelle.

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