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In piena pandemia la Sardegna resuscita due province: Gallura e Ogliastra

Nell’isola sta per essere varata la terza riforma degli Enti locali con cui si rivoluziona nuovamente lo scenario degli enti intermedi: si passa da quattro a sei province e due aree metropolitane

di Davide Madeddu

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(ANSA)

Nell’isola sta per essere varata la terza riforma degli Enti locali con cui si rivoluziona nuovamente lo scenario degli enti intermedi: si passa da quattro a sei province e due aree metropolitane


2' di lettura

Sei province e due città metropolitane. In Sardegna sta per essere varata la terza riforma degli Enti locali con cui si rivoluziona nuovamente lo scenario degli enti intermedi. Perché, leggendo i risultati della riforma approvata definitivamente dalla Commissione Autonomia del Consiglio regionale, rispetto a oggi ci saranno due province e una città metropolitana in più. In realtà qualcosa di più cambia rispetto al passato e alle riforme che si sono alternate.

Le nuove province

La nuova suddivisione dei territori prevede la conferma della città metropolitana di Cagliari e l'istituzione della città metropolitana di Sassari. Sparisce la provincia di Sassari ma rinascono le province della Gallura e quella dell'Ogliastra. Rimane immutata la provincia di Nuoro così come quella di Oristano. Nella parte meridionale dell'isola ci sarà un'altra rivoluzione. La città metropolitana di Cagliari (che passerà da 17 a 22 comuni) confinerà con i territori dell'attuale provincia del Sud Sardegna da cui nascerà la provincia del Sulcis Iglesiente e quella del Medio Campidano.

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La storia inizia nel 2000
L'ultima parte di un film che nasce nel 2000 quando con legge regionale vengono istituite le 4 province (Carbonia Iglesias per il Sulcis Iglesiente, Villacidro Sanluri per il Medio Campidano, Olbia Tempio per la Gallura e Lanusei per l'Ogliastra). Le 8 province vanno al voto nel 2005 e poi nuovamente nel 2010. Il 6 maggio del 2012 si vota per il referendum “anticasta” proposto dal Movimento Referendario Sardo, con un particolare appoggio da parte dei Riformatori sardi per abrogare tra le altre cose le nuove quattro province. Il quorum è del 33,3 per cento. Il 35,5 per cento dei partecipanti fa superare l quorum.Stravince il sì. I presidenti si dimettono per protesta. Nel 2013 le quattro province regionali vengono commissariate dalla Regione.

Caos e commissariamenti

Per trovare una soluzione al caos istituzionale che nel frattempo si crea, legato all'assegnazione di risorse, ruoli e competenze, saranno necessari diversi interventi del Consiglio regionale. Dal 2015 tutte le province vengono commissariate. Poi con la legislatura di centrosinistra, arriva una legge di riordino degli enti locali che ridisegna territori e confini. Le elezioni per i nuovi amministratori però non ci saranno perché, nel frattempo, cambia la guida della Regione e il nuovo esecutivo mette mano alla riforma. Nuova discussione, e spinte trasversali dai territori per ripristinare gli enti intermedi, e nuova riforma. Risultato? Sei province e due città metropolitane. Ora l'appuntamento è in Consiglio regionale per l'approvazione definitiva.

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