ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùScame Parre

In quattro anni il business delle colonnine è decuplicato

di Luca Orlando

2' di lettura

Nel 2018 gli oggetti venduti erano appena 2mila, una goccia nell’attività del gruppo. Che tuttavia ha continuato a credere in questo business, portando a 15mila unità le vendite dello scorso anno, con tassi di crescita del 40% anche ora. Progresso esplosivo, quello di Scame Parre nella mobilità green, area in cui il gruppo bergamasco nato nel 1963 (160 milioni di ricavi) ha deciso di puntare per diversificare la propria attività, concentrata in componenti e sistemi per impianti elettrici come spine, prese, adattatori e interruttori. Scelta, quella di puntare su wall box e colonnine elettriche, che continua a pagare spingendo i ricavi del gruppo al nuovo record. «Nella mobilità i volumi di quest’anno - spiega l’amministratore delegato Stefano Scainelli, seconda generazione imprenditoriale - già ora sono vicini a quanto realizzato nell’intero 2021. E infatti anche il nostro organico procede di pari passo: ora abbiamo 70 persone dedicate alla mobilità elettrica ma ci sono almeno una decina di posizioni aperte, che fatichiamo a reperire». Gli impianti lavorano a pieno regime, a tre turni per qualche fase del processo, a due turni nella componentistica. Frenata però non tanto dal mercato, che continua a correre, quanto piuttosto dalla scarsità dei chip, che anche nel caso di Scame costringe a qualche rimodulazione produttiva. «Si tratta di un problema ormai presente da mesi - spiega Scainelli - che in qualche momento ci ha costretto a rimodulare la velocità di produzione. Per ovviare al problema stiamo lavorando per adattare chip di altri fornitori alle nostre esigenze, in modo da poter utilizzare anche prodotti per cui esiste una maggiore disponibilità di mercato. Un lavoro comunque non banale, che richiede l’azione del nostro reparto di ricerca e sviluppo così come il rifacimento del firmware, interventi che possono richiedere anche qualche mese. Ad ogni modo, nella mobilità elettrica il mercato è in forte crescita e noi continuiamo ad investire, realizzando qui in Italia la produzione». Spinta ben visibile osservando i nuovi modelli previsti nei prossimi anni dai costruttori di auto ma che ora riceve un booster aggiuntivo dalla decisione di Bruxelles di vietare immatricolazioni di vetture a motori endotermici dopo il 2035, accelerando così la transizione. «A tendere il nostro mercato si allargherà senz’altro - aggiunge Scainelli - anche se qualche dubbio sulle date effettive ancora rimane, la riconversione di una vasta area della meccanica non sarà semplice». Se in termini di capacità produttiva il gruppo ha ampi margini per assecondare la crescita, il nodo resta quello del know-how. Per effetto di carenze conclamate di figure chiave come ingegneri elettronici, i informatici, softwaristi e programmatori, «professionalità che non si trovano», chiarisce l’ad. Il gruppo Scame, 800 addetti, realizza oltreconfine quasi la metà dei ricavi e nel 2022 vede la capogruppo Scame Parre ancora in crescita a doppia cifra.

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