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In ritardo quattro programmi. Tre sono dell’Agenzia per la coesione

Approvazione rinviata, ma non perderanno risorse. Riscritto da zero il testo sulla Capacità amministrativa

di Gi.Ch.

(REUTERS)

2' di lettura

L’ultimo in ordine di tempo a superare l’esame della Commissione europea è stato il programma Fesr dell’Abruzzo, con una dote di 681 milioni di euro (risorse Ue più il cofinanziamento nazionale) per il periodo 2021-2027, due volte e mezza le risorse della programmazione precedente. Risorse che si aggiungono agli oltre 400 milioni destinati alla regione attraverso il Fse+. Quasi in contemporanea è stato approvato anche il programma Fesr della Sicilia, dote complessiva 5,86 miliardi di euro, di cui 4,10 miliardi provenienti dai fondi Ue e 1,76 miliardi di contributo nazionale e regionale, uno dei programmi più rilevanti nell’intera Unione.

È quasi completo, dunque, il quadro generale dei programmi operativi italiani per la nuova programmazione dei fondi europei che parte in ritardo per il dilatarsi dei tempi di approvazione dei regolamenti europei nei due anni di pandemia prima, e per la definizione dell’accordo di partenariato e dei programmi regionali poi. Ad oggi, su 51 programmi solo quattro non hanno ancora ricevuto il via libera di Bruxelles: il Por Basilicata (che è diventato unico Fesr-Fse e che ha cambiato autorità di gestione) e i tre programmi nazionali affidati all’Agenzia per la Coesione: Città metropolitane e città medie del Sud (Metro+), Just Transition Fund (JTF, destinato a Taranto e al Sulcis) e il pon Capacità amministrativa per la coesione. Il programma lucano sta scontando la riorganizzazione che ha allungato i tempi di risposta alle osservazioni della Commissione.

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Per i tre programmi dell’agenzia torna il paradosso di una struttura creata per dare una spinta alle regioni e in difficoltà nella gestione dei programmi di cui è titolare. Va detto che sull’agenzia sono ricadute diverse incombenze legate al Pnrr che ne hanno appesantito, se non ingolfato, l’attività. Per JTF e Metro+ manca ancora la valutazione ambientale (VAS), senza di cui non possono essere approvati. Sul Pon Capacità per la coesione, dopo un confronto lungo e impegnativo con la Commissione, nei giorni scorsi è partita da Roma un’ultima bozza completamente riscritta che dovrebbe aver ha spianato la strada per il via libera della Ue.

Detto questo, secondo fonti autorevoli è improbabile che questi quattro programmi siano approvati prima della fine dell’anno. Andranno in approvazione formale agli inizi del 2023. Finanziariamente non ci dovrebbero essere conseguenze, a patto che il negoziato sia chiuso e che ci sia l’ok di tutti i servizi della Commissione.

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