fondo sociale europeo

In Sardegna 21 milioni al microcredito per disoccupati, microimprese e Pmi

di Davide Madeddu

Nel segno di tradizione e innovazione in Sardegna il Fesr investe sui formaggi locali


2' di lettura

Un piano da 21 milioni di euro per creare nuova occupazione attraverso il sistema del microcredito. È l'iniziativa portata avanti dalla Regione Sardegna che ha dato il via libera al bando per la “per la selezione di progetti da ammettere al finanziamento del Fondo Microcredito”. L'iniziativa prevede l'erogazione di risorse a disoccupati, microimprese e piccole imprese per importi che vanno da 5mila sino a un massimo di 35 mila euro è finanziato con le risorse del Fondo sociale europeo del Por Sardegna 2014-2020 per avviare nuove attività o migliorie a quelle già esistenti.

Il programma prevede quattro finestre temporali e tre “target”: donne, generalizzati e ambiti territoriali specifici. Obiettivo del provvedimento, contrastare le “significative condizioni di svantaggio e favorire una equilibrata crescita economica”.

La prima e la terza finestra come si legge nella determina “sono di sistema” e saranno rivolte ad un target generalizzato di destinatari. Potranno pertanto essere presentate domande da parte di tutti i destinatari”. In questo caso sono previsti per ciascuna finestra 7 milioni di euro. La seconda finestra sarà dedicata alle donne, per un ammontare complessivo di 3,5 milioni di euro. In questo caso l'obiettivo è quello di contrastare la costante riduzione di lavoro permanente a tempo pieno tra le donne.

La quarta finestra per cui sono previste risorse per 3,5 milioni di euro è dedicata agli investimenti rivolti alle “isole minori” (Sant'Antioco e San Pietro nel Sulcis e La Maddalena e l'Asinara nel nord Sardegna) e alle “zone della Sardegna ad alto tasso di spopolamento”. “Con questa iniziativa - chiarisce Alessandra Zedda, assessore regionale al Lavoro - vogliamo aiutare e dare un supporto concreto alle micro imprese e agli imprenditori della Sardegna che desiderano avviare iniziative produttive che favoriscono l'occupazione e generano benessere per la nostra comunità”. Il tutto attraverso lo strumento del microcredito “strategico per il sistema imprenditoriale della nostra isola anche perché permette di arginare fenomeni di povertà e consente l'inclusione finanziaria di quelle categorie sociali definite non bancabili”.

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