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In Sardegna entra nel vivo il piano di interventi nei porti

Via libera dal comitato di gestione dell'Autorità portuale a interventi che valgono oltre mezzo miliardo in tre anni. A Cagliari la fetta più grossa dei finanziamenti con opere per 170 milioni

di Davide Madeddu

 Lo scalo cui è destinata la gran parte dei finanziamenti pianificati dall’Autorità di sistema portuale della Sardegna

4' di lettura

La rete dei porti sardi si rinnova. Con interventi nei diversi scali e un piano di opere che supera il mezzo miliardo di euro. Entra nel vivo con una crescita e anche nuovi interventi, il piano triennale per i porti della Sardegna. L'ultimo via libera dal comitato di gestione con l'approvazione dell'ultimo bilancio in cui si traccia un percorso all'insegna della transizione energetica e della sostenibilità.

L’attenzione per Cagliari

Da Cagliari, con la fetta più grossa di investimenti, sino agli altri scali dell'isola. Da Porto Torres a Olbia, da Arbatax a Oristano e Portovesme. Il programma delle opere, che mettono assieme escavo dei fondali, elettrificazione, sistemazione banchine, è abbastanza ricco. «Le risorse in campo – premette Massimo Deiana, presidente dell'Autorità di sistema dei porti e del mare di Sardegna – sono la risultante della somma di quanto in campo: ossia Pnrr, fondi dell’Ente, sviluppo di progetti. Diciamo pure che si andrà anche oltre questo triennio di programmazione». Un passaggio importante per dare gambe alla rete dei porti sardi «per rendere l'intero insieme competitivo sul piano nazionale e internazionale». Solo a Cagliari, dove si registra un «recupero sui traffici» il piano di interventi prevede risorse per circa 170 milioni di euro. «Il bilancio consuntivo e la relazione annuale approvati fotografano un Sistema portuale in graduale uscita dalla crisi e pronto ad affrontare le sfide del Piano nazionale di ripresa e resilienza –argomenta Deiana –. Il 2021 ha rappresentato il punto di svolta dopo un anno di pesanti rallentamenti nei traffici passeggeri e merci ed un azzeramento delle crociere». Ora però la l’inversione di tendenza seguendo un percorso che punta alla crescita. «Il 2021 è stato anche un anno di consistente attività di progettazione e pianificazione da parte della struttura dell’ente – aggiunge ancora –, grazie alle quali, oggi, disponiamo di 171 milioni di euro di fondi per la realizzazione del Terminal Ro-Ro nel Porto Canale di Cagliari e l'elettrificazione delle banchine in tutti i principali scali di competenza».

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Gli interventi

E proprio sull'infrastruttura del capoluogo sardo, c'è poi l’Atf al Piano Regolatore di Cagliari che, relativamente al distretto della cantieristica del Porto Canale, modifica le quote batimetriche nel canale di accesso al compendio e lungo il tratto antistante alla banchina dedicata. Obiettivo del provvedimento, che prevede un passaggio della profondità da meno 5 a meno 7 metri, «è quello di agevolare l'ingresso di maxi e giga yacht al polo cantieristico manutentivo».

Le nuove risorse

Per il nuovo anno, inoltre, si prevedono entrate per oltre 229 milioni di euro (di cui 171 milioni di trasferimenti dallo Stato per il Piano nazionale di ripresa e resilienza) e spese impegnate per 50 milioni di euro. Positivo anche l'andamento dei traffici che registra un vero e proprio exploit e che guarda alla crescita anche per il futuro. Idati parlano, infatti, di crescita delle merci del 15 per cento rispetto al 2020, ai passeggeri, la cui percentuale di ripresa si attesta al 38 per cento. Ci sono poi gli interventi che riguardano gli altri porti.

Il porto di Olbia

Il porto di Olbia è al centro di un progetto da 60 milioni di euro che prevede l'escavo del porto e la realizzazione di una serie di infrastrutture, oltre alla sistemazione delle aree dell'isola bianca. Nel capoluogo gallurese c'è stato inoltre il rinnovo della concessione demaniale marittima quindicennale al Circolo nautico Olbia, «che continuerà ad occupare, per fini associativi e del diporto, pontili, banchine, specchi acquei e piazzale in una porzione del molo Brin, di circa 16 mila e 153 metri quadri, fino al 31 dicembre 2036».

I lavori a Porto Torres

A Porto Torres gli interventi in campo,in parte appaltati e in parte in fase di progettazione esecutiva, viaggiano intorno ai 58 milioni di euro. Interventi anche ad Arbatax, con 30 milioni di euro, e al porto industriale di Porto Vesme dove si attendono le opere per l'escavo. Non è comunque tutto. A Oristano, dove sono previsti interventi che sfiorano i 10 milioni di euro, con l'approdo in banchina della Sea Cloud, è stata inaugura la stagione crocieristica 2022. E benché sia considerato un segnale «ancora timido», per il presidente dell'autorità il mercato su Oristano «è ancora attivo e, una volta superata definitivamente la crisi, sono certo avrà ancora importanti margini di crescita per sostenere i quali l'AdSP metterà in campo tutte le energie necessarie, sia in ambito promozionale che infrastrutturale e dei servizi al passeggero».

La nascita dell’agenzia

Tra le iniziative portate avanti dall'Adsp anche la costituzione dell'Agenzia per il lavoro portuale del transhipment. Compito dell'agenzia, che avrà una durata legale di 36 mesi, sarà quello di «garantire il supporto alla collocazione professionale dei lavoratori iscritti. Percorso che passerà attraverso la formazione professionale, finanziata dalla Regione Sardegna con 1 milione e 400 mila euro di fondi europei di adeguamento alla globalizzazione». L'obiettivo, come sottolinea Deiana, è quello di «viaggiando nell'ottica della transizione, rendere i porti moderni, agili e attrattivi per clientela e committenza».

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