Rapporto Generali

Welfare aziendale, con Covid salto di qualità: cresce nel 64% delle Pmi

Il Rapporto Welfare Index PMI 2021, giunto alla sesta edizione:cresce nel 64% delle Pmi. Il 54,8% delle imprese che hanno inserito il welfare nella strategia aziendale ha registrato ritorni positivi sulla produttività

(foto imagoeconomica)

1' di lettura

Piccole e medie imprese italiane in prima linea nello scontro per attenuare l’impatto dell’emergenza coronavirus. Una funzione anche sociale che hanno ricoperto sul terreno strategico del welfare aziendale. È quanto mette in evidenza il Rapporto Welfare Index PMI 2021 di Generali, giunto alla sesta edizione e presentato a Roma. L’indagine ha coinvolto più di 6000 imprese di tutti i settori produttivi e di tutte le dimensioni. Oltre il 64% delle Pmi ha superato il livello iniziale. In 6 anni le imprese con un livello di welfare elevato sono più che raddoppiate, passando dal 9,7% del 2016 all'attuale 21 per cento.

Iniziative ad ampio spettro

Per affrontare la pandemia le imprese hanno messo in campo numerose iniziative di welfare aziendale. In ambito sanitario, dai servizi diagnostici per il Covid-19 (43,8%) ai servizi medici di consulto anche a distanza (21,3%) a nuove assicurazioni sanitarie (25,7%). Nella conciliazione vita-lavoro, con maggiore flessibilità oraria (35,8%) e nuove attività di formazione a distanza (39%) e aiuti per la gestione dei figli e degli anziani (7,2%). A sostegno dei lavoratori e delle famiglie, con aumenti temporanei di retribuzione e bonus (38,2%) e sostegno nell'educazione scolastica dei figli (4,8%); ma anche offrendo contributi alla comunità esterna, come donazioni (16,4%) e sostegni al Sistema Sanitario e alla ricerca (9,2%).

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