Le operazioni

In Sicilia due nuove Ipo nel 2021 e altre aziende scaldano i motori

Sono due le imprese che hanno avviato la quotazione nell’estate del 2021 ma vi sono parecchie altre che stanno valutando o hanno allo studio operazioni di collocamento azionario

di Nino Amadore

2' di lettura

L’ultima arrivata in Borsa dalla Sicilia, questa estate, è stata la Omer di Carini, società attiva nel settore della componentistica e arredi interni per mezzi di trasporto ferroviario. Qualche settimana prima, invece, aveva debuttato in Borsa Giglio.com, multimarca online di moda siciliano. Ma sono la punta di un iceberg di tante altre società pronte a fare il grande passo: alcune non hanno già dichiarato in altre occasioni, altre invece stanno lavorando silenziosamente. «La quotazione – spiega Giuseppe Russello, fondatore e ceo della Omer – è un passaggio importante perché aiuta le imprese a modernizzarsi, a migliorare le proprie performance e soprattutto a ragionare sullo sviluppo. Per quanto riguarda il futuro di Omer abbiamo diversi progetti in cantiere a partire dal potenziamento del sito statunitense. Sul fronte del prodotto studieremo con cautela le opportunità di crescita del nostro business verso segmenti di mercato contigui».

LE QUOTATE AL SUD
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Qualcosa si muove, è il caso di dire, e non è una questione di poco conto perché è il segnale di un cambio culturale: prima di queste due l’unica azienda quotata siciliana era la NVP, specializzata nella realizzazione end-to-end di contenuti per network televisivi e servizi broadcasting, attraverso l'utilizzo di tecnologie all'avanguardia sviluppate internamente che ha sede a San Piero Patti in provincia di Messina oltre ad altre sedi sparse per l’Italia a Milano e Roma. E tra le aziende che hanno i numeri per sbarcare in Borsa ve ne sono di un certo rilievo sia in termini di fatturato che di dipendenti. Aziende che intanto hanno sperimentato i rapporti con la Borsa e il mondo finanziario partecipando al programma Elite. Una di queste è, per dire, la Irritec, una multinazionale tascabile con sede principale a Rocca di Caprileone in provincia di Messina che ha chiuso il 2020 con un fatturato di 215 milioni, ha 800 dipendenti e 15 stabilimenti e sedi produttive o commerciali nel mondo (oltre l’Italia Algeria, Brasile, Cile, Germania, Messico, Perù, Senegal, Spagna e Stati Uniti). Fin qui l’azienda del messinese, tra i leader mondiali nel settore dell'irrigazione di precisione, fondata e guidata da Carmelo Giuffré, ha fatto parte del selezionatissimo gruppo di imprese italiane del primo Elite Basket Bond, un'esperienza che ha dato il via ad altre obbligazioni. Ma la valutazione su un possibile sbarco in Borsa è in corso da tempo.
All’elenco di possibili candidati alla quotazione va aggiunto il Gruppo palermitano Aeroviaggi della famiglia Mangia che questa estate ha presentato il restyling del marchio: il gruppo, ora Mangia’s Resort, prima catena alberghiera italiana per room market share di proprietà nel 2019 e seconda catena italiana specializzata in località di mare, potrebbe sbarcare da qui a cinque anni al segmento Star. Quello dello sbarco in Borsa, per la società di cui oggi è presidente Marcello Mangia, è un vecchio progetto: sul finire degli anni Novanta il fondatore del gruppo Antonio Mangia, in anticipo su tutti e con grande lungimiranza, aveva avviato l’iter per la quotazione poi bloccato. Ed era stato lo stesso Antonio Mangia, qualche mese prima della sua scomparsa nel 2019, a rilanciare l’idea di uno sbarco in Borsa.

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