SANITÀ

In Sicilia il nuovo polo di eccellenza dei trapianti

Ismett 2 sorgerà a Carini in provincia di Palermo. Il progetto affidato allo studio Renzo Piano Building Workshop. Il cantiere dall’inizio del 2022

di Nino Amadore

3' di lettura

Un totale di 256 posti letto di cui 42 di terapia intensiva ordinaria e 214 di terapia sub-intensiva, un investimento di 180 milioni della Regione siciliana cui si aggiungono 15 milioni di investimento per il progetto da parte di Upmc (University of Pittsburgh medical center). Sono alcuni numeri di quello che è stato battezzato Ismett 2, naturale prosecuzione dell’Ismett, l’Istituto mediterraneo per i trapianti che è centro di eccellenza nel settore dei trapianti e punto di riferimento nel bacino del Mediterraneo creato vent’anni fa grazie alla partnership tra Regione Siciliana, attraverso l'Arnas Civico di Palermo, e l'Upmc cui si è aggiunta nel 2017 la Fondazione Ri.Med, istituita dalla presidenza del Consiglio dei ministri, con lo scopo di promuovere, sostenere e condurre progetti e programmi di ricerca nel campo delle biotecnologie.

Sicilia, 20 anni fa il primo trapianto all'Ismett

«L’avventura di Upmc in Sicilia è iniziata oltre 20 anni fa, quando con coraggio abbiamo avviato con la Regione Siciliana un modello innovativo di partenariato pubblico-privato nella sanità, il cui successo ha portato Ismett a diventare un punto di riferimento per i pazienti siciliani, italiani e internazionali – dice Jeffrey Romoff, presidente e amministratore delegato di Upmc –. La mission di Upmc è sviluppare e mettere a disposizione cure e terapie innovative in grado di cambiare la vita dei pazienti, e oggi con Ismett 2 abbiamo l'opportunità per definire un nuovo modello di ospedale, concepito tenendo conto sia dell'esigenza di fornire cure ai pazienti affetti da malattie croniche non trasmissibili, sia di creare rapidamente aree in cui gestire le manifestazioni cliniche gravi di malattie epidemiche o pandemiche, con il grande ausilio delle migliori tecnologie e di un network internazionale di competenze».

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Il cluster biomedico a Carini nel palermitano

Ed è proprio a Carini, nella stessa area in cui è aperto il cantiere per la costruzione del Centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica della Fondazione Ri.Med che sorgerà l’Ismett 2 cui saranno assegnati i tradizionali programmi di trapianto e terapie ad alta specializzazione cui si aggiungeranno i programmi avanzati di oncologia, ortopedia e neuroscienze. «Ismett 2 - dice il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci – si proietta in una dimensione mediterranea. Non vogliamo essere competitivi con i Paesi del Nord Europa ma un punto di riferimento per quelli del bacino euroafroasiatico. Il futuro della Sicilia, infatti, sta nella sua centralità mediterranea, non solo geografica, ma anche economica e culturale. Dobbiamo rispondere alle esigenze di milioni e milioni di cittadini del Sud che cercano l’Europa nelle città del Nord, ai quali, invece, dobbiamo dare la possibilità di trovarla qui in Sicilia: il primo lembo di terra europeo ad appena 75 chilometri dalle coste del Continente africano. Con Ismett 2 potremo garantire interventi di alta specializzazione, riducendo i dolorosi viaggi della speranza».

Quali siano in prospettiva i benefici è presto detto: «Insieme al Centro di Ricerca della Fondazione Ri.Med, Ismett 2 sarà determinante per la creazione di un cluster per la cura e la ricerca biomedica. È stimato che con i suoi 256 posti letto, Ismett 2 avrà un impatto positivo sull'economia siciliana per 270 milioni di euro l'anno, che salgono a 386 milioni di euro insieme al centro di ricerca della Fondazione Ri.Med, e questo senza aggiungere la valorizzazione delle attività di ricerca in termini di innovazione, proprietà intellettuale, produzione e commercializzazione». Cui vanno aggiunti i 41 milioni l’anno di risparmi per la cosiddetta mobilità passiva.

Progetto affidato studio Renzo Piano Building Workshop

Numeri che certo danno l’idea di quale sia la sfida sotto molti aspetti «sia in termini di innovazione medica sia di tempistica: nell’arco di dodici mesi, appena in un anno, stiamo arrivando dall’idea progettuale alla progettazione esecutiva. Si tratta di un record. Contiamo già all’inizio dell’anno prossimo di poter avviare i lavori del cantiere» dice l'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. Il progetto sarà sviluppato dallo studio Renzo Piano Building Workshop, con Progetto Cmr. «Gli ospedali – l'architetto Renzo Piano – sono luoghi di eccellenza medica che oggi devono rispondere ancora meglio al bisogno di umanità. Lo si avverte da ogni parte del mondo e lo ha dimostrato la pandemia che ci perseguita da più di un anno. Nell'ospedale si trova un senso a tutto e, insieme all'efficienza medica, c'è una nuova dimensione fatta di speranza, aspirazioni e bellezza. Un ospedale deve curare, deve essere ospitale e deve dare conforto, perché trovarsi in un bel posto ha anche un valore terapeutico. Gli ospedali diventano allora un luogo di rinascita, di umanità e di rispetto. Luoghi di passione, intesa sia come sofferenza, sia come slancio. Fortunatamente, l'architettura non è solo l'arte di rispondere ai bisogni, ma anche ai desideri e, soprattutto, alle speranze».

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