bassissima l’affluenza

In Sicilia trionfo degli outsider

di Nino Amadore

Ballottaggi: ecco i risultati - Tonfo del Pd, volano Lega e centrodestra


4' di lettura

È stato il grande giorno degli outsider. Diciamo così. Il turno dei ballottaggi per le elezioni amministrative in Sicilia con otto comuni al voto per eleggere il primo cittadino ci restituisce una geografia politica per certi versi sorprendente in ogni caso inaspettata. Difficile dire chi ha vinto, utilizzando vecchie categorie politiche, di fronte a candidati che in vista del ballottaggio hanno giocato la carta dell’impegno civico, della distanza dai partiti, della cesura con il passato. Hanno vinto, si direbbe, anche grazie al calo di affluenza: negli otto comuni si è recato alle urne solo il 40,1% degli aventi diritto con un calo di 20,68 punti rispetto al primo turno. A Siracusa, per dire, l’affluenza è stata del 34,17% (un calo di 21,13 punti rispetto al primo turno), a Messina l’affluenza è stata del 39,23% (al primo turno era stata del 65,01%), a Ragusa è stata del 41,94% (con un calo di 16,28 punti rispetto al primo turno).

Il risultato più eclatante, ovviamente, resta quello di Messina dove ha vinto Cateno De Luca, l’effervescente (per usare un eufemismo) leader del movimento Sicilia Vera, deputato regionale eletto con il centrodestra ma passato al misto e all’opposizione quasi subito. De Luca, che adesso si dimetterà da parlamentare regionale, è molto conosciuto, oltre che per le sue vicissitudini giudiziarie e per le diverse inchieste in cui è coinvolto, anche per le sue iniziative clamorose, tanto da essere soprannominato “Scateno”: la più originale risale al 2006, quando si presentò in sala stampa all’Ars seminudo, avvolto solo nella bandiera della Sicilia e con in mano la bibbia e un pinocchio per protestare contro il presidente Gianfranco Micciché. Il suo è un colpo politico di non poco conto: ha praticamente umiliato il candidato del centrodestra Dino Bramanti: De Luca ha avuto 47.835 voti (il 65,28%), più del doppio rispetto ai 22 mila del primo turno mentre Bramanti ottiene 25.442 voti, il 34,72% dei consensi.

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De Luca, il cui movimento non ha ottenuto alcun seggio in consiglio comunale, ha rimarcato la volontà «di essere il sindaco di tutti e di trovare un’ampia sinergia con il consiglio comunale per il bene della città nel tentativo di far rinascere Messina. Iniziare una rivoluzione - ha aggiunto - può essere facile, il difficile è portarla avanti. Ed è quello che noi ci impegneremo a fare». Per Messina dopo l’epoca di Renato Accorinti, il sindaco pacifista che si presentava alle cerimonie ufficiali in sandali e indossando la t-shirt con la scritta “Free Tibet”, si inaugura così ufficialmente l'era di “Scateno” De Luca.

Interessante, in questa tornata elettorale, anche il risultato di Ragusa. Amministrato per cinque anni dal Movimento Cinque Stelle con Federico Piccitto, il capoluogo ibleo ha scelto di cambiare: ha vinto Peppe Cassì, ex capitano della Virtus, mitica squadra di basket, oggi avvocato, ha ottenuto un risultato netto: Cassì, sostenuto da liste civiche e da FdI, con il 53% dei voti ha staccato di circa sette punti Antonio Tringali del M5s. E Giancarlo Cancelleri, portavoce siciliano dei Cinquestelle ammette la sconfitta: «Di fronte alla volontà popolare tanto di cappello e auguri al nuovo sindaco di Ragusa Peppe Cassì. Io ci metto la faccia nella sconfitta e consolando Antonio gli ho detto che sono abituato ad arrivare secondo, quindi è in buona compagnia. Ora ci tocca la responsabilità di portare in consiglio le istanze dei cittadini che ci hanno votato». Il Movimento Cinque Stelle, comunque, si “consola” con la conquista di Acireale dove ha vinto Stefano Alì (56%) che ha battuto il cugino Michele Di Re, candidato del centrodestra che al primo turno era in vantaggio di 15 punti.

Più articolata la situazione a Siracusa dove ha vinto Francesco Italia, già vicesindaco di Giancarlo Garozzo del Pd, che è riuscito a far dimenticare agli elettori la sua presenza nella precedente amministrazione e ha battuto il candidato del centrodestra, l’ex assessore regionale Paolo Ezechia Reale. Imprenditore, sostenuto al ballottaggio da tutte le forze di centrosinistra, è stato eletto con 18.210 voti, pari al 52,99% dei votanti contro i 16.153 voti del suo avversario, Ezechia Paolo Reale, sostenuto da una coalizione di centrodestra ad eccezione della Lega. Reale ha già preannunciato ricorso per numerose e gravi omissioni relative ai dati del primo turno. Italia, dopo essere riuscito a superare al primo turno il candidato del Movimento 5 Stelle e soprattutto il candidato ufficiale del Pd, al ballottaggio ha raccolto ben tre dei suoi avversari: in giunta ha chiamato l’avvocato Giovanni Randazzo, che sarà anche vice sindaco, che al primo turno aveva ottenuto poco il 6,8 per cento, Fabio Moschella, candidato Pd, che al primo turno aveva ottenuto il 13,1% e infine Fabio Granata, fondatore di #diventeràbellissima con il governatore Nello Musumeci, che a primo turno si era fermato poco al 5,8 per cento. Italia non avrà la maggioranza in consiglio comunale.

A Partinico nel palermitano vince il candidato del centrodestra Maurizio De Luca (65,04%) contro l’ex deputato regionale Mpa Pietro Rao (34,97%). Ad Adrano (Catania) netta vittoria di Angelo D'Agate (Liste civiche) col 63,61% contro il candidato del centrodestra Aldo Di Prima, esponente della Lega che qui era stato il partito più votato al primo turno e ora il candidato sindaco si è fermato al 36,39% dei voti. A Piazza Armerina (Enna) Nino Cammarata (Centrodestra) è sindaco col 54,41% contro Mauro Di Carlo (liste civiche) che si ferma al 45,59%. A Comiso (Ragusa) eletta Maria Rita Annunziata Schembari (centrodestra) che si impone su Filippo Spataro (Pd e liste civiche) per una manciata di voti: 50,21% contro il 49,79%.

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