La consultazione

In Svizzera primo referendum sul green pass: netta vittoria del sì

I favorevoli al certificato verde sono stati il 62% dei votanti contro il 38% di no

di Lino Terlizzi

In coda per votare a Friburgo, Svizzera (Ap)

3' di lettura

I cittadini svizzeri confermano con una maggioranza non enorme ma chiara il green pass anti coronavirus. Nel referendum su quello che nella Confederazione elvetica si chiama certificato Covid-19, i sì hanno vinto con una maggioranza del 62%. Gli oppositori, con il 38%, sono quindi rimasti molto lontani dalla soglia della vittoria.

Si è trattato di una verifica interessante certo per la Svizzera ma non soltanto, perché è chiaro che questa votazione popolare elvetica è anche un messaggio verso l'esterno, considerando le tensioni innescate in molti Paesi da quanti in vario modo si oppongono ai vaccini e/o ai green pass.

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Tra i cantoni che più si sono schierati per il sì al certificato Covid-19 ci sono l'italofono canton Ticino e il canton Zurigo capitale economica elvetica di lingua tedesca, il primo con il 65% circa e il secondo con il 66%; a Basilea campagna e città hanno vinto i sì rispettivamente con il 65% e il 70%. Gli unici due cantoni in cui ha vinto il no sono Svitto e Appenzello Interno, entrambi di piccole dimensioni e di lingua tedesca. Sul versante dell'area di lingua francese, il canton Ginevra ha registrato la vittoria dei sì con un percentuale del 62%. Nel complesso c'è stata tra gli svizzeri una prevalenza netta del sì al green pass, sulla base di una consapevolezza della lotta al virus e sull'onda anche di timori su nuove ondate del virus.

La legge su cui si è votato prevede tra l’altro, oltre al green pass, anche i piani anti pandemia di sostegno all'economia e questo può aver pure contribuito alla vittoria abbastanza chiara dei sì. Dopo aver varato la prima legge anti Covid (approvata con il 60% in votazione popolare) il Governo e il Parlamento svizzeri hanno inasprito le misure di prevenzione anti coronavirus e hanno modificato la legge, creando le basi per il certificato Covid-19, che documenta l'avvenuta vaccinazione, o la guarigione dalla malattia, o il risultato negativo di un test.

Il certificato è in sostanza una versione elvetica del green pass, è riconosciuto a livello internazionale ed è necessario in Svizzera per andare in luoghi pubblici come ristoranti, palestre, cinema, e partecipare a eventi di ampie dimensioni. Quasi tutti i partiti elvetici hanno appoggiato il sì in questo referendum sull'inasprimento della legge Covid, hanno fatto eccezione l'Udc (destra nazionalista, partito di peso in Parlamento) e alcune piccole formazioni politiche.

Gli oppositori hanno affermato che gli inasprimenti alla legge Covid portano comunque ad un obbligo di vaccinazione indiretto per tutti, che non vogliono; la legge così aggiornata, inoltre, secondo loro aumenta la frattura in Svizzera tra chi appoggia le misure anti virus e chi non le appoggia, introduce una sorveglianza digitale di massa, amplia in modo eccessivo i poteri del Governo. Tutte accuse respinte al mittente dalla maggioranza del Governo e del Parlamento, che hanno riaffermato la validità e la necessità delle misure anti virus, sia sul piano sanitario che su quello economico. Con l'appoggio, come si vede ora con l’esito della votazione, della maggioranza dei cittadini.

In Svizzera si è votato anche su un piano di potenziamento complessivo delle cure infermieristiche (ha avuto più del 60% di sì, nonostante l'opposizione di Governo e Parlamento) e su una proposta di designazione dei giudici federali basata su una procedura di sorteggio e non più di elezione da parte del Parlamento (bocciata con il 68%, Governo e Parlamento avevano richiesto il no). A Lugano, in Ticino, si è votato anche sul progetto di Polo Sportivo e degli Eventi sostenuto dal Comune, che è passato con oltre il 56% di sì, dopo un dibattito su costi e benefici che si era fatto acceso in questi ultimi mesi.

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