VERSO IL NATALE

In tempi di distanziamento sociale, occhi puntati sul centrotavola

Posizionato nel bel mezzo della tovaglia, tutto il resto – piatti, calici e commensali – gli ruota intorno. Ecco perché va scelto con cura.

di Elena Loewenthal

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Una tavola realizzata da Giorgia Fantin Borghi, esperta di bon ton e arte della tavola. Nell'apparecchiatura, dai toni contemporanei, l'effetto optical contrasta con dettagli color oro. Spiccano la tovaglia ricamata di piume di GALEOTTIPIUME, il tovagliolo in lino, JONATHAN ADLER e i piatti SAMBONET.

4' di lettura

La tavola: luogo intimo e quotidiano della casa. Ma anche luogo dell'incontro: con il cibo e con il nostro prossimo più vicino. Tavola è famiglia, è stare dentro la vita. È il rifugio più prezioso, in questi tempi di confinamento, di incertezza del futuro in cui tanto è negato dalla distanza. La tavola, quotidiana e festiva, quando la convivialità è contingentata diventa, purtroppo, il cuore più sfigurato della casa. È davvero triste non poterla condividere, ed è così bello quando ci si ritrova tutti intorno, tutti insieme, finalmente. E allora, pochi o tanti che si sia, è bello anche poter dare luce all'incontro con dei centrotavola capaci di mettere la tavola al centro, come è giusto che sia: della casa, degli occhi, del palato e del cuore. Filiformi ed eterei, morbidi di curve, geometrici, stilizzati o realistici, funzionali o decorativi, sono fiori di materia solida. Perché la tavola è davvero il cuore della casa, là dove ci si ritrova per condividere, per volersi bene. Per stare insieme. E quanto più vale per tutti noi ora, sapendo che possiamo perdere da un giorno all'altro questa condivisione della vita, questo polo magnetico della famiglia.

Il centrotavola Erika di Armani/Casa in metallo con finitura di ottone o in total black, nasconde il suo peso specifico con la struttura esile: è una foglia leggera che sta per posarsi sulla tavola. Sottili lamelle come quelle della felce, che racchiudono tutta l'essenza della pianta, perché ne portano sia il seme sia il frutto. In mezzo alla tavola di famiglia, è come se raccontasse ogni storia, quel susseguirsi delle generazioni che prendono e danno la vita. Disponibile nelle finiture ottone lucido e oro rosa, il centrotavola Florida Bowl di Nika Zupanc per Ghidini 1961 è anch'esso una foglia, stilizzata, brillante e inossidabile (il rivestimento pvd protegge dalla corrosione e dal cambiamento di colore per ben 25 anni!). È un ventaglio di luce che si lascia guardare da ogni direzione – e può fare anche da smagliante piatto di portata. Ci riporta di nuovo al mondo vegetale, ma anche all'astrazione di un oggetto creato dal nulla, con la fantasia. Potrebbe infatti venire da lassù, da altitudini stellari: estroso corpo celeste. Ma anche dagli abissi profondi dell'oceano, come una creatura adagiata sulla deserta superficie di sabbia che, indifferente alla densa gravità dell'acqua e della terra, pian piano affiora. Chissà...

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Come animate da un alito di brezza, le foglie caduche danno vita al centrotavola Kachnar di Mann Singh (classe 1977) per Driade, un cestino in ottone argentato: una lamina sottile, perlacea crea una conca in cui accogliere frutta e sogni, parole scambiate intorno alla tavola e altre taciute eppure comprese; perché a tavola, insieme, conta quello che ci si dice, ma anche, forse soprattutto, ciò che non c'è bisogno di dire, e quel che val meglio tacere. La raffinata tessitura di questo oggetto pare fatta apposta per mettere al centro dell'incontro conviviale tutto questo, parole, silenzi, intimità, condivisione, e tanto altro. Altri ingressi della natura dentro casa. Il Ginkgo Biloba, albero esotico eppure ormai familiare, nei nostri giardini urbani: nessuna pianta si sbizzarrisce così nelle sfumature del foliage. Uno spettacolo che si rinnova ogni anno, mai eguale a se stesso, con un'esuberanza ostinata, polifonico canto del cigno. Con la collezione Butterfly Ginkgo, Michael Aram ha voluto tradurre in prodotto la sua passione per questi alberi, in particolare il Ginkgo Biloba o Butterfly Ginkgo, con l'inconfondibile doppia foglia che ricorda le ali di una farfalla. Il centrotavola, in acciaio inossidabile e ottone, è interamente realizzato a mano, come tutte le opere di questo artista/artigiano che esprime la sua passione per il mondo delle piante, dei fiori, delle foglie e dei frutti in una sorprendente varietà di espressioni. Il bello, del resto, è imitazione del reale.

E quale occasione migliore per contemplare, anzi immergersi nel bello della realtà, se non la tavola conviviale: il luogo dove siamo noi stessi più che mai, e che tanto ci manca quando diventa solitudine, distanza, divieto. Anche la ciotola Bone Extra Large Ottone di Tom Dixon, realizzata a mano in India, in ottone con finitura opaca, è una filigrana preziosa che incastona lo spazio vuoto creando un magico gioco di luce e ombra, presenza e assenza. La sua struttura ispira anche un'idea di forza: proprio come suggerisce il nome, è infatti resistente come le ossa, materia animale capace di sfidare il tempo più di ogni altra parte del nostro corpo. Scultorea e grafica, questa ciotola può essere esposta anche “in purezza”, come una scultura da tavola. Luogo della condivisione, del cibo così come degli affetti, quando è lontana la tavola diventa dolore di nostalgia: abbiamo purtroppo imparato quanto ci manca, se la compresenza e la vicinanza sono precluse.

Interamente in argento Christofle, il centrotavola Vertigo – parte dell'omonima serie firmata da Andrée Putman – è un piatto circolare sorretto da tre anelli volutamente irregolari, che danno una personalità inconfondibile all'oggetto. Un cuore pulsante, al centro della tavola: quasi un organo che vive di bocconi, scambi, equilibri. Ma Vertigo non è soltanto questo: ha un'eleganza classica che è come una reminiscenza di un particolare, ma inconfondibile, di anfora greca. Il centrotavola Fiocco di Marzio Cecchi per Braganti è invece la sorpresa che non ti aspetti, il pacco scartocciato sotto gli occhi di adulti e bambini, al centro dell'attenzione: cattura la luce e la restituisce in miriadi di rifrazioni argentate, è esso stesso il regalo più desiderato. Lavorare l'argento con metodi classici, coniugando manualità, creatività e qualità come nella migliore tradizione fiorentina è la missione di Braganti, che tutta si esprime in questo oggetto così semplice e così ricco. Di luce, di gioia, di bellezza.

Perché anche la luce è un elemento essenziale della tavola. Come il cibo che mangiamo. Tratto dall'omonima serie realizzata dalla designer inglese Bethan Laura Wood per Nilufar, il centrotavola Temple è composto da due lampade a olio stilizzate, in ottone, acciaio inossidabile e vetro Pyrex. La luce che regalano è tanto reale quanto immaginifica illusione ottica, una doppiezza che si esprime anche nel contrasto fra un oggetto così antico, primordiale, e il tratto futurista che qui lo disegna, gioiosa celebrazione della civiltà delle macchine. Cuore dello stare insieme, del guardarsi negli occhi, del condividere tempo e sapori, la tavola è il nostro centro, rifugio e richiamo che non tradisce mai. Tanto più adesso.

I centrotavola per le feste

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