EMERGENZA SANITARIA

In Toscana le aziende sono pronte a vaccinare dipendenti e collaboratori

Le sedi che si trovano nella regione di marchi come Ferragamo, Gucci e Prada hanno ampi spazi che si prestano o sono già stati attrezzati - In Umbria c’è Cucinelli, in Veneto Ovs

di Silvia Pieraccini

4' di lettura

In prima fila, pronte a vaccinare dipendenti e collaboratori: le aziende della moda che hanno quartier generale e stabilimenti produttivi in Toscana – a partire da Gucci, Prada e Ferragamo, ma anche tante piccole e medie imprese – non se lo sono fatto ripetere due volte, e hanno subito messo a disposizione spazi e medici competenti per vaccinare i propri lavoratori (e eventualmente i loro familiari) se e quando la campagna nazionale lo prevederà.

L’iniziativa di Confindustria

Gran parte di loro ha risposto al questionario promosso a livello nazionale da Confindustria – che ha già selezionato settemila aziende italiane di tutti i settori e di tutte le dimensioni, associate e non associate, pronte a partire – mentre altri hanno scritto direttamente al commissario straordinario. L’obiettivo è lo stesso: prepararsi a vaccinare “in casa” per accelerare la campagna di massa. Si tratterebbe di un modo per aiutare il Paese e anche per tutelare la salute e la sicurezza dei propri dipendenti, visto che tanti, anche in tempo di Covid, sono chiamati a viaggiare per presentare le collezioni, sviluppare la distribuzione e partecipare a fiere.

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Locali adatti già pronti

Peraltro molte aziende del settore sono già attrezzate con ambulatori e locali aziendali.Tra coloro che aspettano solo il via libera governativo per partire con le vaccinazioni c’è il Gruppo Prada. «Abbiamo dato la massima disponibilità ad assumere un ruolo attivo per tutelare la salute dei lavoratori», spiega al Sole 24 Ore il ceo Patrizio Bertelli, sottolineando di aver messo a disposizione tutte le sedi sul territorio italiano (solo gli stabilimenti produttivi sono 20). «I nostri spazi sono già allestiti da mesi per eseguire i tamponi rapidi con la presenza di personale medico e infermieristico – aggiunge Bertelli - anche per garantire eventuali interventi di emergenza. I nostri medici competenti sono già allertati e siamo pronti a partire non appena sarà possibile» (nelle foto in alto, due spazi Prada in Toscana).

Prada pronto a estendere il progetto a Milano

Sulla base dei collaboratori di Prada che, dall’inizio della pandemia, hanno eseguito in azienda i test sierologici e i tamponi, Bertelli stima «un bacino potenziale di riferimento di oltre 3.000 persone solo in Toscana e di almeno 1.000 a Milano: numeri rilevanti che potrebbero essere il nostro contributo per alleggerire il carico del sistema sanitario nei prossimi mesi».

I grandi gruppi francesi Kering e Lvmh

Sono pronti a partire con le vaccinazioni in azienda anche Gucci e tutti i marchi del gruppo francese Kering cui appartiene: da Yves Saint Laurent a Balenciaga, da Richard Ginori agli uffici di Kering Italia. Solo Gucci in Toscana conta 3.500 lavoratori, che sfiorano quota 5.000 con tutti gli altri marchi del gruppo. Anche l’altro gruppo francese del lusso fortemente presente in Italia e in Toscana, Lvmh, ha dato la disponibilità a vaccinare i lavoratori di alcuni marchi: Loro Piana (nelle sedi produttive di Impruneta-Firenze, Mede-Pavia, Quarona, Ghemme e Roccapietra in Piemonte, oltre all’ufficio training a Milano); Fendi (in tutte le sedi di Roma, Firenze e Milano); Louis Vuitton (nella manifattura di calzature di Fiesso d’Artico-Venezia); Thelios (nella manifattura di Longarone-Belluno).

Ferragamo, da Firenze a Milano

Pronto è anche il gruppo Ferragamo, che ha messo a disposizione locali aziendali a Firenze e a Milano per vaccinare circa 1.000 dipendenti, di cui 800 nel quartier generale fiorentino dell’Osmannoro.

Il ruolo e la disponibilità delle Pmi

Ma oltre alle grandi aziende scaldano i motori anche i piccoli, come il lanificio pratese Marini Industrie che conta 35 dipendenti: tutti pronti e disponibili per contribuire alla campagna vaccinale e alla salute e sicurezza dei dipendenti.

Il progetto di Cucinelli in Umbria

In Umbria, dove l’azienda è nata oltre 40 anni fa, Brunello Cucinelli, insieme alla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli e con il supporto di Regione Umbria e Usl Umbria 1, ha messo a disposizione il Parco della Bellezza di Solomeo (Perugia) per l’allestimento di un punto vaccinale territoriale con due differenti linee dedicate alla somministrazione. L’azienda e la Fondazione di famiglia garantiranno gli emolumenti per il personale impegnato in questa operazione che al momento sarà composto da sedici unità. La struttura a regime dovrebbe somministrare circa 1.200 dosi settimanali a tutti i cittadini, e non solo ai dipendenti dell’azienda. «Abbiamo accolto con grande emozione le parole con le quali Mario Draghi ha esortato le attività pubbliche e private a sostenere questo momento di speranza con la realizzazione di centri temporanei per la vaccinazione anti Covid», ha spiegato Brunello Cucinelli.

Tutto pronto anche da Ovs in Veneto

Ovs ha aderito al Protocollo d’intesa sottoscritto dalla Regione Veneto e dalle associazioni di categoria regionali, nel rispetto delle previsioni del Piano strategico nazionale di vaccinazione e ha messo a disposizione il proprio personale medico e ambulatorio aziendale presso la sede di Mestre per la vaccinazione dei dipendenti in Veneto. L’azienda ha confermato alla Regione Veneto la disponibilità ad allestire, nel parcheggio presso la sede di Mestre, una struttura idonea alla somministrazione di vaccini ai familiari dei dipendenti e ai cittadini in base alle disposizioni attuative approvate. Ovs si è inoltre associata all’iniziativa di Federdistribuzione impegnandosi ad estendere la campagna vaccinale a tutti i dipendenti dei negozi presenti sul territorio italiano, secondo le modalità e i tempi previsti dai protocolli che saranno sottoscritti.

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