Agroalimentare

In Toscana l’emergenza cinghiali si trasforma in un aiuto al Banco alimentare

Grazie ai fondi della Regione e alle donazioni dei cacciatori, il contrasto alla fauna selvatica diventa uno strumento per aiutare chi è in difficoltà

di Micaela Cappellini

(Kris - stock.adobe.com)

2' di lettura

Far fronte all’emergenza animali selvatici da un lato, dall’altro aiutare chi è in difficoltà. Nasce con questo duplice obiettivo il progetto della Regione Toscana, per consegnare al Banco alimentare la carne di selvaggina donata dai cacciatori senesi. La lavorazione dei primi capi e il relativo confezionamento sono stati effettuati dal Centro di lavorazione selvaggina (Cls) Sant' Uberto di Bologna, uno dei 5 Cls, che ha aderito agli avvisi pubblicati dalle tre Asl toscane lo scorso mese di maggio.Il meccanismo è semplice: i cacciatori consegnano capi di selvaggina agli Atc, che li forniscono ai Centri di lavorazione selvaggina, i quali a loro volta li consegnano sottovuoto al Banco alimentare, per essere distribuiti alle mense e ai mercati delle associazioni di solidarietà per i soggetti in difficoltà. Le Asl rimborsano con fondi regionali i costi sostenuti dei Centri di lavorazione selvaggina e garantiscono il rispetto degli standard di sicurezza alimentare.

In quarant'anni, i cinghiali selvatici in Italia sono passati da 50mila a 2 milioni. Ogni anno causano 10mila incidenti stradali e provocano danni all’agricoltura per 60 milioni di euro. Negli ultimi mesi, però, per far fronte a questa emergenza, sono nati dei progetti innovativi. Il primo porta la firma della Regione Basilicata, che all’inizio di quest’anno ha dato vita alla filiera del cinghiale lucano: i cacciatori sportivi e i controllori della fauna selvatica forniscono le carcasse, un’azienda Picerno - la Fmf Carni - le macella, poi distribuisce all'ingrosso la polpa fresca e le salsicce stagionate, che presto potrebbero fregiarsi del marchio “cinghiale lucano”.

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La Regione Toscana, invece, ha pensato a una soluzione no profit: «L'impiego socialmente utile delle carni dei cinghiali abbattuti - sostiene la vicepresidente della Regione e assessora all'Agroalimentare, Stefania Saccardi - ci dà la possibilità di far fronte in parte all'emergenza ungulati e al tempo stesso di distribuire alle persone in difficoltà alimentare, un prodotto ad alto valore nutrizionale come la carne che fornisce proteine nobili». Non si tratta di una iniziativa di beneficienza una tantum, ma di una esperienza strutturata e istituzionalizzata, del tutto sovrapponibile a quella delle filiere agroalimentari di prodotti di qualità. «Siamo particolarmente contenti ed emozionati, perché oggi diamo inizio a un progetto che in modo concreto coinvolge più soggetti, che testimoniano la grande sensibilità della Toscana per il bene comune e verso chi ha bisogno di aiuto - ha detto il presidente del Banco alimentare toscano, Leonardo Berti - è un progetto dove ciascuno, facendo la propria parte, contribuisce a fare la differenza nella vita delle persone in difficoltà».

L’iniziativa è stata progettata e finanziata dalla Regione Toscana con la delibera di Giunta 1147 del 2020. Alla prima consegna della selvaggina hanno partecipato, fra gli altri, i Lions toscani, i cui club hanno finanziato il surgelamento delle carni.


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