PROFESSIONISTI DIGITALI

In tre mosse i commercialisti possono dimenticare la carta

Con il Covid accelerata la dematerializzazione. Per i consulenti fiscali gli step di crescita tecnologica puntano su piattaforme bidirezionali, firme avanzate e siti con servizi extra ad alto valore aggiunto

di Valeria Uva

default onloading pic
(Adobe Stock)

Con il Covid accelerata la dematerializzazione. Per i consulenti fiscali gli step di crescita tecnologica puntano su piattaforme bidirezionali, firme avanzate e siti con servizi extra ad alto valore aggiunto


3' di lettura

«Il Covid? Per noi commercialisti e per i nostri clienti è stato un vero e proprio schiaffo digitale che ci ha dato in 2-3 mesi una consapevolezza tecnologica che avremmo maturato in anni». Robert Braga, commercialista «tech» della prima ora, presidente dell’associazione Prodigitale, dopo i mesi tumultuosi del lockdown invita tutti i colleghi a fare tesoro di questa esperienza per standardizzare i processi e incanalare il dialogo con i clienti su nuovi binari.

Il punto non è solo il gestionale di studio: professionisti ed esperti concentrano l’attenzione sulla comunicazione. Sia interna, con i colleghi, che esterna con clienti acquisiti e potenziali . «È ora di togliere la carta dai nostri studi - sintetizza Maurizio Grosso, consigliere Cndcec con delega all’innovazione. Per farlo occorre una strategia in tre step, in crescendo

La dote tecnologica

Al primo punto dell’agenda digitale del commercialista c’è una piattaforma per la comunicazione bidirezionale tra studio e clienti. «Serve a tracciare i passaggi - precisa Braga - così ad esempio una volta inviato un F24 il professionista non deve più accertarsi di persona se è stato scaricato o no, ma attenzione a categorizzare il sistema, altrimenti ci si può perdere». Dopo le fatture, è ora di passare online, tutti gli altri documenti (dai registri agli estratti conto). Ma soprattutto «la comunicazione deve passare attraverso un unico canale» riassume ancora Braga, che parla di «stress indotto pre e post Covid per quei commercialisti costretti a inseguire i documenti che i clienti inviano una volta per mail, una per whatsapp, oppure consegnano a mano». Il livello successivo è quello della firma elettronica avanzata per consentire, anche in questo caso, lo scambio di documenti professionista-cliente solo online, attraverso workflow approvativi.«In realtà oltre alla firma avanzata per dematerializzare davvero lo studio occorre anche un sistema di archiviazione ottica adeguata che renda facile le ricerche» aggiunge Grosso.

Come trasformare il sito

Il passaggio successivo è quello, più sofisticato, pensato per gli studi che puntano a fornire una consulenza ad alto valore aggiunto. In questo caso si può investire su un sito non vetrina che possa fungere da vera e propria home page per gli stessi clienti e che offra loro «servizi extra quali l’incasso fatture, agevolare il pagamento con i fornitori e monitorare in tempo reale i flussi di cassa» precisa Braga. Lui, dopo il Covid, è andato anche oltre e dal sito del suo studio (Swing), ha inaugurato da poco #digitalrestart, un servizio di consulenza solo online su tematiche non solo fiscali, mettendo insieme competenze a 360 gradi da prenotare per un videoconsulto.

Ma gli strumenti più complessi possono non essere alla portata di tutte le tasche. «L’ostacolo più grande che intravedo - aggiunge Grosso - non è quello delle risorse che pure possono avere un peso in questo periodo, quanto quello culturale. Basti pensare ad esempio alla formazione necessaria per digitalizzare tutti i collaboratori». Anche per realizzare importanti sinergie sui processi di digitalizzazione il Consiglio nazionale dei commercialisti ha suggerito nello studio su «Il processo di aggregazione e la digitalizzazione negli studi professionali» la strada maestra della rete per le realtà minori.

La comunicazione interna

Ma per chi invece è già cresciuto proprio acquisendo e aggregando studi sul territorio, il nervo lasciato scoperto dal Covid è quello della comunicazione interna, che vada oltre le riunioni su Skype o Teams. «Dal 2019 a oggi siamo passati da 4 a sei sedi sul territorio e altre due sono in arrivo - osserva Mauro Puppo, ad di Nexta, holding specializzata nella consulenza Tax&Legal per le Pmi - inevitabile la necessità di trovare un luogo virtuale nel quale conoscerci, aggiornarci ma anche sviluppare aree di business». Nexta sta quindi lavorando a un gestionale evoluto tagliato su misura, che abbia la «facilità d’uso di un social network». «Il primo servizio a partire sarà la banca dati dei nostri profili - continua Puppo - in modo che chi, tra i colleghi, ha bisogno di una competenza specifica può subito trovarla». Sulla piattaforma sarà possibile condividere informazioni, pareri , circolari interne e webinar. E consultare tutte le pratiche dematerializzate. Con l’obiettivo, non proprio ultimo, di sviluppare il business attraverso maggiori sinergie.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti