Quaranta anni fa

In troppi volevano morto Mino Pecorelli, maschera tragica degli anni di piombo

di Andrea Di Consoli


default onloading pic
Mino Pecorelli (Fotogramma)

4' di lettura


La sera del 20 marzo del 1979, a Roma, in via Orazio, viene assassinato Mino Pecorelli (1928-1979). Chi è costui? Pecorelli è uno dei grandi protagonisti tragici degli anni di piombo, una delle maschere più enigmatiche dei grovigli politico-criminali degli anni '70.

Pecorelli aveva fondato nel 1968 un'agenzia giornalistica denominata “OP – Osservatore Politico”; un'agenzia che forniva documenti, notizie, “soffiate” e dossier riservati alla classe imprenditoriale, politica e finanziari italiana. Le notizie di “OP” erano molto attese, perché svelavano retroscena scottanti sul mondo del potere; ma erano anche temute, perché accusavano direttamente – con nomi, cognomi e documenti riservati – i principali protagonisti della politica e dell'economia. Nel marzo del 1978 “OP” divenne un periodico regolarmente venduto in edicola, e questo rese ancora più “pericolose” le inchieste e le rivelazioni di Pecorelli, che riusciva ad avere informazioni di prima mano da fonti ben informate come il Sifar, il Sid, il Sismi e il Sisde.

Insomma, questo giornalista di origini molisane faceva un giornalismo molto aggressivo e, pur di avere notizie clamorose, era disposto a parlare con persone provenienti da qualsiasi ambiente, anche il più abietto. Eppure, nonostante sia stato ucciso a causa del suo lavoro, nessuno pensa a Pecorelli come a una vittima della libertà di stampa. E questo pone subito un primo interrogativo: come mai Mino Pecorelli non è mai stato amato da chi fa giornalismo e non viene mai citato come esempio positivo da chi insegna questo mestiere?

Mino Pecorelli era animato, da quel che sappiamo, da un generico e feroce giustizialismo anti-casta. Il suo obiettivo era combattere la corruzione del potere italiano, principalmente quello democristiano; e, pur di smascherare “il marciume” di questo mondo, si esponeva a rischi di ogni sorta, conducendo una battaglia solitaria e ostinata che non ha eguali nel giornalismo italiano. Tuttavia nessuno, tra i tanti moralizzatori italiani di quegli anni e degli anni recenti, ha mai percepito Pecorelli come un punto di riferimento. Come mai?

Iniziamo subito con il dire una cosa: Pecorelli non era un ricattatore. Di fatto è morto povero. Certo, da quando aveva portato “OP” in edicola era indebitato e sempre in cerca di soldi per finanziare il suo giornale, ma tutto era fuorché un ricattatore. I suoi articoli non avevano l'obiettivo di procurargli un guadagno economico, anche perché di solito gli articoli ricattatori non vengono pubblicati, dopo che si è ricevuta la somma richiesta. Invece gli articoli di Pecorelli uscivano. E, quando uscivano, facevano male.

    All'indomani dell'assassinio di Pecorelli fu dunque naturale andare a cercare nelle inchieste di “OP” le ragioni del delitto. Chi era stato colpito dai suoi articoli al punto di farlo uccidere?

    Tra le inchieste più esplosive di “OP” ci furono quelle legate all'Italpetroli, allo scandalo Lockheed, alla massoneria in Vaticano, al caso Moro. Ma la più brutale di tutte fu quella sull'Italcasse che, secondo “OP”, aveva finanziato pesantemente la corrente, non solo politica ma anche imprenditoriale, di Giulio Andreotti. Durante una cena, Franco Evangelisti, principale esponente della corrente andreottiana, provò a convincere Pecorelli ad accettare un assegno di 30milioni di lire affinché non pubblicasse uno scoop su certi assegni che Andreotti aveva versato a Nino Rovelli e a Mario Giannettini. Ma Pecorelli fu irremovibile, e la “battaglia” contro Andreotti proseguì senza pietà, ma con non pochi colpi di scena, finché non fu interrotta dall'omicidio di via Orazio.

    Nel 1992 Tommaso Buscetta fece una dichiarazione clamorosa: in base a ciò che sapeva, l'omicidio di Pecorelli era stato realizzato da Tano Badalamenti su diretta richiesta di Giulio Andreotti, che avrebbe espresso tale volontà ai fratelli Salvo. Per anni Andreotti fu processato per il delitto Pecorelli, ma alla fine uscì assolto. Tutti gli indiziati e i processati del delitto Pecorelli sono stati o assolti o archiviati, da Massimo Carminati a Licio Gelli, con il quale Pecorelli ebbe stretti rapporti (era iscritto alla P2) e con il quale, negli ultimi mesi, i rapporti si erano raffreddati. Nessun colpevole, dunque, e buio totale sui mandanti e sugli esecutori.

    Leggendo il libro-inchiesta di Roberto Fagiolo, Chi ha ammazzato Pecorelli. Ombre, sospetti e interrogativi su uno dei grandi misteri della Repubblica (Nutrimenti, 220 pagg., 16,00 euro), si rimane storditi dalla quantità di nomi legati ai servizi segreti, alla massoneria, alla mafia, alla banda della Magliana, alla politica, alla finanza, al neofascismo, al mondo economico, alla magistratura e alle forze dell'ordine che emergono sul delitto Pecorelli. Una folla sterminata di esponenti di primo piano e di personaggi oscuri che, in un modo o nell'altro, hanno avuto come obiettivo quello di “tappare la bocca” al direttore di “OP”.

    Eppure la domanda ritorna: come mai Pecorelli non è un eroe positivo del giornalismo italiano? Come mai quando si parla di lui si ha sempre un atteggiamento sospettoso o liquidatorio? Una risposta potrebbe essere questa: perché pur di avere notizie era disposto a tutto, a frequentare qualsiasi ambiente, a dare retta a chiunque. E, forse, perché Pecorelli non ha mai chiarito a se stesso e agli altri le vere ragioni del proprio impeto giustizialista, i veri motivi – ideali, ideologici e psicologici – di un brutale accanimento anti-casta. Odiato e temuto dai potenti e snobbato dai giornalisti – che spesso si abbeveravano alle sue fonti, ma senza dichiararlo, quasi per vergogna – Mino Pecorelli, a quarant'anni dalla morte, è ancora una figura oscura degli anni di piombo, uno “impelagato” in vicende troppo poco chiare per permettere una revisione laica della sua vicenda umana e professionale.

    Loading...

    Newsletter

    Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

    Iscriviti
    Loading...