PREVISIONI NEGATIVE

In Valle d'Aosta stagione estiva a rischio per le case vacanza

L'indice medio di occupazione delle strutture (oltre un centinaio, per un totale di circa mille posti letto) a giugno è vicino allo zero, ma si spera in una ripresa a luglio e agosto dove si stima un 45%

di Gianni Rusconi

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Aosta Alp Apartments

L'indice medio di occupazione delle strutture (oltre un centinaio, per un totale di circa mille posti letto) a giugno è vicino allo zero, ma si spera in una ripresa a luglio e agosto dove si stima un 45%


3' di lettura

Una piccola indagine, realizzata una decina di giorni fa su un campione di strutture extralberghiere, per capire lo status delle prenotazioni e delle richieste di alloggio per questa estate in Valle d'Aosta. Chi ha condotto questa ricerca, e cioè Patrick Therisod, rappresentante regionale delle Cav (Case e appartamenti adibite in modo non occasionale alle vacanze) e amministratore unico di Alp Apartments, delinea uno scenario ben preciso, e decisamente poco brillante: l'ipotesi di riempire i posti letto disponibili, almeno per il momento, è lontanissima dall'avverarsi. Anche Aosta, il capoluogo, che negli ultimi anni è molto cresciuta sotto il profilo dell'attrattività turistica, non lascia intravedere segnali di ripresa, con molti esercizi cittadini (fra ristoranti ed alberghi) nella maggior parte dei casi ancora chiusi in attesa di riaprire, forse, da metà giugno in poi.


Indice di occupazione vicino allo zero a giugno

Per quanto riguarda le case in affitto, “il problema della scarsa domanda – spiega Therisod al Sole24ore.com - sembra essere oggi riconducibile alle incertezze legate alle aperture delle frontiere nazionali e regionali. Nonostante il via libera agli spostamenti, molte limitazioni permangono ed è sentore di tutti che questa situazione di stallo prolungata abbia compromesso definitivamente il mese di giugno, come è giù avvenuto per marzo, aprile e maggio”. I dati raccolti parlano chiaro. L'indice medio di occupazione attuale delle strutture Cav valdostane (oltre un centinaio, per un totale di circa mille posti letto) per questo mese è vicino allo zero e pesano in tal senso le cancellazioni delle prenotazioni degli ultimi giorni, in molti casi favorite dal rimborso dell'acconto versato. Per salvare il resto della stagione, a detta degli intervistati, serve maggiore chiarezza a livello di comunicazione: per luglio si prevedono al momento presenze fra il 20% e il 30%, ad agosto si sale al 45% mentre per settembre l'indice di occupazione stimato riscende intorno al 10%.


La questione prezzi

La situazione leggermente più positiva nelle vallate rispetto all'area cittadina di Aosta, che riflette il maggiore interesse verso luoghi a bassa urbanizzazione, non sembra in grado di riparare a un danno ritenuto “evidente, ma per cui è troppo presto per misurarne le reali dimensioni”. Fra limitazioni all'hospitality e variabili non calcolabili, la percezione degli addetti ai lavori è infatti di un probabile dimezzamento delle presenze e di un quasi certo dimezzamento del fatturato. “Al previsto calo del 50% - interviene Therisod – concorrono vari fattori, e fra questi il fatto che due delle Regioni più a rischio, Lombardia e Piemonte, sono i bacini di utenza più importanti per la Valle D'Aosta, così come lo sono i turisti svizzeri e francesi”.


L'idea di abbassare i prezzi degli alloggi per dare impulso a una domanda che difficilmente sarà sostenuta dalle presenze straniere, se le limitazioni rimarranno consistenti, non è però al momento contemplata. Tutti, secondo il sondaggio, hanno per ora mantenuto la medesima strategia tariffaria ritenendo questo parametro poco influente. “Oggi – sottolinea invece il responsabile delle Cav - non c'è nessuna convenienza a inserire tariffe non rimborsabili e c'è invece un problema di reattività a una situazione molto complessa: a mio avviso, solo chi saprà leggere il mercato e trovare le giuste leve per riprendere l'attività potrà sopravvivere alla crisi. Case e appartamenti andranno sicuramente meglio degli alberghi, ma a condizione che sappiano dimostrare al cliente un livello di ospitalità e di reputation adeguato, soprattutto sul fronte della pulizia e della sicurezza. Credo che gli appartamenti non gestiti in modo imprenditoriale avranno difficoltà, ed è questa la differenza fra chi fa impresa e chi fa attività amatoriale”.



Una strategia mirata per questo periodo

Self check-in senza incontrare l'host e automazione dei sistemi di accesso agli appartamenti, flessibilità dell'offerta e libertà di cancellazione della prenotazione fino al giorno prima, rispetto dei protocolli anti Covid-19 e soprattutto applicazione di modelli di revenue management con interventi mirati di differenziazione delle tariffe per intercettare una nuova domanda di mercato. Le misure per cavalcare la ripresa ci sono e sarebbe auspicabile, secondo Therisod, che ogni struttura possa adeguarsi a questa situazione per uscire dal tunnel del Coronavirus. “Le Cav – conclude - potranno beneficiare degli aiuti statali, ma subiranno anche l'onda d'urto della crisi. Le case vacanze organizzate fanno ospitalità, le seconde case no e sicuramente si riempiranno, mentre le prime chissà...”.

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