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In Veneto e Friuli prevale la prudenza: Calligaris e Magis contano sul Salone per dare slancio al secondo semestre

di Barbara Ganz

2' di lettura

Due fattori hanno spinto la domanda dal 2021 a oggi, ma entrambi non potranno durare per sempre: una nuova attenzione per la casa post Covid ha spinto la domanda un po’ in tutti i mercati, e quello italiano è stato anche supportato dagli incentivi come il bonus mobili. «Mi aspetto una normalizzazione del mercato nei prossimi mesi che dovrebbe restare positivo malgrado l’incertezza dovuta allo scenario macroeconomico - spiega Stefano Rosa Uliana , amministratore delegato di Calligaris Group, azienda con base a Manzano, Udine, 770 addetti e 230 milioni di fatturato -. Il Salone sarà una occasione importante, anche perché, a sorpresa, sul fronte estero, che per noi vale il 75% del fatturato, non si sono fermati nemmeno gli ordini dei nostri clienti storici in Ucraina». A Milano Calligaris presenta un tavolo che nasce da una sfida progettuale: si chiama Seashell e parte dall’utilizzo di un nuovo materiale per la base, il cemento, spesso legato all’idea di “pesantezza e solidità” sia fisica che visiva ma ora ripensato in modo da risultare leggero, ma allo stesso tempo resistente. Firmato da Gino Carollo, utilizza forme morbide e sinuose e trae ispirazione dalle forme organiche presenti in natura, in particolare da quella della conchiglia che, grazie a superfici caratterizzate da curve e nervature, genera una solidità strutturale nonostante il materiale incredibilmente fragile dal quale è composta. L’incertezza del contesto è un filo conduttore: «La filiera del legno arredo ha registrato in Italia un 2021 in forte ripresa, dopo il lockdown del 2020, e una tenuta almeno fino a marzo di quest’anno. I prezzi delle materie prime rimangono alti e purtroppo non accennano a diminuire. La guerra in Ucraina ha aggiunto ulteriore preoccupazione» segnala Barbara Minetto, direttore generale Magis, azienda di Torre di Mosto, Venezia, nata come realtà a conduzione familiare, grazie all’ingegno del visionario Eugenio Perazza, oggi player mondiale del design e laboratorio di progettazione per la casa, l’outdoor, l’ufficio e l’hospitality, 20 milioni di fatturato e 80% di export. Prosegue Minetto: «Difficile fare previsioni per il secondo semestre dell’anno, prevale la prudenza. Anche se la fiducia non manca. Nonostante il momento siamo tutti estremamente positivi riguardo al Salone del Mobile anche se la più parte degli operatori asiatici non potrà partecipare. Milano si appresta comunque a vivere una delle migliori edizioni degli ultimi anni».

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