la campagna di comunicazione

Inail: solo un milione di assicurati per infortuni casalinghi

L’obiettivo è sensibilizzare gli interessati e far crescere il numero degli iscritti, «magari del 25% in un anno», viene spiegato. La campagna partirà il 30 dicembre e andrà avanti fino al 31 gennaio del 2020

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2' di lettura

Contro gli infortuni che possono colpire casalinghe e casalinghi esiste una polizza «oggi molto simile a quella che vale per i lavoratori dell’industria,
dell’artigianato o dei servizi»; ma, su una platea potenziale che «può superare i sette milioni», gli iscritti si fermano «a un milione». Questa la situazione descritta dall’Inail alla presentazione del lancio della campagna di comunicazione contro gli incidenti che si verificano tra le mura domestiche.

Campagna al via il 30 dicembre
«Migliaia di episodi, anche mortali», viene sottolineato. Con immagini, spot video e radio l’Istituto punta sia a «fare prevenzione» - allertando sui rischi che si corrono quando si è alle prese con gas, corrente o prodotti chimici - sia «a far conoscere le prestazioni garantite dalla polizza». L’obiettivo è sensibilizzare gli interessati e far crescere il numero degli
iscritti, «magari del 25% in un anno», viene spiegato. La campagna partirà il 30 dicembre e andrà avanti fino al 31 gennaio del 2020, data di scadenza del premio (pari a 24 euro l'anno). La rendita mensile è proporzionata all'invalidità subita e arriva fino a 1.292,90 euro.

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Video anche sui social media
La mamma che bada ai fornelli tenendo il bebè con un braccio, la ragazza che sale su uno sgabello per pulire i vetri delle finestre, le mani di un uomo che sfiorano la lama appuntita di un coltello da cucina mentre si taglia
della verdura. Di questo raccontano gli spot dell'Inail sotto lo slogan «Mi prendo cura della mia casa ogni giorno. Inail si prende cura di me». E visto che i video circoleranno anche sui social media è stato messo a punto un hashtag: “#Perunavoltapensoame”.

L’informazione dei cittadini
In realtà l’assicurazione contro gli infortuni domestici è obbligatoria per legge da circa vent’anni ma «il nostro intento non è di farla percepire come una tassa, non vogliamo sanzionare chi non è iscritto visto che già si sta penalizzando, perché non versando il premio resta senza tutele. E in tanti ci vengono a chiedere il risarcimento solo dopo aver subito l'incidente»,
dice il direttore del rapporto assicurativo, Agatino Cariola. Ecco perché, prosegue, «si è sentita la necessità di informare i cittadini sulla possibilità di avere delle tutele aderendo alla polizza»

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