80 MILIONI DI BOTTIGLIE

Soave, inaugurata la cantina coop più grande d'Italia. Progetto da 80 milioni di bottiglie all’anno

Investimento totale di circa 90 milioni di euro con un risparmio energetico garantito da opere strutturali e dall'installazione di 437 pannelli fotovoltaici

di Giambattista Marchetto


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3' di lettura

Due anni di lavoro di modernizzazione e ampliamento, con un investimento totale di circa 90 milioni di euro, per rafforzare la capacità produttiva, automatizzare i processi logistici e soprattutto per portare la potenzialità di imbottigliamento da 30 a 80 milioni di bottiglie. È un intervento “imponente” quello realizzato da Cantina di Soave, che venerdì 20 settembre ha inaugurato la rinnovata sede in Viale della Vittoria alla presenza del governatore veneto Luca Zaia e del presidente di Fedagri Giorgio Mercuri.

Interventi “pensati”
Il progetto complessivo – uno degli investimenti più “pesanti” nel settore vinicolo dell'ultimo decennio – ha visto concludersi nel 2019 la totale riorganizzazione della struttura (su una superficie di oltre 11 ettari, di cui 35mila mq coperti) a partire dalla fase di conferimento delle uve fino all'imbottigliamento, allo stoccaggio, alla logistica, agli uffici.
Le opere realizzate e i sistemi installati hanno infatti come output un ampliamento dell'area di vinificazione e stoccaggio, per una capacità totale 1,6 milioni di ettolitri e con automazione delle fasi di stabilizzazione tartarica, proteica e biologica, e la realizzazione di un'area di affinamento automatizzato su una superficie di 4mila mq, che alimenta le linee di imbottigliamento in maniera completamente automatica. Le scelte game changing sono soprattutto legate all'attivazione di due nuove linee di imbottigliamento con un potenziale di 80 milioni di bottiglie l'anno, che significa poter imbottigliare più del 50% del vino prodotto con le uve conferite dai soci, e all'allestimento di un magazzino automatizzato con capacità totale di 16mila posti pallet (9 milioni di bottiglie di bottiglie), dal quale ogni ordine può essere gestito senza alcun intervento umano fino al carico sui camion.


Inoltre è stata completamente ristrutturata l'ala uffici ed è stato installato un nuovo depuratore sotterraneo, mentre il risparmio energetico è garantito da opere strutturali e dall'installazione di 437 pannelli fotovoltaici. E una spesa di oltre 7 milioni è stata concentrata sulla riduzione dell'impatto ambientale, con la creazione di zone verdi e soprattutto deviando dal centro urbano di Soave il traffico pesante legato alla logistica della cantina.

Numeri adeguati all'espansione
Un progetto di ampliamento e riqualificazione tanto significativo è legato alle esigenze di un'espansione che ha cambiato il volto e i numeri di Cantina di Soave. Nell'arco di circa un ventennio l'azienda è stata infatti impegnata in un processo di accorpamento di altre cantine cooperative del territorio, passando da mille ai circa 2.300 soci attuali e da duemila a circa 6.500 ettari vitati controllati. «Tutta uva di proprietà – rimarcano da Soave - perché la principale garanzia di qualità è proprio quella di essere un'azienda a tutta filiera: dal grappolo alla bottiglia».
L'ampliamento della base produttiva ha portato a una inevitabile inadeguatezza nella fase di imbottigliamento. «L'impianto esistente consentiva di gestire circa 30 milioni di bottiglie l'anno, ovvero il 20% del vino totale prodotto – riferiscono dall'azienda - Questo limite del sistema ha portato Cantina di Soave a concepire l'ambizioso progetto di ampliamento. Il fine è quello di portare avanti lo sviluppo commerciale, con particolare attenzione al mercato estero».

Il nuovo sistema, con due linee di imbottigliamento realizzate dall'azienda Bertolaso, assicura l'output di 28 mila bottiglie all'ora, con un grado di automazione che permette più efficienza nei cambi formato e una maggiore qualità nel packaging. Il risultato è una capacità quasi triplicata di offerta di imbottigliato sul mercato, limitando la quota di produzione venduta sfusa.


Territorio e internazionalizzazione
«Quella di Cantina di Soave è un'evoluzione instancabile e continua – rimarca il direttore generale Bruno Trentini - sempre nel rispetto della grande tradizione di cui è orgogliosa erede, oltre che dell'ambiente. L'innovazione è essenziale per portare avanti la valorizzazione delle denominazioni del territorio e il rafforzamento dei brand aziendali. È questa evoluzione che ci ha permesso di ottenere il prestigioso titolo Italian wine producer of the year all'IWSC (International Wine & Spirits Competition), storico e autorevole concorso enologico internazionale». E aggiunge con orgoglio come questa “grande opera” permetta a Cantina di Soave «di consolidare il nostro status di azienda a tutta filiera “dal grappolo alla bottiglia” e di continuare ad essere un solido punto di riferimento per i nostri viticoltori».


All'ombra del castello ci tengono infatti a sottolineare come i vini di alta gamma Cantina di Soave siano distribuiti in enoteche e ristorazione. «La grande base produttiva di cui dispone ora consente all'azienda di selezionare e di differenziare, mantenendosi fedele ai propri standard di qualità – concludono -. Non a caso i top brand della cantina sono presenti nei mercati in più di 60 Paesi e ricevono ogni anno prestigiosi riconoscimenti ai concorsi internazionali».

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