MODA e società

Inaugurato a Milano il laboratorio Pezzo, luogo di creatività e riabilitazione

Una vera sartoria in cui lavoreranno persone con disagio psichico, come parte integrante del percorso di cura

di Giulia Crivelli


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4' di lettura


Non poteva essere periodo migliore per inaugurare Pezzo, un laboratorio sartoriale in cui lavoreranno persone con disagio psichico che affrontano un percorso di riabilitazione. Non poteva essere periodo migliore per due ragioni. La prima è che Pezzo ha aperto ufficialmente nella settimana della salute mentale, la seconda è che nel 2018 – e per fortuna si continua a farlo nel 2019 – dei 40 anni della Legge Basaglia, il provvedimento voluto da Franco Basaglia, forse il più importante psichiatra del secolo scorso, che chiuse i manicomi, con l’obiettivo di reintegrare chi vi era rinchiuso nella società. Un percorso difficile che passa (anche) per iniziative come il laboratorio Pezzo. Perché i manicomi non ci sono più, ma il disagio psichico, in tutti i suoi gradi di gravità, continua a esserci.

Il web-doc Matti per sempre sulla Legge Basaglia (la prima legge al mondo a chiudere i manicomi), realizzato da Maria Gabriella Lanza e Daniela Sala per indagare che cosa sopravvive dell’istituzione abolita nel 1978

L'inaugurazione della sartoria Pezzo

L'inaugurazione della sartoria Pezzo

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Lavoro di squadra
Pezzo è un progetto realizzato da Cooperativa Calypso e Fondazione Lighea Onlus e i prodotti targati Pezzo sono ideati e realizzati dai pazienti e si caratterizzano per la cura e l’attenzione al dettaglio e lo stile unico, come richiede ormai qualsiasi nuova collezione di abbigliamento o accessori, perché i consumatori – come sanno i grandi brand della moda e del lusso – sono diventati sempre più esigenti.

La presentazione del progetto e la sua genesi
Nel corso della presentazione del laboratorio, che si è svolta settimana scorsa a Milano, oltre a incontrare il gruppo di lavoro, è stato possibile conoscere i passaggi della produzione dei capi e anche provare a sperimentarsi nel cucito. Pezzo è la naturale evoluzione di SartoriAtelier, un laboratorio di formazione professionale per pazienti in cura psichiatrica, realizzato con la collaborazione di Fondazione Lighea Onlus. L’obiettivo dell’Atelier, nato nel 2015 in via Sant’Andrea 19, nel cuore del quadrilatero della moda, è quello di fornire in uno spazio protetto un percorso formativo ai pazienti, dando loro la possibilità di sviluppare capacità e competenze e di sperimentarsi nel mondo del lavoro.

Bando ai pregiudizi
«Non siamo né stilisti né commercianti – spiega il dottor Filippo Piraino, psicologo e presidente della cooperativa – la nostra urgenza, ciò che ci muove e ci motiva è la possibilità di guardare al mondo del disagio psichico da un punto di vista libero da pregiudizi. La malattia mentale è spesso associata a qualcosa di brutto, manchevole, fatto male. I nostri prodotti sono belli, fatti bene, confezionati con cura e attenzione al dettaglio. Siamo sì imperfetti, magari anche rotti, a pezzi… ma cuciti (e ricuciti) insieme. E il risultato è bellissimo».

Un’idea diversa di percorso di cura
ll nuovo brand è nato dalla necessità di valorizzare il mondo della psichiatria e la relazione di cura come espressione di creatività. Attraverso il laboratorio professionalizzante di sartoria i pazienti psichiatrici hanno infatti la possibilità di esprimere la propria diversità in termini di unicità e di apportare un contributo creativo e personale ai prodotti. Inoltre, la formazione professionale garantita dalla costante presenza di professionisti della sartoria ha come valore aggiunto che i pazienti potranno acquisire capacità e competenze spendibili nel mondo lavorativo.

La vicinanza del sindaco di Milano Sala
Al lavoro della Fondazione Lighea è attento da sempre il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che settimana scorsa ha ricevuto con un sorriso speciale sulle labbra il premio “Matto dell’anno”, consegnato pochi giorni prima dell’inaugurazione di Pezzo, un premio nato nello scorso anno
e dedicato a un personaggio pubblico che si sia messo in evidenza per il suo anticonformismo. Qualcuno che abbia usato un pizzico di follia, un'intuizione apparentemente assurda, per risolvere un problema o affrontare una situazione, spiegano dalla Fondazione Lighea. Sala ha ricevuto il premio al Teatro Parenti da André Ruth Shammah, regista teatrale e anima dello storico teatro milanese, nonché Matta dell’anno 2018.

Le altre iniziative
Nel programma della Fondazione Lighea spiccava anche il laboratorio di cucina di Chef Rubio: l’8 ottobre Chef Rubio ha coinvolto i pazienti in una sorta di “corso accelerato” di cucina. Un’occasione di incontro, apprendimento e divertimento per gli ospiti e uno spunto per riflettere e far riflettere sul disagio psichico.

La curiosità: le motivazione del premio a Sala
In una divertita, leggera, assonanza con una diagnosi psichiatrica, il sindaco ha ricevuto anche delle “motivazioni” per il premio Matto dell’anno. Eccole: «Da uno studio longitudinale durato oltre 4 anni il soggetto, Dr. Giuseppe Sala, nato a Milano il 28.5.58, nonostante le indicazioni del buonsenso e della prudenza, crede nell’accoglienza, nel multiculturalismo, nell’utopia, nella bontà dei milanesi e persino degli stranieri. Si rileva anche la capacità di passare all’atto nella concretezza delle realizzazioni e l'ostinazione con cui persegue i suoi obbiettivi, incurante del clima culturale dominante. Non ultima, si evidenzia la caparbietà mostrata nel sostenere addirittura che fosse possibile realizzare a Milano le Olimpiadi Invernali del 2026. In sostituzione di un Tso (trattamento sanitario obbligatorio) per cui ricorrerebbero gli estremi, la commissione composta da specialisti gli conferisce il titolo di Matto dell’anno 2019».

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