La g della discordia

Gaffe del Campidoglio: manca una g nella targa di Ciampi, rimosso il responsabile

Il presidente Mattarella e le autorità presenti costretti a lasciare il luogo della cerimonia senza poter scoprire la lastra dedicata al decimo presidente della Repubblica Italiana

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3' di lettura

«La targa sbagliata dedicata a Carlo Azeglio Ciampi è stata subito sostituita e ora quella corretta è al suo posto. Ho cercato il responsabile che ha già ricevuto una lettera di procedimento disciplinare ed è stato rimosso». Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi a CartaBianca. La decisione dopo la gaffe del 1° giugno del Campidoglio, quando, alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella e delle più alte cariche dello Stato, ci si è accorti di un errore imperdonabile nel nome della targa di un largo dedicato all’ex inquilino del Quirinale, scomparso il 16 settembre 2016. C’era una G di meno nel nome.

La commedia degli equivoci

È stata una commedia degli equivoci. Perchè mentre lo speaker capitolino annunciava che la targa si era scheggiata mentre veniva montata «e perciò potrebbe cadere» e per questo rimaneva coperto, i fotografi scattavano foto all’impazzata al refuso nel nome di Ciampi, evidente nella trasparenza del drappo giallo rosso. Intanto il marmista, bloccato anche dai vigili urbani, cercava di consegnare la targa corretta. E subito è partita la caccia al colpevole della gaffe, individuato in una dipendente dell’Ufficio toponomastica, rea di aver inviato al marmista la mail con il nome sbagliato

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L’imbarazzo del Campidoglio

La sorpresa e l’imbarazzo del Campidoglio nel corso dell’inaugurazione di largo Carlo Azeglio Ciampi, su lungotevere Aventino nel tratto sotto il Giardino degli Aranci, alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella, dei figli Claudio e Gabriella Ciampi e della sindaca di Roma Virginia Raggi. La targa stradale non è stata scoperta perché - secondo la prima versione ufficiale fornita dall’amministrazione capitolina - risultava “scheggiata”, anche se da una attenta osservazione del drappo inaugurale trasparente era evidente il clamoroso errore nel nome di Ciampi, inciso senza una G, come ‘Carlo Azelio Ciampi' e non Azeglio.

In trasparenza sotto il drappo giallo rosso capitolino, si intravede l’errore nella targa del largo dedicato al presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, scomparso nel 2016. (Photo by Giuseppe Lami/ Quirinale Press Office / Afp)

La cerimonia col drappo capitolino giallo e rosso sulla targa

La targa è stata sostituita solo successivamente, mentre nel corso della cerimonia la targa è rimasta coperta da un drappo giallo rosso con i colori del Campidoglio, in attesa di quella corretta. Il presidente Mattarella e tutte le autorità presenti sono stati costretti a lasciare il luogo della cerimonia senza vedere la targa corretta dedicata all’economista, banchiere e decimo presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi.

La scoperta dell’errore

A scoprire l’errore è stato alle 8 del mattino del 1° giugno il capo del cerimoniale Roberto Sorbello, che conosceva bene Ciampi, tanto da averlo portato al Quirinale il 13 maggio 1999, quando guidava il cerimoniale della Camera. Immediatamente ha avvertito la sindaca e ordinato una nuova targa. Ma era troppo tardi per fermare la cerimonia dinanzi alle autorità.

Raggi: già collocata nuova targa per Ciampi

«Sono stata avvisata questa mattina, ho dato subito l'ordine di procedere a una nuova targa che infatti già adesso è collocata al suo posto», si è giustificata la sindaca Virginia Raggi, a margine di una conferenza stampa in Campidoglio.

L’ironia sui social e la lobby del travertino

Subito è scattata l’ironia sui social e il consigliere pentastellato Paolo Ferrara ha gridato al complotto. «Si avvicinano le elezioni e ormai si inventano tutto per fermare Virginia Raggi. La targa con il nome sbagliato di Carlo Azeglio Ciampi non è un semplice errore. Vi sembra possibile? A me no», ha dichiarato sospettoso Ferrara. Inevitabile la replica ironica del candidato sindaco di Azione Carlo Calenda: «Mi hai beccato. Tutta la notte a scalpellare la G. Insieme alla lobby del travertino». «Anche basta», ha scritto Calenda, in un tweet sull’episodio. E c’è stato anche chi vedendo quel drappo giallorosso che non si toglieva invocava un cambio dell’ultima ora: «chiamiamola piazza Mourinho».

«Da grandissimo italiano qual è stato, Carlo Azeglio #Ciampi si sarebbe fatto probabilmente una risata. Ma in questo incredibile errore c’è molto del pressapochismo dell'attuale amministrazione comunale di #Roma. È davvero ora di voltare pagina», ha commentato Roberto Gualtieri, ex ministro dell’Economia del governo Conte, candidato Pd alle primarie per il sindaco di Roma.


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