A MILANO

Inaugurato Vòce il nuovo locale di Aimo e Nadia in piazza della Scala

di Fernanda Roggero

Credits PAOLO TERZI

2' di lettura

Il nome è un'idea di Gavino Sanna, il celebre pubblicitario. Ai suoi amici del Luogo di Aimo e Nadia in meno di dieci minuti ne aveva proposti almeno una cinquantina. Ma quando si sono fermati su Vòce (all'incirca il tredicesimo della lista) Stefania Moroni, Alessandro Negrini e Fabio Pisani hanno detto all'unisono: è questo quello giusto. E così è stato.

Vòce, il nuovo progetto dello storico ristorante milanese - 56 anni di integrità gastronomica all'insegna di territorio e stagionalità quando questi non erano ancora diventati il refrain abusato dei comunicatori food&wine - si apre sotto i migliori auspici.
È in un luogo magico di Milano. Piazza Scala, all'interno dello storico palazzo della banca Commerciale, oggi divenuto polo museale di banca Intesa Sanpaolo. È stato disegnato-arredato da uno dei maestri del design italiano, Michele De Lucchi che ne ha fatto un luogo di eleganza essenziale. È poli-funzionale e mescola diverse identità. Libreria (e non bookshop, come ha tenuto a precisare il direttore centrale Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo Michele Coppola), caffetteria, sala da the, tavola fredda, ristorante gourmet. Aperto sette su sette, tranne il ristorante che riposa la domenica. Punto di incontro per turisti, manager e melomani. Naturalmente e prima di tutto per i visitatori delle Gallerie d'Italia che oltre ad avere una preziosa collezione permanente organizzano mostre ad alto tasso di spessore culturale. Come è il caso di quella attuale, aperta fino al 17 marzo, sul Romanticismo. Opere di vedutisti famosi, una generosa dose di Hayez, compreso il celebre ritratto del Manzoni, e uno squarcio intenso sulla borghesia milanese del primo Ottocento. Che racconta una Milano viva e piena di energia, come è tornata ad essere da qualche tempo.

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Al Romanticismo è dedicato uno dei menù proposti dal collaudato duo Negrini-Pisani. E questa, promettono, sarà una costante anche per il futuro: un nesso stretto tra la cucina e l'offerta museale. Oltre agli inevitabili dopo-Scala.
Per il resto il ristorante offre piatti in linea con la filosofia di Aimo e Nadia: “qualità, eccellenza, italianità”, come annuncia Stefania Moroni, felice di un'iniziativa che accomuna le sue due passioni, arte e cucina. Negrini vuole rilanciare la tradizione milanese della tavola fredda (“ma potremmo proporre anche l'uovo alla coque con il pane a cassetta di Longoni”), Pisani ricorda che ci sarà anche una proposta su misura per i bambini.
“In questi anni le iniziative delle Gallerie d'Italia hanno incontrato il consenso e l'entusiasmo di tanti visitatori, anche grazie a una costante ricerca di originalità, di sperimentazione, di esplorazione di nuovi linguaggi. Con Vòce - ha spiegato Coppola - si completa l'offerta in Piazza Scala, in sinergia perfetta con una realtà, Aimo e Nadia, che è tradizione ma allo stesso tempo innovazione”.

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