E-commerce

Inaugurazione a Trento e sciopero a Padova per Amazon

A metà ottobre sarà pienamente operativo il deposito trentino mentre a Vigonza i lavoratori protestano contro trasferimenti forzati. La multinazionale replica spiegando che, tra le altre cose, è in corso il potenziamento dei siti in Veneto

di Enrico Netti

Aggiornato il 30 settembre 2021 alle ore 16,50

(Imagoeconomica)

3' di lettura

Anche Trento, provincia con poco più di 500mila abitanti, ha il suo polo di smistamento Amazon. Entrerà a regime a metà ottobre un sito da 4.300 metri quadri di magazzino in cui lavoreranno 70 addetti al servizio dei clienti di Trento e Bolzano e aree limitrofe. È l’unica in Trentino Alto Adige. «È stato firmato un protocollo di intesa sulle relazioni sindacali - dice Stefano Montani della Cgil Filt del Trentino -. Un passaggio importante che ha portato Amazon a riconoscere un aumento economico per quanto riguarda i lavoratori diretti. I lavoratori in appalto a Trento sono la stragrande maggioranza: lavoreremo perché abbiano la possibilità di avere anche loro un aumento in busta paga».

Acque agitate invece nello stabilimento di Vigonza, nel padovano, dove questa mattina una settantina di lavoratori del colosso del delivery hanno protestato, con il supporto della Cgil, per i trasferimenti imposti dalla multinazionale americana, che la settimana scorsa ha comunicato con un sms a 160 lavoratori la necessità di spostare la forza lavoro nelle nuove sedi di Vicenza, Venezia e nelle due di Treviso. «Questa mobilitazione è stata organizzata dal sindacato con le sette società che si occupano della logistica e dei magazzini all’interno di Amazon - spiega Romeo Barutta segretario regionale della Filt Cgil - i lavoratori sono già sottoposti a ritmi di lavoro incessanti, precarizzazione, corrono rischi enormi tutti sulla loro pelle, oltre alla beffa della comunicazione via sms, che ha tutta l’aria di un licenziamento, abbiamo scoperto che da oggi ha iniziato a lavorare dentro al magazzino una nuova società, con lavoratori a termine, che dovranno sostituire quelli che se ne dovranno andare in altre sedi, è un comportamento inaccettabile». Lo scioperò durerà 48 ore e «dato il successo - comunicano i vertici della Filt Cgil - proseguirà anche sabato».

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Nel pomeriggio Amazon ha diffuso una nota con la replica alle dichiarazioni dei sindacati.

Non è corretto - fanno sapere dalla multinazionale - quanto dichiarato dal sindacato in merito alle modalità di comunicazione dei trasferimenti e alle finalità di ingaggio della nuova società. A quanto ci risulta, infatti, i fornitori di servizi di consegne coinvolti hanno preventivamente comunicato ai sindacati il cambiamento della sede operativa e i dipendenti interessati dal trasferimento hanno ricevuto comunicazione formale di persona o tramite raccomandata. Riguardo alla nuova società, invece, precisiamo che si occuperà delle consegne ai clienti per il nuovo sito di Venezia che aprirà nelle prossime settimane e, attualmente, sta effettuando presso il magazzino di Vigonza un periodo di formazione con l’obiettivo di raggiungere la piena operatività in vista del lancio del nuovo deposito. Pertanto tutti i dipendenti attualmente in forza continueranno a lavorare e altri se ne aggiungeranno nel nuovo centro di Venezia.

Amazon collabora con decine di fornitori di servizi di consegne che forniscono opportunità lavorative a migliaia di persone in tutto il Paese, incluso il Veneto. Garantire un’esperienza positiva ai corrieri è per Amazon una priorità. Per tale motivo lavoriamo a stretto contatto con i fornitori di servizi di consegna per definire insieme degli obiettivi realistici che non mettano pressione su di loro o sui loro dipendenti. Tutti corrieri sono assunti da fornitori di servizi di consegne al livello G1 del CCNL Trasporti e Logistica con un salario d'ingresso pari a 1.644 euro lordi al mese per i dipendenti a tempo pieno, e oltre a 300€ netti mensili come indennità giornaliera. Nelle prossime settimane entreranno in attività due nuovi depositi di smistamento Amazon a Venezia e Vicenza situate a circa 30 km dal deposito di Vigonza che andranno a potenziare la rete logistica in Veneto. In vista di queste nuove aperture e del naturale confluire di una parte dei volumi verso queste nuove sedi, si è reso necessario ridistribuire i volumi assegnati a ciascuno dei fornitori dei servizi di consegna in Veneto, tenendo conto delle nuove sedi.

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