crisi di governo

Incarico a Draghi, oggi al via le consultazioni con i partiti. Le tappe

In caso di esito positivo delle consultazioni, forse anche sabato mattina, il premier incaricato andrà al Quirinale a sciogliere la riserva e comunicare al presidente Mattarella che accetta l'incarico. A inizio della prossima settimana il voto di fiducia alle Camere. In caso di esito negativo delle consultazioni, invece, l’ipotesi più probabile è il voto anticipato

di An.Ga.

Draghi: Ipse dixit, non solo «Whatever it takes»

2' di lettura

Con il conferimento dell'incarico a Mario Draghi è partito il procedimento che porta alla formazione di un nuovo governo. La carta Draghi è stata giocata dal capo dello Stato dopo il nulla di fatto del mandato esplorativo affidato al presidente della Camera Roberto Fico che ha accertato l’assenza di una maggioranza politica a sostegno di un Conte ter. Non a caso in un momento di confusione politica e di difficoltà per il Paese Mattarella ha deciso di “puntare in alto” e di scegliere una personalità di prestigio internazionale, al quale è difficile dire di no.

Per entrare in funzione (e per restare in carica) un governo deve avere la fiducia di entrambi i rami del Parlamento e cioè della Camera e del Senato. Mario Draghi ha bisogno insomma di una maggioranza parlamentare. Quella stessa che è venuta meno a Giuseppe Conte dopo che Italia viva ha ritirato il suo appoggio. La strada per Draghi non è in discesa vista l’indisponibilità manifestata per ora sia da M5s che da Fratelli d’Italia. Ad ogni modo l'esecutivo caduto rimane in carica “per il disbrigo degli affari correnti” fino all'entrata in carica di un nuovo governo. Ma quali sono ora le prossime tappe?

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L’avvio delle consultazioni

Draghi ha accettato l'incarico «con riserva». È quello che normalmente accade in questi casi. Avvierà giovedì pomeriggio alla Camera le consultazioni con i rappresentanti dei partiti per capire quali possibilità ci siano di formare una maggioranza. Le consultazioni potrebbero durare un paio di giorni.

Lo scioglimento della riserva

In caso di esito positivo, potrebbe, forse anche sabato mattina, andare al Quirinale a sciogliere la riserva e comunicare al presidente Mattarella che accetta l'incarico. A quel punto, si lavorerebbe alla nomina dei ministri

Il giuramento

Una volta concordata con il Capo dello Stato la lista dei ministri, si procederebbe al giuramento del governo nel Salone delle Feste del Quirinale. A quel punto ci sarebbe lo scambio delle consegne a Palazzo Chigi (per consuetudine effettuato con la consegna della “campanella”, suonata per dare inizio ai consigli dei ministri, direttamente dalle mani del premier uscente Giuseppe Conte) e la prima riunione del Consiglio dei ministri.

Il voto di fiducia

Normalmente la fiducia delle Camere viene chiesta dal presidente del Consiglio a un paio di giorni dal giuramento: se il ruolino di marcia indicato venisse seguito, ciò potrebbe dunque avvenire nell'inizio della prossima settimana.

Che cosa succede in caso di «fallimento»?

In caso di esito negativo delle consultazioni, Draghi tornerà da Mattarella e gli comunicherà la rinuncia all'incarico. Di fronte a un evento del genere, il capo dello Stato potrebbe in teoria affidare l'incarico a un'altra personalità. Ma di fronte all’assenza sia di una maggioranza politica che di una convergenza a sostegno di un governo istituzionale, il capo dello Stato non avrebbe altra strada di fatto che sciogliere le Camere per andare a elezioni.




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