Macropix

«Incassi veloci e innovazione»

di Chiara Bussi


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2' di lettura

«Uno dei vantaggi dell’internazionalizzazione?». L’ad e co-cofondatore di Macropix Luca Conti non ha dubbi: «I tempi di incasso, ben diversi da quelli in Italia. Spesso i nostri clienti a livello mondiale saldano il 100% alla consegna». Non è un dettaglio di poco conto se si pensa che ancora oggi i pagamenti-lumaca - 44 giorni in media nel 2018 contro i 34 in Europa secondo l’ultima rilevazione di Intrum - rappresentano un fardello per i conti delle imprese, soprattutto quelle più piccole.

Proprio grazie alla proiezione internazionale l’azienda di San Donato Milanese è 18esima nella classifica dei «Leader della crescita 2020». I mercati esteri sono un ampio bacino di sbocco per le progettazioni e produzioni di display a tecnologia Led con installazione indoor e outdoor: maxischermi digitali, moduli componibili, schermi pubblicitari o per le vetrine dei negozi.

La vocazione all’export è uno dei segni particolari di Macropix sin dalla fondazione nel 2014 da parte di tre ex manager di una società dello stesso settore duramente colpita dalla crisi del 2009. Tempi difficili che hanno spinto Conti, insieme a Francesco Punis e Stefano Grasso, a rimettersi in gioco e fare il grande salto. Oggi l’impresa lombarda è presente in oltre 30 Paesi in Nord e Est Europa, Medio Oriente e Africa con una rete capillare di rivenditori, agenti e centri di assitenza tecnica. L’ultimo esercizio (2018-2019) si è chiuso con ricavi pari a 7,3 milioni, con una quota di esportazioni che cresce sempre di più e nell’anno fiscale in corso dovrebbe superare la metà del fatturato. A fine 2018 l’azienda ha aperto una filiale a Dubai negli Emirati Arabi Uniti. «Una posizione strategica - dice Conti - che consentirà di intensificare la nostra presenza in Medio Oriente», anche in vista di Expo 2020 e Fifa 2022 nel Qatar. Un’altra area in cui Macropix intravede potenzialità è il Nord Africa.

«L’internazionalizzazione - spiega l’ad - è una sfida continua e ci abitua a lavorare con un maggiore valore aggiunto per poter essere più competitivi». Di qui la scelta di brevettare una linea di prodotti outdoor con un consumo inferiore al 30% rispetto a quelli tradizionali grazie a una nuova tecnologia. Anche la scelta del personale rispecchia questa esigenza di restare al passo. Tra i 14 dipendenti spiccano figure tecniche insieme a esperti in vendite internazionali, mentre sono variegate le competenze linguistiche: non solo inglese, ma anche tedesco e arabo, con un presidio sulle lingue dell’Est Europa.

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