L’audizione alla Camera

Incendi, Cingolani: «Oltre il 70% è colpa nostra». Curcio: «Italia spaccata in due»

Per il ministro della transizione ecologica c’è un problema di manutenzione e di civiltà, oltre a quello di «interessi reconditi»

di Nicoletta Cottone

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4' di lettura

Gli incendi che bruciano l’Italia sono per la maggior parte colpa dell’uomo. «Il 57,4% degli incendi sono dolosi, dove si vedono punti di innesco, e hanno effetti devastanti. Il 13,7% non è intenzionale, e quindi sono colposi per mancanza di cultura. Siamo già oltre il 70% di incendi che è responsabilità nostra e che incide su un sistema predisposto» dal punto di vista climatico «meno del 2% sono di origine naturale». A dirlo è il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani in aula alla Camera, nel corso dell’informativa sugli incendi che hanno devastato i territori italiani. Per origine naturale il ministro fa presente che si fa riferimento per esempio a «un fulmine, il 4,4% è indeterminato, vuol dire che in qualche modo qualcuno ha buttato una cicca di sigaretta; il 22,5% non è classificabile, ma qualcuno deve far partire la scintilla».

Catastrofe in Sardegna: bruciati 10mila ettari

Il ministro ha ricordato la catastrofe causata dagli incendi in Sardegna, dove «tra 24 e il 26 luglio ci sono state 800 persone evacuate. L’area bruciata, a una prima stima, è di oltre 10mila ettari. Quindi è stato un evento catastrofico».

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C’è un problema di manutenzione e civiltà

«C’è un problema di manutenzione e di civiltà - ha ricordato il ministro della Transizione ecologica - se da un lato noi dobbiamo essere molto coscienti del fatto che siamo più vulnerabili di quanto non fossimo in passato», dall’altro dobbiamo comprendere che «c’è un problema di manutenzione dei territori, perché qui stiamo parlando di qualcuno che brucia», e nella maggioranza dei casi, «per interessi reconditi». «L’elemento più direttamente umano è un elemento difficilissimo da controllare - ha detto Cingolani - la prevenzione e il controllo sono fondamentali, così come lo è la manutenzione dei territori».

Nel mirino anche i cambiamenti climatici

«C’è un quadro abbastanza chiaro: negli incendi che stanno devastando non solo l’Italia ma anche la Grecia, per esempio, ci sono situazioni molto simili e sono senza alcun tipo di ambiguità colpa dei cambiamenti clima e di fenomeni antropici», ha detto il ministro, facendo presente che comunque «incidono in piccola percentuale». Ha spiegato che «il terreno è più secco e i venti sono più caldi, le scintille vengono trasportate in alto e appiccano direttamente la chioma», ricordando che «l’autocombustione non avviene da sola a 45 gradi ma a temperature più alte».

Nel Pnrr l’uso dei satelliti per il monitoraggio

Nel Pnrr è previsto l’utilizzo delle «reti di satelliti europei, droni e osservazione a terra. I satelliti passano ogni 4 ore sullo stesso punto, e ce ne sono tanti; se uno colleziona immagini e le controlla, ci può consentire un monitoraggio efficace», ha spiegato il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. É una tecnologia «pensata non solo per gli incendi, ma anche per controllare lo smaltimento illegale di rifiuti. É uno strumento molto forte anche per la prevenzione incendi boschivi». La prima cosa da fare, ha detto, «è proteggere queste mappe. Sono informazioni sensibili. Se fossi un piromane la prima cosa che cercherei di fare è di farne un download». Il ministro ha sottolineato che «dobbiamo muoverci. Cercheremo di fare un piano di lavoro in queste settimane - ha detto ricordando gli incontri con il capo della Protezione civile Curcio e con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale - sono due le prospettive: abbiamo competenza sulle zone dei parchi», con investimenti 3.2 può esserci «un aiuto sulla prevenzione; e poi un investimento su monitoraggi, installazione sensoristica e satellitare».

Curcio: «Italia spaccata in due tra incendi e maltempo»

«L’Italia è stata ed è tuttora spaccata in due» tra maltempo al nord e incendi al sud, ha detto il capo dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio, nel corso di un’audizione in commissione Ambiente alla Camera. «Le alluvioni e le piogge intense che si sono verificate nel Nord Italia, e gli incendi sono fenomeni che stanno sancendo una spaccatura del Paese sostanzialmente in due. Da una parte una serie di incendi importanti in Sicilia, dall’altra l’ ondata di maltempo che ha colpito in particolare l’area della provincia di Lecco, mentre la zona di Como è stata particolarmente interessata da eventi di intensa pioggia e conseguenti alluvioni. Anche oggi ci sono roghi importanti, sei in Sicilia in una zona compresa tra Palermo e Messina con alcune evacuazioni preventive effettuate.

Si valuta lo stato di emergenza per Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna

«Questa ondata di maltempo ha prodotto una serie di richieste dei presidenti di Regione» di Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna «di dichiarazione di stato di emergenza. Tutte e tre queste richieste sono in fase di valutazione e stiamo attendendo dalle regioni le prime valutazioni», ha detto Curcio.

662 richieste di concorso aereo estivo, erano 292 nel 2020

Curcio ha segnalato che nel periodo 15 giugno - 4 agosto 2021 sono pervenute 662 richieste di concorso aereo. Erano state 292 nello stesso periodo del 2020, 1249 nel 2007, 810 nel 2012, 1090 nel 2017. «Il 2021 - ha detto Curcio - si sta ponendo come un anno molto complicato. Pur non sta raggiungendo i valori terribili di altri anni, si sta ponendo in una situazione abbastanza intermedia».

Centinaia di potenziali frane nella zona Como

Presentando il quadro del rischio idraulico e idrogeologico della provincia di Como, Curcio ha detto che «sono centinaia le potenziali frane che si possono attivare e che sono anche mappate».

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