La situazione

Incendi continui in Calabria, Sicilia e Sardegna. Anche in Campania situazione a rischio

Il Sud Italia brucia. Calabria, Sicilia e Sardegna non riescono a domare le fiamme che stanno divorando borghi, campagne e foreste. Anche in Campania la situazione è a rischio

di Donata Marrazzo

Incendi, è ancora emergenza nel Palermitano

4' di lettura

Il Sud Italia brucia. Calabria, Sicilia e Sardegna non riescono a domare le fiamme che stanno divorando borghi, campagne e foreste. Anche in Campania la situazione è a rischio. Due morti in provincia di Reggio Calabria e uno in Sicilia, nel catanese. Il Centro operativo unificato del dipartimento della Protezione civile ha ricevuto nelle ultime 24 ore 32 richieste di concorso aereo (canadair ed elicotteri): 10 dalla Calabria, 9 dalla Sicilia, 4 dalla Sardegna, 4 dalla Basilicata, 2 dalla Campania e dal Lazio, una dalla Puglia.

Centodieci roghi in Calabria
In Calabria la Regione ha chiesto al Governo lo stato di emergenza, «in relazione agli eventi calamitosi derivanti dalla diffusione di incendi boschivi che stanno interessando tutto il territorio». Ma 110 roghi che divampano sono molto più che un'emergenza, sono un'apocalisse. L'Aspromonte arde ininterrottamente da giorni. Brucia lo Zomaro e i boschi di Roccaforte, le montagne di Mammola. Nuovi focolai si segnalano nell'area grecanica fino al santuario di Polsi, meta di pellegrinaggio per migliaia di fedeli. I militari della Guardia forestale hanno bloccato l'accesso. Al momento non sono interessate dalle fiamme le Faggete Vetuste, dichiarate di recente patrimonio Unesco, nonostante l'immane incendio che da giorni sta devastando la zona e che ha bruciato uno dei più antichi boschi di pino calabro, quello di Acatti. «La minaccia, però, non è superata, anzi il contesto è complicatissimo, la situazione può precipitare in un brevissimo lasso temporale – dichiara il presidente del Parco Leo Autelitano - Siamo tutti all'opera, dall'alto i canadair supportano gli uomini ed i mezzi impegnati da terra. Abbiamo dispiegato tutta la forza possibile per salvare le faggete e domare il fuoco, con i carabinieri del reparto Biodiversità e gli operai che hanno bloccato le fiamme in una vera e propria azione di resistenza». Anche la Prefettura riferisce situazioni di criticità nei comuni di Roccaforte del Greco, Roghudi, Bagaladi, Cardeto e San Luca. E chiede l'intervento dell'esercito.

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Comunità sotto shock
Le comunità sono sotto shock. Le fiamme hanno assediato il comune di Acri, in provincia di Cosenza, Gizzeria e Isca sullo Ionio, nel catanzarese. A nord hanno lambito l'area del Parco del Pollino su vari fronti, sono penetrate in Sila, hanno arso la sommità del Monte Mancuso nel lametino, distrutto il centro del Monte Reventino. Ancora brucia la pineta di Siano, alle porte di Catanzaro. Inquantificabili i danni e il numero degli animali arsi vivi. «Ora abbiamo bisogno di aiuto per spegnere i roghi – afferma Francesco Bevilacqua, avvocato, scrittore e fotografo naturalista, noto per il suo impegno nella tutela e nella riscoperta dei territori – aiuto dalle altre regioni e dal resto d' Europa. Poi penseremo alle cause e soprattutto affronteremo il problema di un sistema di prevenzione degli incendi che non funziona, lasciando il territorio abbandonato a se stesso». A domare le fiamme, dal nord al sud della Calabria, quattro canadair, quattro elicotteri regionali e tre di Stato, più alcune squadre con i mezzi di terra. A Torano, in prossimità dell'uscita della Salerno Reggio Calabria, sono intervenuti i Vigili del fuoco di Cuneo.

Panorama spettrale sulle Madonie
«È una catastrofe. Un territorio distrutto, un panorama spettrale. I danni alle aziende e ai pastori sono enormi, ma non è quantificabile il danno all'ambiente. Il micidiale mix fra temperature elevate per così tanto tempo, vento e mano criminale sta distruggendo il nostro futuro. Non resta che limitare i danni». È la situazione sulle Madonie, in Sicilia, descritta dal presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna, dopo un sopralluogo nelle aree devastate dagli incendi. In una lettera al presidente del Consiglio Mario Draghi e ai ministri dell'Interno Luciana Lamorgese e della Difesa Lorenzo Guerini, Zanna ha chiesto «che il governo mobiliti l'esercito per presidiare i territori, invii i carabinieri forestali, soprattutto i nuclei investigativi, in particolare nelle aree di maggiore pregio ambientale e naturalistico, come i parchi, le riserve e i siti di Natura 2000, sempre più attaccati e minacciati dai delinquenti del fuoco».

Orlando, risarcimenti per gli operatori economici
«Bisogna dare ossigeno a chi ha perso il proprio raccolto, il proprio bestiame, la propria attività. Il tema principale è prevenire quello che stiamo vivendo oggi. Noi dobbiamo tornare ad incentivare il ruolo dell’agricoltore come custode del territorio», ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, incontrando i sindaci della provincia di Palermo. A nome di tutti, Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia e sindaco metropolitano, ha chiesto risarcimenti e agevolazioni per gli operatori economici e i proprietari dei terreni agricoli.

Sardegna, fiamme nel nuorese e in Ogliastra
Preoccupano in Sardegna gli incendi nel nuorese e in Ogliastra. Un grosso fronte si è aperto a Borore, ai piedi della catena del Marghine, dopo che i roghi al confine con i territori di Birori e Bortigali hanno distrutto un'area di 180 ettari. Gli uomini della Protezione civile regionale lottano ancora con le fiamme. E si combatte anche a Dualchi con un incendio che avanza verso l’abitato. Ad Arzana sono all’opera due elicotteri del Corpo forestale regionale e un canadair. Tra i 44 roghi di ieri, anche quello di Mandas, nel sud della regione, dove si è riusciti a mettere in salvo tutti gli animali di un ovile.

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