ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùSeminario a Lisbona

Incendi, l’Italia attacca il monopolio privato sui Canadair: «Accelerare flotta europea»

Il ministro Musumeci ai colleghi Ue: «Tempistica inadeguata rispetto alla gravità degli effetti del cambiamento climatico». I numeri dei bimotore nel nostro Paese

di Manuela Perrone

Musumeci: “Serve consolidare risposta Protezione Civile negli interventi territoriali”

4' di lettura

«Non è concepibile che l’Unione europea non possa potenziare la propria flotta aerea antincendio solo perché i Canadair sono prodotti da una sola società in regime di monopolio». Parola di Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile, intervenuto il 10 gennaio in videocollegamento al seminario promosso a Lisbona dal Meccanismo europeo di Protezione civile sul tema della previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi, a cui hanno preso parte i titolari delle competenze in materia di diversi governi (oltre all’Italia, Portogallo, Spagna, Grecia, Germania, Slovenia, Repubblica Ceca), alla presenza del Commissario Ue Janez Lenarčič.

Il monopolio

La materia è quanto mai calda, e non solo per l’aumento delle temperature, della siccità e delle ondate di calore, destinato peraltro a peggiorare, insieme agli incendi, nei prossimi anni, come evidenziato dal Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici appena approvato dall’esecutivo. Per spegnere le fiamme dall’alto - a volte l’unica strada possibile, ha ricordato Musumeci, per cui «senza una adeguata e consistente flotta aerea si rimane inerti e inermi spettatori di fronte alla inesorabile devastazione» - l’Italia può contare al momento su 19 Canadair, in dotazione ai Vigili del fuoco, tutti prodotti dall’azienda canadese Viking Air Limited (subentrata alla Bombardier Aerospace a cui la Canadair, da cui gli aerei hanno preso il nome, aveva passato il testimone) e tutti gestiti dalla holding Babcock, quotata alla Borsa di Londra, che lo scorso luglio ha annunciato l’accordo con i fondi gestiti da Ancala Partners (di stanza in Regno Unito e Lussemburgo) per la vendita di alcune delle sue attività di servizi di emergenza aerea, compresi quelli antincendio.

Loading...

L’estate scorsa 1.102 richieste di soccorso aereo

L’estate scorsa la flotta nazionale ha fatto affidamento su un impiego massimo di 34 velivoli, di cui 24 del Corpo dei Vigili del fuoco (15 Canadair, 5 elicotteri Erickson S64F e altri 4 AB-412) e 10 della Difesa (otto elicotteri delle Forze Armate e due elicotteri dei Carabinieri). Dal 15 giugno al 30 settembre sono state 1.102 le richieste di soccorso aereo: 250 in meno rispetto al 2021, ma più diffuse su tutto il territorio nazionale, con interventi molteplici anche al Nord e nell’arco alpino, in zone tradizionalmente non coinvolte dal fenomeno degli incendi. In tutto sono stati effettati 30.994 lanci e 5.849 ore di volo, con oltre 176 milioni di litri di estinguente. Sicilia e Calabria hanno rappresentato circa il 50% del totale nazionale delle richieste, rispettivamente con 301 e 223 richieste. Nel 2022 non è mancata una tragedia: il 27 ottobre un Canadair è precipitato e si è schiantato sull’Etna, mentre era impegnato in un’operazione.

La flotta stagionale europea

Musumeci ha riconosciuto gli sforzi della Commissione europea e l’efficacia del meccanismo RescEu, con la flotta stagionale per gestire le emergenze simultanee composta nel 2022 (estate da record, con il maggior numero di incendi in Europa dal 2006) da 13 velivoli antincendio, grazie alla cooperazione di Croazia, Francia, Grecia, Italia, Spagna e Svezia. «L’estate scorsa - ha affermato il Commissario Lenarčič - ci ha impartito tre lezioni da cui dobbiamo imparare: dobbiamo intensificare la prevenzione, migliorare la nostra preparazione e potenziare le capacità di risposta in tutta Europa». Per la prossima estate l'Ue sta costruendo la riserva di aerei antincendio. «Come confermato dalla presidente von der Leyen a settembre, l'Ue raddoppierà la sua capacità antincendio prima della stagione degli incendi boschivi del 2023. Avremo altri dieci velivoli anfibi leggeri e tre elicotteri da aggiungere a questa flotta».

L'urgenza di una flotta permanente

L’Italia continuerà a fare la sua parte. Musumeci ha anticipato che per la prossima edizione di RescEu il nostro Paese offrirà due Canadair e noleggerà, «sulla base della condizione di mercato, due aerei leggeri anfibi». Ma «già nel 2019 - ha sottolineato il ministro - era stato concordato di sviluppare una flotta aerea permanente di 23 velivoli aggiuntivi, finanziati dal bilancio dell’Unione europea. In base all’attuale pianificazione finanziaria e considerando gli importanti vincoli di produzione esistenti, la flotta completa dovrebbe entrare progressivamente in funzione tra il 2026 e il 2030, dopodiché l’Ue sarà in grado di sostenere fino a otto richieste di assistenza simultanee».

I ritardi e la preoccupazione

Il conto è presto fatto. «Secondo l'attuale tempistica di produzione - ha detto Musumeci - l’Italia non otterrà i propri mezzi fino al 2029. Sebbene la società produttrice, che è monopolista nel settore, abbia ventilato la possibilità di anticipare al 2028 la consegna per l’Italia, allo stato non vi sono certezze al riguardo, perché il ritardo nel lancio del programma complessivo potrebbe comportare una incapacità di mantenere i tempi di consegna stimati. Tutto questo non può non suscitare seria preoccupazione, e non soltanto in Italia». Da qui l’allarme. «È urgente accelerare la formazione della flotta comune: la tempistica in atto ci sembra inadeguata alla gravità, che si è manifestata negli ultimi due anni, degli effetti del cambiamento climatico e della siccità che colpiscono la nostra nazione e altri Paesi del continente».

Bene la legge nazionale, ma «da soli non possiamo farcela»

Anche perché l’Italia, ha spiegato il ministro, ha già investito molto sulla prevenzione. Le norme del decreto legge approvato nel 2021 dopo la serie di drammatici incendi che ha colpito la penisola «consentiranno di rafforzare non solo le capacità operative del Servizio nazionale di Protezione civile, ma anche di attivare innovativi strumenti di coordinamento e di governance». La legge «favorirà sinergie tra le varie amministrazioni coinvolte» e le risorse stanziate dal governo, anche nell'ambito del Pnrr e dei Fondi di coesione, «saranno destinate alla prevenzione e agli investimenti in nuove tecnologie, tra cui il settore satellitare». Ma gli interventi nazionali non bastano, ha ammesso Musumeci: «Da soli non possiamo farcela».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti