Disastro ambientale

Incendi in Sardegna, in azione 7.500 uomini: arginato il fronte del fuoco

In 60 ore di devastazione si contano 1.500 persone sfollate dalle abitazioni o dalle strutture dove si trovavano. Nelle case si comincia a rientrare ma l’attenzione resta alta

di Davide Madeddu

Sardegna, l'Oristanese in una coltre di fumo per gli incendi

4' di lettura

Gli alberi secolari non ci sono più. Le sugherete pronte al taglio ridotte in cenere. E gli animali uccisi dalle fiamme certificano la violenza del fuoco. La distruzione arriva con il libeccio e sostenuta da una temperatura di 40 gradi cammina e brucia. E distrugge. Da sabato una parte della Sardegna deve fare i conti con il fuoco. Incendi divampati soprattutto in provincia di Oristano e ora in fase di spegnimento.

Il primo bilancio

Il primo bilancio dell’inferno di fuoco durato tre giorni parla di 20 mila ettari di boschi, campi e vegetazione ridotti in cenere. In mezzo, case, aziende agricole, altri edifici e animali morti.

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Il conto più salato

A pagare il conto più alto della devastazione sono i centri del versante centro occidentale. Tredici comuni per i quali la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza propedeutico alla richiesta di dichiarazione di calamità. A Cuglieri il bosco simbolo della rinascita (dopo gli incendi del 1993 e del 1999), quello che veniva definito “l'orgoglio del Montiferru” non c'è più. Distrutto dalla violenza delle fiamme. Per tutta la notte di sabato e quella di domenica le squadre a terra hanno lavorato per cercare di domare e arginare l'avanzare del fuoco. Poi Scanu Montiferru e Santu Lussurgiu e Tresnuraghes.

Gli sfollati

In sessanta ore di devastazione si contano 1.500 persone sfollate dalle abitazioni o dalle strutture dove si trovavano. Da Cuglieri a Santu Lussurgiu, passando per Scano Montiferru, Tresnuraghes. Poi Macomer, Arzana, Fonni. Nelle case si comincia a rientrare ma l'attenzione resta ancora alta.

I mezzi in campo

A fronteggiare l'emergenza in tutta la Sardegna un esercito di 7.500 persone tra forestali, personale antincendio dell'agenzia Forestas, Vigili del fuoco, volontari e Protezione civile. Sino a domenica a contrastare l'avanzare delle fiamme 20 mezzi aerei, 7 canadair e 13 elicotteri. Da questa mattina il numero dei mezzi disponibili sale a 24. A quelli in uso si sono aggiunti due canadair arrivati dalla Francia e altrettanti dalla Grecia richiesti dal Francia richiesti dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio. In campo anche uomini della Polizia, Carabinieri.

Il dramma delle aziende

“La situazione è disastrosa e ancora si lotta per domare le fiamme - dice Roberto Serra di Confagricoltura -, ma siamo veramente in uno scenario da apocalisse”. Basti solo un esempio: “Ieri mi ha chiamato un associato dicendomi che la sughereta, pronta al taglio del sughero era stata completamente divorata dalle fiamme. Delle migliaia di piante era rimasto solo cenere”. La stima dei danniParlare di stima dei danni, per i rappresentanti della Regio e, è ancora presto. “Ci sono ancora 70 chilometri di perimetro di fuoco da bonificare - fanno sapere poco dopo le 10 del mattino - e si sta lavorando per evitare che possa continuare”. Solo una volta completate le operazioni che vedono squadre a terra e in volo, si potrà pensare di avviare il censimento. Per Ettore Crobu, presidente dell'ordine dei dottori agronomi e forestali si tratta di un evento “senza precedenti”, con “danni elevatissimi sia sul piano economico, sia su quello ambientale”. “Quando si parla di incendi pensiamo ai danni immediati, senza riflettere sui danni che arrechiamo alle generazioni future - aggiunge-. Infatti, i roghi comportano la distruzione della sostanza organica dei terreni; la flora spontanea viene spazzata via; i naturali equilibri sussistenti nella fauna selvatica vengono spezzati perché la concentrazione degli animali selvatici scampati agli incendi si concentrano in zone sempre più ristrette; i cinghiali si addentrano nelle città alla ricerca di cibo causando sempre più disagi nonché numerosi incidenti stradali nelle principali arterie sarde”.

La Regione

Per il presidente della Regione Christian Solinas, si tratta di “un danno incalcolabile, che ha messo in ginocchio intere comunità e il loro tessuto produttivo e sociale, e che ha causato al prezioso patrimonio ambientale una ferita mortale. Interi boschi completamente distrutti, aziende e case devastate, un enorme numero di capi di bestiame morti nel rogo”. Poi un passaggio sull'attivazione del meccanismo europeo di Protezione civile e l'arrivo dei Canadair dalla Francia e Grecia.

Le misure in campo

Ieri, intanto, c'è stata una riunione straordinaria della Giunta regionale che ha decretato lo stato di emergenza propedeutico per la velocizzazione degli iter burocratici e, come annuncia l'assessore della Difesa dell'Ambiente Gianni Lampis, “strumento per chiedere al Governo ulteriori passi a supporto dell’Isola, come la dichiarazione di stato di calamità”.

La ricostruzione

Per la Coldiretti “serviranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi e la macchia mediterranea distrutti dalle fiamme che hanno raggiunto pascoli, ulivi, capannoni, fienilicon le scorte di foraggio e mezzi agricoli ma anche ucciso animali ed è calamità con danni incalcolabili all'agricoltura negli oltre 20 mila ettari andati a fuoco”.

L'attenzione del Governo

A seguire l'evoluzione della situazione il Presidente del Consiglio Mario Draghi che esprime la solidarietà a tutta la popolazione colpita e il sostegno a quanti si stanno prodigando negli interventi di soccorso. La ministra dell'Interno Luciana Lamorgese ringrazia quanti “stanno operando senza sosta per fronteggiare gli incendi” e manifesta vicinanza alle popolazioni colpite e “a cui non faremo mancare il doveroso sostegno per superare la devastazione degli incendi”.

Nuovo preallarme

In mattinata, comunque, la protezione civile regionale ha emanato un nuovo bollettino di previsione di pericolo incendio per oggi, lunedì 26 luglio. La pericolosità, che riguarda tutta la zona dell’Oristanese, il Montiferru, la Planargia e parte del Nuorese, dove sono ancora attive le fiamme dopo 60 ore, è classificate come alta ed è scattato il “preallarme”. Codice arancione, ma con attenzione rinforzata, dalla Gallura al Campidano di Cagliari sino al Sulcis.

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