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Incendio in comunità per ragazzi: morto un 17enne, due feriti (uno grave)

La vittima era un cittadino albanese, l’altro giovane ferito è di nazionalità ghanese

(Gabriele Bignoli - stock.adobe.com)

2' di lettura

Una persona è morta e altre due - una delle quali minorenne - sono rimaste intossicate in un incendio divampato la notte tra il 30 e il 31 dicembre in una comunità per ragazzi a Santa Caterina di Pasian di Prato (Udine). Uno dei due feriti è un ragazzo di 16 anni che è stato trasportato in volo al centro grandi ustionati di Verona. Le sue condizioni sono gravi.

L’incendio è divampato intorno alle 2.30 in una struttura della Aedis, una società cooperativa sociale onlus che opera da anni nel terzo settore e si occupa di accoglienza, assistenza sanitaria, formazione e gestione di pratiche per documenti. Uno «spazio di ospitalità per minori, prevalentemente per stranieri non accompagnati». La struttura, nuova, è costituita da un piano terreno e due piani e si trova in via Campoformido, a Pasian di Prato.

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La vittima è un ragazzo minorenne, cittadino albanese, mentre l’altro giovane ferito e portato a Verona, in condizioni molto gravi, è di nazionalità ghanese. Il secondo ferito non è in gravi condizioni ed è ricoverato all’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Sarebbe un operatore della struttura, adulto, che avrebbe riportato ustioni in varie parti del corpo. Il rogo è stato intanto completamente domato ed è sotto controllo.

Il responsabile: vittima da un anno con noi

«La vittima è un ragazzo di 17 anni, un giovane albanese che era con noi da un anno circa, era proprio un bravissimo ragazzo». Lo ha detto Michele Lisco, il responsabile della comunità per ragazzi dove la notte scorsa si è sviluppato un incendio, in provincia di Udine. «Siamo tutti affranti - ha aggiunto Lisco - Ora si sta cercando di capire quali siano state le cause dell’incendio». A svolgere le indagini sono i Carabinieri della Compagnia di Udine, che hanno già raccolto la testimonianza di Lisco e stanno sentendo altre persone per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti.

«Qualcuno si è lanciato da finestre»

«Abbiamo sentito urla durante la notte, siamo usciti io e il mio compagno, era pieno di fumo, sentivamo le urla dei ragazzi ma non potevamo intervenire. Qualcuno si è lanciato dalle finestre». È la testimonianza di Lucrezia Lisco, figlia di Michele, responsabile della struttura. La giovane dormiva in un appartamento attiguo alla struttura ed è stata svegliata dalle urla degli ospiti del centro.

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