Attualita

Incendio a Cosenza, 3 vittime e un patrimonio culturale in fumo

di Donata Marrazzo

(Ansa)

3' di lettura

«Un'edizione del “De rerum natura iuxta propria principia” del 1570 di Bernardino Telesio e altri suoi manoscritti. Anche quelli di Paolo Bombini, i testi di Pietro Paolo Parisio, ministro di Carlo V. Le opere di Sertorio Quattromani, di Gregorio Caloprese, dell'antiaristotelico Tommaso Cornelio, le rime del poeta barocco Francesco della Valle, pergamene del ‘400 scritte in gotico. La biblioteca completa del filosofo Vincenzo Miceli, parte di quella di Bonaventura Zumbini». Somiglia a un requiem l'elenco che lentamente pronuncia il collezionista d'arte Roberto Bilotti: nomina le preziose cinquecentine degli umanisti cosentini conservate nella Residenza Ruggi d'Aragona di Palazzo Compagna, posto tra il Duomo e l'Arcivescovile, andate in fumo in una notte nella città vecchia di Cosenza.

Tre vittime e un patrimonio culturale in fumo
L'incendio, partito da un ammezzato, dove un appartamento era occupato abusivamente da 8 anni da tre persone con disagi psichici - che vivevano in precarie situazioni igienico-sanitarie - ha carbonizzato le vite di Antonio Noce, del nipote Roberto Golia e della sua fidanzata Serafina Speranza. Oggi a Cosenza è una giornata di lutto: la città «piange i suoi cittadini sfortunati scomparsi tragicamente», ha dichiarato il sindaco Mario Occhiuto. L'amministrazione comunale si farà carico dei funerali delle vittime.

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I danni causati alla libreria dall'incendio (ANSA)

Richiesto più volte lo sgombero dell'immobile
Il fuoco è divampato nel pomeriggio di venerdì e, quando già non si sentivano più le grida di aiuto della donna, intrappolata con i suoi familiari nell'appartamento, le fiamme raggiungevano la residenza, incendiando i saloni barocchi, attraversando la galleria colonnata, fino alla torre campanaria dove era allestita la biblioteca, una delle più importanti del sud Italia. I documenti custoditi all' interno di antiche librerie in noce intagliato, con ante di vetro, sono stati divorati dal fuco, come molti dei preziosi arredi della casa, espressione dell'ebanisteria locale, compresa una ricca quadreria di tele dal 500 all'800. I vigili del fuoco hanno impiegato tutta la notte per spegnere le fiamme.
«Cosenza, la dotta, perde un pezzo importante del suo patrimonio culturale identitario: la casa museo, che era dotata di allarme, estintori e porte tagliafuoco, custodiva i contenuti storici della città», dichiara Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona, ancora sotto shock anche per la tragedia umana. «Negli ultimi anni ho più volte richiesto il rilascio dell'immobile, con esposti alla magistratura, e l'intervento della Asl e dei Vigili del fuoco per la verifica delle condizioni igienico sanitarie e di sicurezza».

I Bilotti, mecenati militanti
Roberto Bilotti è l'ultimo erede di una famiglia di mecenati militanti, di origini cosentine, che ha donato collezioni di grande valore al comune di Roma (dipinti, disegni e sculture all'Aranciera di Villa Borghese) al Museo del Presente di Rende e al Mab (Museo all'aperto Bilotti) di Cosenza, che è una straordinaria esposizione a cielo aperto sul corso principale della città: bronzi e marmi di Giorgio de Chirico, Amedeo Modigliani, Emilio Greco, Giacomo Manzù, Salvador Dalí, Pietro Consagra, Mimmo Rotella e Sacha Sosno.

Una settimana fa la visita del Soprintendente
Grazie all'accordo con l'imprenditore Renato Nuzzolo, Bilotti aveva aperto al pubblico la residenza Ruggi d'Aragona, con l'intento di mostrarla alla collettività. Era diventata in pochi mesi un salotto letterario e uno spazio destinato a eventi ma anche il nucleo principale di un progetto di albergo diffuso per il rilancio del centro storico. Che è uno fra i più belli d'Italia ma che versa in gravi condizioni di abbandono. Il soprintendente Mario Pagano qualche giorno fa aveva visitato i luoghi per avviare le procedure di vincolo del palazzo e degli arredi e segnalare alla Soprintendenza archivistica e bibliografica di Reggio Calabria la presenza dei testi nella biblioteca. Ora si impegna a salvare e tutelare ciò che resta. A fine luglio, in seguito a un protocollo d'intesa siglato con l'Università della Calabria, insieme al Comune di Cosenza, la Residenza Ruggi d'Aragona era stata scelta come sede per la discussione delle tesi di laurea di Ingegneria civile. Tutte iniziative che rappresentavano nell'insieme dei tentativi di rilancio della città vecchia, dove, però, come sostiene il sindaco, che è un architetto, «ci vorranno decenni per invertire un processo di abbandono e di degrado che è iniziato un secolo fa».

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